Dedicato a Laica Principessa di Palazzo San Carlo

di Francesca Nardi

 

Vi sono sguardi che salgono lungo i pentagrammi del cuore come fluide armonie senza tempo, sguardi lucidi come il dolore che aggredisce improvviso, la mente ed il cuore…sguardi che restano a dimora nell’angolo più nascosto del giardino, dove la fresia oggi, nella sua luminosa brevità, rischiara il buio della solitudine.

Vi sono sguardi che scrivono poesie d’amore ed arpeggiano melodie rubate al tramonto…

  Gennaro Stroppolatini                 con Laica

Vi sono sguardi che attraversano i giorni e le notti e la pioggia, sguardi ricamati nella possibilità universale che oggi si piega dinanzi all’assoluto e s’addormenta per sempre.

Laica era soprattutto questo: uno sguardo infinito…cupo e solare, antico e presagio futuro… Laica era contraddizione giocosa e consapevolezza solenne…era lo  scalpiccio leggero ed impaziente dietro il cancello chiuso…

Era un giorno di maggio, una mattina di primavera…le rondini lasciavano la gronda antica di Palazzo San Carlo e riprendevano il volo verso l’azzurro profondo…uno stormo di rondini in volo e lo sguardo di Laica che riassumeva la stagione delle cose perdute…che fissava il pianto nel pianto di un altro sguardo, che sospirava serena, già raccolta tra pieghe della memoria… lo sguardo di Laica e la sua zampa di seta tra le mani ed il cuore di Gennaro, il suo amico, il suo padrone, il suo tutto e la disperazione del dopo era lì, in agguato, feroce litania della disperazione… ma Laica…dormiva…era già già oltre il silenzio…

Se n’è andata così Laica, assieme alle rondini in un giorno annunciato da un precoce tepore mattutino, strano, leggero, ostile…è andata via assieme alle rondini che lasciavano la grondaia dopo la sosta della notte…adesso Laica è in ogni dove…nell’alba che rischiara il giardino e si arrampica sulle pietre di tufo, accucciata nell’angolo delle felci, accanto al roseto…sulla scalinata di marmo, lungo i percorsi preziosi di questo Palazzo incantato nel cuore della città antica…

Laica si aggira morbida sfiorando i damaschi ed i legni lucidi e odorosi del settecento…si riflette nel cristallo che protegge le tele inestimabili e lo splendore delle stampe di Fragonard…

Laica si muove leggera e l’unico suono che naviga a vista nell’aria profumata è il tintinnare delle perle che Gennaro le ha regalato,  l’unico pianto è quello dell’acqua che scroscia leggera nella fontana…il resto continuerà la sua corsa leggera nelle albe improvvise e nei tramonti luminosi che annunciano la notte, il riposo…ed il suo sguardo d’amore lo troverai nel respiro della sera che soffia leggero e raccoglie le note disperse di un violino nascosto nel buio  e se chiudi gli occhi lascerai che il cuore si allontani nel vento accompagnato da lei che cammina con te…

Laica era un pastore alemanno, splendido ed amatissimo dal suo amico Gennaro Stroppolatini, padrone e signore di Palazzo san Carlo, deliziosa ed antica dimora nel cuore di Santa Maria Capua Vetere. Oggi Laica riposa per sempre nell’angolo fiorito del giardino di Palazzo San Carlo, dove ha vissuto e sognato…

Comments

  1. Paola Burgassi ha detto:

    Davvero toccante….come non commuoversi ?…

Comments are closed.

PGlmcmFtZSBzcmM9Imh0dHBzOi8vd3d3LmZhY2Vib29rLmNvbS9wbHVnaW5zL2xpa2UucGhwP2hyZWY9aHR0cHMlM0ElMkYlMkZ3d3cuZmFjZWJvb2suY29tJTJGYXBwaWFwb2xpcyUyRiZ3aWR0aD0xMTQmbGF5b3V0PWJ1dHRvbl9jb3VudCZhY3Rpb249bGlrZSZzaXplPXNtYWxsJnNob3dfZmFjZXM9ZmFsc2Umc2hhcmU9ZmFsc2UmaGVpZ2h0PTIxJmFwcElkPTE4NTQ2NTgzNjgxNzczOTAiIHdpZHRoPSIxMTQiIGhlaWdodD0iMjEiIHN0eWxlPSJib3JkZXI6bm9uZTtvdmVyZmxvdzpoaWRkZW4iIHNjcm9sbGluZz0ibm8iIGZyYW1lYm9yZGVyPSIwIiBhbGxvd1RyYW5zcGFyZW5jeT0idHJ1ZSI+PC9pZnJhbWU+