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ORRORI DIMENTICATI CHE …TORNANO

di Francesca Nardi

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La nostra fragile memoria si difende dalle immagini di un passato che inchioda l’intera umanità a responsabilità taciute, frazionate e seminate ipocritamente nel vento omertoso che accompagna, spingendole al riparo, intere generazioni… un passato che non ha soluzione di continuità col presente, sincopato da verità inimmaginabili che condensano l’orrore ed il silenzio…Gli edifici in rovina degli istituti psichiatrici, che nel tempo hanno caratterizzato la parte nascosta e peggiore di un Paese che si dichiara “civile”, rimangono a grigia testimonianza di un delitto impunito che ingloba la “morte” in vita, di centinaia di esseri umani….e la tristezza infinita che toglie il respiro diventa disperazione acuta, un ferro acuminato e rovente piantato nel cuore, se, attraversando gli ostacoli frapposti dall’istinto di conservazione, tra noi e la nostra coscienza residua, guardiamo oltre i racconti ed incontriamo bambini la cui esistenza “interrotta”, ha trovato il buio come unica sponda e persino la loro ragione istintiva di vita  si è dissolta improvvisamente, in una  lunga, tremenda agonia del pensiero…Istituti psichiatrici per bambini…non è vero che siano scomparsi assieme alla vergogna di chi sapeva e non ha fatto nulla e non ha forse mai pagato…Vi sono casi assurdi ancora oggi che si perdono nel silenzio deplorevole di una parte del mondo…vi sono casi di bambini sottratti da un genitore all’altro genitore, per ragioni diverse, legate al rancore, al ricordo di un amore distrutto, alla consapevolezza di un affetto malato, inquinato…casi di bambini allontanati con l’inganno da un genitore e portati all’estero…bambini ricoverati in un istituto psichiatrico infantile in una città del “terzo millennio”… una capitale…una metropoli…storie che nessuno legge…che nessuno racconta…storie destinate a svanire assieme ai loro piccoli protagonisti…a ricollocarsi nella terra che non c’è e di cui parleranno in una favola “nera”. Ma… la storia che raccontiamo è dei nostri giorni…un boato del dolore… che ci travolge e sconquassa la nostra ipocrisia, ci auguriamo, frantumandola definitivamente…

    – VIDEO 2 –

 

La storia di una bambina che oggi ha undici anni, inizia quando ne aveva soltanto tre…i suoi genitori si separarono ed il tribunale in Italia dispose l’affido condiviso per i coniugi…Qualche anno dopo la madre della bambina viene condannata penalmente per sottrazione di minore e per non avere rispettato gli accordi previsti dal Tribunale ed avere impedito che la piccola incontrasse suo padre. Nonostante la condanna, la madre che aveva portato la bambina all’estero, in Polonia, rinchiude la piccola in un Ospedale Psichiatrico Infantile di Varsavia, ovviamente senza alcuna autorizzazione da parte del padre della bambina.  Le notizia che giungono dall’estero oggi sono inquietanti…sembra essere tornati indietro di settant’anni…veniamo risucchiati automaticamente dal ricordo dell’orrore legato agli istituti psichiatrici del terzo reich, dalle infamie consumate nell’istituto di Aguscello che trasudano dalle pareti ammuffite e dai calcinacci del vecchio istituto psichiatrico infantile in provincia di Ferrara, dai mille racconti sussurrati e sdoganati apparentemente e pietosamente, attraverso film e piece…Ma ognuno di noi “sa” come la realtà possa superare la fantasia quando ad offrire lettura di se è la crudeltà dell’uomo e della donna…I bambini rinchiusi in quella struttura pare non abbiano alcuna possibilità di recupero psico-sociale, non siano sottoposti ad adeguate terapie e vengano sedati continuamente…il padre della bambina è disperato e noi ci chiediamo e vi chiediamo dove sia la giustizia…dove sia a coscienza collettiva…dove sia l’Europa che continua  a finanziare e non controlla… dove sia il mondo degli altri che continuano a rotolare nell’altrove…

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Ho compreso che...
le persone possono dimenticare ciò che hai detto.
le persone possono dimenticare ciò che hai fatto.
ma le persone non scorderanno mai come le hai fatte sentire.
Dott. Carozza Michele

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