OSPEDALE, STORIE & SUGGERIMENTI

(f.n.) – Se non volessimo correre il rischio di essere noiosi, potremmo segnalare alla direzione strategica di questa magnifica Aorn, e non sarebbe la prima volta, che l’acqua scorre a fiumi nei lavelli per rinfrescare le bottiglie d’acqua dei poveri pazienti, che i condizionatori si lasciano accesi tutta la notte e addirittura in alcuni casi, si lasciano le finestre aperte, nonostante i condizionatori accesi “a palla”,  come del resto si può constatare, dall’esterno della palazzina A, lato ingresso…Forza… andate a chiudere… così tra un’ora comunicherete al mondo esterno che siamo bugiardi…ah… non dimenticate di spegnere le luci che sono accese h24…magari risparmiando sullo spreco di energia potreste comprare un paio di frigoriferi no?, almeno in Geriatria… ma abbiamo deciso di non essere noiosi, ma collaborativi …e poiché talvolta è opportuno procedere per esempi, noi oggi vi raccontiamo un’altra storia di vita vissuta, di pericolo scampato in extremis. Paradosso…è  la storia di un uomo che rischiava di morire di incompetenza conterranea ed è stato salvato dalla competenza un conterraneo valorizzato altrove…Nel mese di febbraio del 2017 un signore casertano di 60 anni viene ricoverato in Gastroenterologia…1° piano, padiglione D… il signor A.S. proveniva da un breve soggiorno in una clinica dei paraggi, avendo accusato nei giorni precedenti, un forte prurito diffuso e la presenza di urine scure. Sorvolando sulla diagnosi “fantasiosa” dei medici della clinica, che lo curarono “sapientemente” con flebo di soluzione fisiologica, dopo essere stato dimesso, il signor A.S., diventa di un bel giallo carico, che le cure ospedaliere di lì a poco, avrebbero tradotto in un bel verde fluorescente…Dopo il ricovero inizia quindi  la discesa agli inferi del signor A.S…18 giorni di nulla, assoluto ma pericoloso,  con un procedere a tentoni da parte di uno scienziato del reparto, che somigliava al zigzag di un marine durante la battaglia di Okinawa…in aggiunta l’infaticabile signora “spocchia” che vive appollaiata sulla spalla destra degli aspiranti baronetti in camice longuette ed indirizza l’eloquio degli stessi, a bilanciarsi tra l’arroganza e la maleducazione…Infatti mentre il barone responsabile, si dibatteva tra una probabile diagnosi di cancro del pancreas e la “quasi” urgenza di disfarsi di un paziente scomodo, ipotizzando di rifilarlo alla Chirurgia per un eventuale intervento…e mentre come si dice ad Oxford, uno cercava di pararsi l’elegante fondoschiena,  il povero signor A.S, per usufruire di una indagine strumentale, in questo caso ecoendoscopica, fu costretto a recarsi a Napoli. Infatti l’Aorn di Caserta che non presenta alcuna differenza, rispetto ad una azienda ospedaliera di  Stoccolma, evidentemente non era in grado di offrire una ecoendoscopia…A detta degli infermieri, l’apparecchio era rotto o forse addirittura inesistente…Dopo 18 giorni a base di: cibo da fare invidia ad Alcatraz, aereatori inesistenti, un cattivo odore diffuso e persistente, lenzuola “perenni” nel senso che non sono mai state cambiate, infermieri “sfastiriusi”…ed il pericolo di essere operato “perché solo così potremo capire cosa c’è veramente” (cit. lo scienziato) , e morire magari con la diagnosi di cancro al pancreas,  ed il famoso barone che disquisisce ipoteticamente sull’unico esame effettuato, peraltro a Napoli, i familiari del signor A.S. decidono di trasferire il congiunto a Siena…Era il 22 febbraio del 2017 quando il povero signore entra nella struttura ospedaliera di quella città. Immediatamente dopo il ricovero, il paziente viene sottoposto all’ERCP, colangio-pancreatografia endoscopica retrograda, esame che viene richiesto per comprendere quali siano le cause dell’ostruzione del normale deflusso della bile e del succo pancreatico nell’intestino e per eliminare l’ostacolo…A Caserta non si effettua ERCP? E che vorr di?  La diagnosi è pancreatite acuta…trascorso il tempo necessario per disintossicare l’organismo, il signor A.S. viene infine sottoposto ad un intervento di otto ore, da un brillante chirurgo, originario di Casagiove che lo recupera letteralmente in extremis sulla via dell’al di là…  Era il 21 marzo 2017 ed il signor A.S. era salvo…Non vogliamo infierire ma soltanto osservare che, quando l’alterigia si mescola all’incompetenza, il risultato può essere devastante e…questa volta non è successo solo per un caso…. Ai signori della luna calante, in camice longuette che in questo momento andranno in giro biascicando improperi contro i brutti, sporchi e cattivi, vorremmo suggerire di deporre la spocchia e mettersi a studiare, perché non si gioca al Frate Indovino con la vita degli esseri umani e se proprio vogliono arieggiare i polmoni, ci ringrazino ad alta voce, perché abbiamo pietosamente evitato di erudire il popolo sovrano lettore, in merito al carico di sciocchezze e sgarberie di cui hanno dato prova provata, quando i familiari del signor A.S, come era nel loro diritto, si sono recati a chiedere conto di un comportamento, che aveva messo seriamente in pericolo la vita del loro congiunto. Quindi…provvedete al “ripasso” della professione e soprattutto al recupero della coscienza. Hasta la vista!

Comments

  1. Roberta ha detto:

    La professionalità non si brandisce indossando un camice ma, Signori miei, a voi che è affidata la vita dei degenti, invoco un grido di speranza e di accorata sensibilità. È l’etica che va trasmessa, non l’eloquenza, non l’alterigia. Che questo articolo sia l’invito caloroso a destarvi: tutti.

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