POLITICHE SOCIALI, I SINDACI MAROTTA E CORSALE ASSENTI ALLA CONFERENZA TERRITORIALE D’AMBITO

di Giovanna Longobardi

CASERTA – Nuova tappa per l’assessora regionale alle Politiche Sociali Lucia Fortini, che nella giornata di ieri, giovedì 19 luglio,  è stata presente a Caserta presso il complesso di Sant’Agostino di via Mazzini aprendo un’occasione di dibattito pubblico e promuovendo I.T.I.A. (Intese Territoriali di Inclusione Attiva) una misura  incisiva nel campo delle politiche sociali e dell’assistenza alle fasce più deboli, come per le famiglie che attingono al Reddito di inclusione (REI). Un provvedimento, adottato dalla Regione Campania, che si sostanzia come uno strumento economico per contrastare la povertà attraverso modalità di inclusione e di innovazione sociale.

Ad accogliere Lucia Fortini l’assessora del Comune di Caserta, Mariagiovanna Sparago, che insieme al sindaco Carlo Marino, in qualità di Comune capofila dell’Ambito C1, hanno sostenuto l’importanza di attivare processi di sussidiarietà circolare per rendere efficienti ed efficaci le misure messe in atto dalla Regione Campania e attive già su scala nazionale. Un invito aperto agli addetti del settore quello di ieri, che ha trovato un notevole riscontro nella presenza in sala di rappresentanti di categoria, del Terzo Settore, di associazioni e di sigle sindacali; un pubblico interessato che ha partecipato laboriosamente alla discussione mettendo al centro le criticità che imperversano a livello locale. Non è mancata prontamente la risposta dell’assessora Lucia Fortini che, nel supportare il valore dei provvedimenti emanati dalla Regione Campania, ha rimarcato il principio fondamentale di essere interconnessi, visto che il bando è stato promulgato con l’obiettivo di creare alleanze territoriali. “Per fa funzionare gli Ambiti territoriali – dichiara la Fortini – è necessaria una  forma stabile di organizzazione: lo diciamo da tre anni e abbiamo anche dato premialità a quelli che seguono la nostra indicazione. E’ l’unico modo per stabilizzare operatori e servizi”.

Attraverso le sue parole si comprende la necessità di dover necessariamente cambiare il modus operandi … Del resto, attuare una misura cospicua senza essere agganciati ad altri organi istituzionali ha di per sé un valore isolato, fine solo a se stesso e annulla tutti i presupposti di conseguenzialità che si prefigge il bando. Ciò che invece serve a livello locale, come denunciano gli operatori di categoria, è essere parte integrante di un ingranaggio… come  l’Ambito C1 per la gestione delle Politiche Sociali, che coinvolge i Comuni di Caserta, Castel Morrone, San Nicola la Strada e Casagiove. Questi ultimi, però, sembra che non abbiano recepito il senso del meeting up organizzato da Regione e Comune di Caserta, risultando assenti all’incontro di ieri. Un’assenza, quella dei sindaci Vito Marotta e Roberto Corsale e dei loro rispettivi assessori al ramo, che non è passata inosservata, anzi è servita a sottolineare un equilibrio altalenante tra le parti, in cui ci si rende desaparecidos all’occorrenza pur di non incontrarsi. Un’analisi che sul lungo periodo e alla base dei fatti ci consente di dedurre che i due sindaci portavoce della campagna anti-digestore anaerobico a Ponteselice, non rispondendo all’invito del Comune di Caserta hanno rinsaldato anche eticamente la loro alleanza. Per noi un’occasione persa di dialogo tra le parti… o forse un’occasione di più per riflettere l’immagine di una politica locale involutiva? Quel che resta nel puzzle generale della nostra realtà governativa è un’idea che si aggancia al motto “predico bene, ma razzolo male”… una delusione che si rafforza lasciando sullo sfondo le potenzialità del territorio e di chi fa rete profondendo al massimo la propria volontà. Per non essere tacciati di critica disfattista, ci crogioliamo nell’idea che, magari, i sindaci Marotta e Corsale si siano degnati almeno di inviare come uditori gli assistenti sociali di riferimento. Enti, associazionismo e sindacati, intanto, non ci stanno a perdere questa chance che significherebbe per molte famiglie in gravi difficoltà e per tante persone muovere una contromossa al disagio vissuto, ossia a quella condizione che non sa che farsene solo di belle parole.

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