“CARO SINDACO TI SCRIVO”

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Lettera aperta al primo cittadino di Caserta

 

di Luigi Cobianchi      

 
          Luigi Cobianchi                          Coordinatore “Caserta libera!

Caro (si fa per dire…. Vero è che un “caro”, come incipit di una lettera, non si nega a nessuno) Sindaco ti scrivo, così mi distraggo un po’. E siccome appari molto lontano, più forte ti scriverò.

Da quando sei partito (il giorno dopo la tua elezione), c’è una grossa novità: l’anno vecchio è finito ormai, ma tutto ancora qui non va.

Non so dove tu sia, visto che sembri sempre essere altrove: si fanno tavoli tecnici dove si programma l’assegnazione di fondi, ma la tua amministrazione non c’è….

Si organizzano proteste civili per difendere sacrosanti diritti, ma tu sei assente….

Al riguardo consentimi di dissentire rispetto alla citazione del tuo genitore, che avresti reso attraverso un organo informatico di comunicazione sociale: un Primo Cittadino, se è davvero primo, lo è in tutto, anche nello scendere in piazza con la propria Comunità di appartenenza, tra i propri Concittadini, in occasione di “giuste manifestazioni”. Ed a proposito della predetta menzione, permettimi di dirti che non è da te trincerarsi dietro il puerile artificio di citare un terzo per dare dello “stolto” e dell’“incompetente” a persone perbene, pensando di scansarne, così, le eventuali conseguenze, dai!

Si realizzano eventi importanti, che rappresentano per la Città un’occasione impareggiabile di riscatto, morale e materiale, per non essere sempre e solo ricordata come la “capitale” della “Terra dei Fuochi”, ad esclusivo vantaggio di certi copisti che imbrattano volumi, tanto cari alla tua parte politica (mi riferisco ovviamente a quella attuale, di sinistra, che nulla possiede dell’eredità di un Berlinguer, di un Nenni e neanche di un Togliatti, non al centro-destra da cui provieni. Poi, magari, alle prossime elezioni ci ripensi….). Anche in tal caso, puntualmente qualcuno, nella migliore delle ipotesi, legge una laconica nota del tuo “ufficio” stampa, con la quale si comunica l’improvviso impedimento di turno….

In tutto questo la Città appare semplicemente ingovernata, in balia degli eventi, vittima di un’anarchia dilagante, definitiva preda dei soliti comitati d’affari – cui si sono aggiunti i cartelli elettorali degli “okkupanti”, inneggianti a ribellioni di giacobina memoria – i quali, in assenza di qualsivoglia indirizzo 2politico-gestionale, spadroneggiano più che mai, strappando, come altrettanti sciacalli e avvoltoi, qualche residuo brandello di carne alle martoriate “ossa” di quella “spoglia immemore, orba” dello “spiro” dell’utopia borbonica delle origini, cui è ridotta Caserta.

E’ difficile, meglio, impossibile rimpiangere la precedente amministrazione, eppure tu sembra che ce la metta davvero tutta per risvegliare nostalgie del passato, in un Paese che è molto sensibile alle “buonanime”! Vero è che, con il tuo predecessore hai condiviso quantomeno un’intera esperienza politico-amministrativa e forse proprio per questo chi, ahimè, continua a determinare le sorti di questa Città ha individuato in te il suo successore, indirizzando sulla tua persona quello sparuto 20% di elettori che ha decretato, al ballottaggio, la tua vittoria (di Pirro), in occasione delle ultime elezioni.

Vengo al punto. Mi rivolgo a te per denunciarti le vergognose, infamanti condizioni in cui versa l’ingresso principale di quello che dovrebbe rappresentare uno dei luoghi “simbolo”, in uno Stato di Diritto, il Tribunale, a causa del continuo sversamento abusivo di rifiuti che si verifica su via Graefer. A meno che non si tratti di “allestimenti artistici” post-moderni che non sono in grado di apprezzare. Anche questo mi è venuto in mente.

Ho esitato a lungo, prima di fare questo pubblico esposto, per diversi ordini di motivi.

Innanzitutto, allorquando ho iniziato ad osservare il tristo fenomeno, ho pensato ad un fatto episodico. Sennonché ho dovuto personalmente constatare che la cosa si ripete quotidianamente. E, tuttavia, per evitare “alibi” semplicistici (“non è vero nulla”; “il solito Cobianchi che rompe, che esagera”; “ma perché non si fa i fatti suoi e ci lascia amministrare”; “è sempre pronto a puntare il dito”….., ecc.) ho atteso ben sei mesi prima di intervenire, documentando pazientemente quanto accadeva, attraverso quadri fotografici realizzati a cadenza fissa.

Anche perché – e qui veniamo al secondo motivo – ero certo che, prima o poi, chi, in quella Sede, amministra la Giustizia, aprisse un fascicolo su fatti delittuosi che accadono sotto i propri occhi.

