SESSA AURUNCA, ASPIRAZIONI POLITICHE & SANITÀ

di Maria Montanaro

La politica ha la prerogativa di toccare e lasciar marcire ogni presupposto di crescita sociale, avvantaggiando esclusivamente “l’orticello di casa”. E se oggi, molti dei business che hanno fatto crescere “politici & soci” sembrano essere ormai bypassati dalla storia, esiste un nuovo “bottino” da conquistare, una prateria ancora inesplorata ma che sembra avere tutte le carte in regola per allevarvi e farvi crescere una nuova generazione di politici.

Da tempo si parla di business riguardo gli ambiti sanitari, basti pensare allo scandalo targato PD che ha investito la Basilicata e che ha portato all’arresto del Presidente della Regione. E non dimentichiamo il gran giro d’affari che investì anni fa la Regione Sicilia con il consenso dell’allora presidente della Regione Sicilia, Totò Cuffaro e il Re Mida della sanità meridionale, quel dottor Aiello, che le inchieste hanno dimostrato essere un personaggio di spicco di Cosa Nostra. Insomma… quello della sanità sembra essere sempre stato un affare importante, per chi fa politica, in una terra dove manca quel potere occupazionale che invece possiedono i grandi imprenditori pronti a tutto pur di ricevere consenso.

In uno dei comuni della Provincia di Caserta, precisamente a Sessa Aurunca, una nuova famiglia di imprenditori si è affacciata, da anni ormai, sul panorama politico, con prepotenza, riuscendo a trarne i massimi profitti. Parliamo di Michele Schiavone, imprenditore che da anni gestisce un numero consistente di Case di Cura (con varie denominazioni e Sedi Legali) e che sembra essere in continua crescita ed in procinto di arrivare sempre più in alto.

L’ascesa della famiglia Schiavone ha inizio con le elezioni del mese di giugno del 2016, quando scende in campo per candidarsi alle elezioni comunali Massimo Schiavone, rampollo della famiglia e figlio unigenito dell’imprenditore Michele: Vent’anni e di belle speranze; il profilo perfetto per fare carriera ed arrivare lontano. All’epoca le strutture di alloggio per malati psichiatrici direttamente riferibili alla suddetta famiglia erano molte e con molti lavoratori (OSS ecc), tutti o quasi del territorio: un’ottima opportunità di lavoro in una terra in cui l’occupazionale è ai minimi storici. Di fatto, il risultato elettorale è quasi un plebiscito a favore del giovane Massimo, che risulterà essere il candidato che ha riportato più voti di preferenza alle comunali, nella storia politica di Sessa Aurunca; parliamo di 594 voti, divenuti poi 644 in virtù del ricorso presentato da Schiavone ( a dimostrazione della sua forza elettorale) ai quali vanno aggiunti anche i 614 voti di Ida Zuccheroso che rappresentava la quota rosa e anche una delle persone più vicine alla famiglia; pare infatti che l’attuale consigliera comunale abbia rapporti di lavoro con la famiglia Schiavone. Appare chiaro, quindi, che in un contesto come quello di Sessa Aurunca, ma non solo, godere di un peso elettorale “significativo” voglia dire anche possedere un certo ascendente sul primo cittadino, che non può non tenere conto del peso politico dei suoi consiglieri. L’avvocato Silvio Sasso era inizialmente intenzionato a stabilire autonomamente le linee guida della giunta, non lasciando agli altri alcuna iniziativa, ma gestendo le nomine in prima persona. Questo ovviamente non era ben visto da chi, aveva contribuito in modo pressocché “straordinario” all’elezione del suddetto sindaco, ragion per cui si instaura quasi immediatamente, un rapporto conflittuale con l’ala Schiavone, al qual cosa sfociò addirittura nelle dimissioni del Sindaco per “dissidi interni alla maggioranza”, dissidi che tra l’altro non verranno mai chiariti.

La crisi dell’amministrazione ha anche intaccato l’ambito C03, che per intenderci è quell’ambito che ha come Ente capofila Teano, che ormai da 2 anni viene bloccato proprio per l’ostracismo dei Comuni di Sessa e di Cellole ( anche se con l’avvento di Cristina Compasso sembra esserci un riavvicinamento). Sessa invece, ha intrapreso una battaglia che ha portato al blocco dei servizi e sull’orlo del commissariamento l’Ambito stesso, senza contare le migliaia di euro che il Comune non versa all’Ambito facendo vacillare tutto il sistema dei servizi.  Il motivo appare chiaro: riuscire a portare i servizi a Sessa Aurunca, cosicché potranno essere gestiti direttamente, livellando la bilancia a favore dei servizi assistenziali, ma non domiciliari che andrebbero a favore dei più bisognosi, ma quelli a favore delle Case di Cura che dall’Ambito ricevono fior di quattrini come peraltro dimostrano i Piani di Zona. La confusione si evidenzia quando nel febbraio/marzo del 2017 la crisi dell’amministrazione Sasso entra nel vivo, con l’ufficialità della mozione di sfiducia presentata da alcuni membri della sua stessa maggioranza con la firma di Massimo Schiavone. Questa manovra apparve agli addetti ai lavori, una sorta di rivendicazione ovvia per avere riportato un risultato eccellente alle comunali, e siccome la famiglia Schiavone era rimasta fuori dai blocchi di comando (nessun uomo della famiglia o vicino ad essa era infatti stato scelto dal sindaco Sasso) l’unica soluzione per far valere il proprio potere elettorale era quello di mettere alle strette il primo cittadino. E così fu, infatti ricorderemo che dalle colonne di Facebook Silvio Sasso sentenziò così: “RASSEGNO LE MIE DIMISSIONI PER DISSIDI INTERNI ALLA MAGGIORANZA”; creando scompiglio in tutta l’assise del Salone dei Quadri. Da questo momento in poi comincia il “dominio” reale di Schiavone che si siede sulla poltrona della Presidenza del Consiglio ( posto ambito per varie ragioni), provoca le dimissioni dell’Assessore Ida Distinto ( brillante dottoressa in materia psichiatrica) per far spazio a Fausto Fusco,  avvocato abilitato alla professione  in Spagna e  legato allo stesso Schiavone da vincoli parentali, che diventerà  Vice sindaco; senza tralasciare le varie nomine a Capi settore come quella di Aldo Trabucco al S.U.A.P. Sempre in questi giorni, in Regione viene presentato un maxi-emendamento dall’On. Oliviero per cambiare metodo di voto all’interno dell’ambito C03, una manovra questa che scatenò l’allora Assessore di Teano Mario Migliozzi che dichiarò: Oliviero sta lavorando a vantaggio di chi gestisce le strutture”. La parte in questione si è difesa sostenendo che la manovra voleva essere soltanto una rivendicazione territoriale, ma ciò non torna per i tempi e gli interessi, mai espressi sulla questione. Intanto questo particolare momento,  sancisce anche il patto tra le due potenze della politica Sessana, patto di per sé molto friabile, visti gli interessi soprattutto di Schiavone che aspira a conquistare un seggio in Regione, magari al posto dello stesso Oliviero come si prevedeva prima delle elezioni del 4 marzo u.s., che avrebbero avuto, secondo le previsioni, un effetto “domino”   e avrebbero preparato il terreno al rampollo, con le elezioni alla Camera di Gennaro Oliviero; sogno sfumato per adesso, vista la “scoppola” elettorale di tutto rispetto! Ma la storia delle aspirazioni politiche dei nostri eroi “aurunci” che sovente incrociano altri interessi nel firmamento delle possibilità, non finisce qui, anzi…è appena iniziata.

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