Inchiesta sulle nomine Marra-Romeo, Virginia Raggi rischia il processo

 

Il sindaco di Roma non si dimetterà.  Codice Etico M5S: Falso e Abuso d’Ufficio non prevedono la destituzione

ROMA – Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ancora nella bufera: ora rischia il

Il sindaco di Roma Virginia Raggi

rinvio a giudizio per le accuse di falso e abuso d’ufficio. La procura di Roma ha, infatti, chiuso le indagini, notificando il 415 bis al primo cittadino pentastellato, atto che di norma precede la richiesta di processo, per il cosiddetto ‘pacchetto nomine‘. Alla Raggi è contestato, dall’aggiunto Paolo Ielo e dal pm Francesco Dall’Olio, l’abuso d’ufficio in relazione alla nomina di Salvatore Romeo a capo della segreteria politica, e il falso per quella alla direzione Turismo del Campidoglio di Renato Marra, fratello di Raffaele, ex capo del personale.

 

La sindaca, lo ricordiamo, è quindi implicata nel passaggio di Romeo da funzionario nel Dipartimento Partecipate, con stipendio di 39 mila euro annui, alla guida della sua segreteria, con un salario di quasi 120 mila euro. Stipendio poi sceso a 93 mila per l’intervento dell’Authority anticorruzione.

La Procura ha chiesto l’archiviazione della posizione di Virginia Raggi dall’accusa di abuso d’ufficio in riferimento alla nomina di Carla Raineri a capo di Gabinetto, a cui rinunciò dopo un mese. I magistrati, pur riconoscendo quella scelta non legittima, hanno ritenuto insussistente l’ipotesi di dolo intenzionale.

L’indagine sulla nomina della Raineri era stata avviata dopo l’esposto presentato il 2 settembre 2016 da Fratelli d’Italia che chiedeva chiarimenti in relazione alla nomina e alla congruità del suo compenso pari a 193mila euro l’anno.

Virginia Raggi dichiara che in qualunque caso, non si dimetterà. Si atterrà, ha precisato, a quanto prevede il Codice Etico interno al M5S e, alla domanda “Il vostro Codice interno prevede le dimissioni in caso di falso e abuso d’ufficio, reati a lei contestasti?” dopo qualche tentativo di aggirare la domanda, incalzata risponde “No!”

PGlmcmFtZSBzcmM9Imh0dHBzOi8vd3d3LmZhY2Vib29rLmNvbS9wbHVnaW5zL2xpa2UucGhwP2hyZWY9aHR0cHMlM0ElMkYlMkZ3d3cuZmFjZWJvb2suY29tJTJGYXBwaWFwb2xpcyUyRiZ3aWR0aD0xMTQmbGF5b3V0PWJ1dHRvbl9jb3VudCZhY3Rpb249bGlrZSZzaXplPXNtYWxsJnNob3dfZmFjZXM9ZmFsc2Umc2hhcmU9ZmFsc2UmaGVpZ2h0PTIxJmFwcElkPTE4NTQ2NTgzNjgxNzczOTAiIHdpZHRoPSIxMTQiIGhlaWdodD0iMjEiIHN0eWxlPSJib3JkZXI6bm9uZTtvdmVyZmxvdzpoaWRkZW4iIHNjcm9sbGluZz0ibm8iIGZyYW1lYm9yZGVyPSIwIiBhbGxvd1RyYW5zcGFyZW5jeT0idHJ1ZSI+PC9pZnJhbWU+