Ma la più importante argomentazione logica che mi ha indotto ad attendere tanto è la tua professione: ero portato a credere che il Sindaco (Primo Ufficiale Sanitario della Città) – Avvocato non potesse non sapere e non vedere questo scempio, a motivo della frequenza assidua di quei luoghi, dettata dalla sua attività lavorativa. In ragione di ciò mi aspettavo, di giorno in giorno, un tuo reciso, esemplare intervento, per porre fine a tanto squallore.

Ah, la mia ingenuità! Solo con il senno di poi sono arrivato a considerare il fatto che tu, oramai, ti occupi probabilmente solo di Giurisdizioni Superiori, non frequenti più i Tribunali “locali”.

E però, non foss’altro per morivi di corporativismo, rispetto all’Ordine Professionale cui appartieni, se non di rispetto per quella Istituzione sacra e vitale, soprattutto nella nostra Terra martoriata, qual è la Magistratura, mi sarei aspettato comunque che qualcuno dei tuoi assessori, consiglieri, soprattutto quelli più giovani (vera, cocente delusione di questa consiliatura) piuttosto che uno dei tuoi validissimi collaboratori, ti informasse e che tu agissi repentinamente, quantomeno per tutelare la dignità di Magistrati, Personale di Cancelleria, dei tanti Cittadini che fruiscono del Tribunale per ottenere Giustizia ma, ancor di più, consentimi, di tanti tuoi colleghi Avvocati i quali, non avendo nulla meno di te – se non, in alcuni casi, in termini di anni di professione – si vedono costretti quotidianamente a raggiungere la sede casertana del glorioso Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – in cui si sono scritte nobili pagine di Giurisprudenza e si è combattuto strenuamente, come in poche altre parti d’Italia, il fenomeno camorristico-mafioso, infliggendogli colpi mortali – facendo letteralmente lo slalom tra i rifiuti.

Quando, tuttavia, mi si è parata innanzi agli occhi la scena impietosa di due, sì ben due frigoriferi e dei resti di un televisore abbandonati a pochi passi dall’ingresso del Foro, oltre alla situazione concreta di pericolo rappresentata da una cabina di distribuzione, verosimilmente dell’energia elettrica, divelta, non ho resistito oltremodo.

Sindaco, perché non intervieni?

Lo so, lo so, non si può far “pigliare collera” agli amici, ma è possibile che tu, quale responsabile di tutti gli Uffici e di tutti i servizi comunali (cfr. TUOEL) non senta l’obbligo, quantomeno morale, di chiedere conto del loro operato ai tuoi assessori competenti, di chiamare a responsabilità formalmente i dirigenti al ramo?

Che ne è di quella task force di Funzionari comunali, messa in piedi nel corso della precedente Consiliatura, con il precipuo compito di monitorare l’intero tenimento comunale per prevenire – ed, ove del caso, reprimere – eventuali abusi, con riferimento alla selezione differenziata e/o a sversamenti illeciti?

E della ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti che mi dici? Anche con riferimento a questa meschina vicenda, è stata formalmente richiamata da te, o da tuoi aventi causa, al più pedissequo adempimento dei propri obblighi contrattuali? E’ troppo chiederti di voler fornire alla Stampa, quale primo arbitro tra la Pubblica Amministrazione e la Cittadinanza, copia degli atti da te prodotti al riguardo?

Se i soggetti che sono giuridicamente a te sottordinati non hanno compiuto il proprio dovere d’ufficio o di contratto, sono certo che, sempre in virtù della professione che svolgi, avrai immediatamente interessato la competente Procura della Repubblica. O mi sbaglio?

E non mi venire a dire che è tutta colpa dei cittadini indisciplinati, perché se è vero – come è vero – che i rifiuti non precipitano a via Graefer o a via Buonarroti dal cielo, risponde altrettanto a verità che gli obblighi di controllo e di repressione, in materia, sono in capo all’Amministrazione Comunale e, quindi, innanzitutto a te!

Ci vuole tanto ad estendere la rete di telecamere che già dovrebbero presidiare un luogo “sensibile”, qual è il Tribunale, aggiungendone non più di un paio, o disporre, almeno per qualche settimana, il pattugliamento da parte di Agenti della Polizia Municipale in borghese, che colgano sul fatto i trasgressori, informando gli Organi di Stampa a cadenza fissa del loro operato, così da scoraggiare eventuali, ulteriori malintenzionati, che non meritano di essere chiamati “cittadini”?

Una sola cosa non mi aspetto da te e, cioè, che tu mi risponda – magari attraverso chi, anziché adempiere alla propria missione sociale di giornalista, si trasforma in un pubblicitario del “potente” di turno – che: “il nuovo anno porterà una trasformazione … Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno. Anche i muti potranno parlare, mentre i sordi già lo fanno”.

Lucio Dalla mi scuserà, dall’altro mondo, se lo cito ancora in un frangente così mortificante, ma non trovo parole migliori delle Sue, per concludere questa mia, Sindaco: “Vedi caro ‘amico cosa si deve inventare, per poter riderci sopra [soprattutto] per continuare a sperare”…!