OSPEDALE, LA LUNGA STORIA DEL PERCOLATO

(f.n.) cronaca di un giorno qualunque…ore 10, passaggio casuale a nord-ovest…senza alcun addestramento preventivo che suggerisca un percorso a zig zag, tipo sbarco dei marines negli acquitrini degli atolli indonesiani…il corridoio luccica a tratti…i rivoli di percolato sono generalmente appiccicosi e riflettono la luce artificiale…la coreografia in controluce ha un che di sinistro…secondo voi dove siamo?, ahiaahiaahi, anche questa volta non avete studiato…siamo nell’ospedale cittadino…e dove sennò???, esattamente nel corridoio di accesso alla farmacia ospedaliera. Siamo qui in un tentativo estremo di appagamento del nostro senso estetico e per abituare l’olfatto agli oltraggi delle incognite future. Questo ameno luogo viene solitamente attraversato dai corrieri…i corrieri arrivano…caricano i farmaci direttamente nei locali della farmacia e…sempre in questo corridoio, transitano i pazienti ed i familiari che ritirano dalla farmacia, farmaci e presidi…sempre in questo corridoio, che nonostante i luccichii del percolato non ha nulla di romantico, passano anche i dipendenti…praticamente…un piccolo esercito si muove lungo questo corridoio ed un allegro rituale calpestio trasferisce automaticamente nei vari ridenti reparti dell’azienda ospedaliera svedese, De Luca docet, colonie di microbi e batteri che, finalmente possono lasciare l’ambiente ristretto del percolato che scorre lungo il corridoio e concedersi un po’ di vacanza! La domanda sorge spontanea… ma santa Tetta del Batterio killer dove alloca di solito?, non sarà che…all’intrasatta ha accettato uno dei suoi 25 incarichi in contemporanea e ci ha abbandonati ad un triste destino fatto di moscerini, moschilli, zanzare e cotillons? Ci auguriamo che almeno quest’ultima fase che contempla l’insorgere di una infezione da “zozzimma” aggravata dalla latitanza del dirigente, voglia dividerla con noi…o no? Hasta la vista.

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