ESCLUSIVA – MICHELE LA MONICA E’ AL SICURO!

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di Francesca Nardi

E’ impaurito…si guarda intorno come un cucciolo spaesato ma sta bene!

Michele La Monica, il 15enne allontanatosi qualche giorno fa dalla casa – alloggio di Crispano, ieri sera è stato accompagnato dall’avvocato dei suoi genitori, dottoressa Matilde Pontillo, alla stazione dei Carabinieri di Crispano. La Benemerita, ieri sera si è riappropriata del ruolo prezioso che la storia degli uomini le ha affidato nel tempo e che non si confonde automaticamente con la necessità del giudizio, della punizione, del rimprovero. Deposta la divisa ufficiale per consentire a Michele di rasserenarsi, il comandante della stazione Alberto Santoro, il maresciallo Antonio Tufaro, il brigadiere Sossio Capasso e l’appuntato Luciano Montella hanno guardato quel bambino, costretto a crescere troppo in fretta, hanno letto quella piccola storia greve  che la corsa, la paura e la solitudine avevano scritto nei suoi occhi  e si sono adoperati per tranquillizzarlo ed assicurargli protezione ed assistenza. Ognuno di essi forse, ha pensato ai figli che un destino differente aveva posto al sicuro e ad altri genitori che oggi pagano un prezzo, forse troppo alto, per gli errori del passato e ognuno di loro ha dato il meglio di sé e quando succede questo… è giusto, addirittura obbligatorio, sottolinearlo ed esprimere profonda riconoscenza. Michele è un bel ragazzino, magro, dai lineamenti gentili… i suoi occhi sono quelli di un cerbiatto ferito ma non domato…la sua vivacità serpeggia prepotente sotto una coltre ansiosa, pesante…la sua piccola storia è brutta… come le cose taciute…che non vogliamo ricordare né ripetere, dalle quali ci difendiamo ostinatamente, relegandole al mondo degli altri…ma la storia di Michele è di quelle da cui non si può prescindere, del cui odore non ci si può liberare, dalla cui accusa non ci si può difendere…la storia di Michele è stata scritta dai protagonisti di un mondo che il sentimento non riconosce…la storia di Michele è stata gestita in una dimensione lontana, il cui accesso è stato impedito a ciò che riteniamo essere la mente e la ragione…la storia di Michele non ha nulla che possa essere compatibile con la decisione del cuore…la storia di Michele è soltanto la solita pagina scritta in fretta, dal solito delegato, dalla solita authoritas…la pagina di Michele è scritta nella sabbia assieme alle altre storie dei tanti Giovanni, Roberto, Pasquale …destinata a dissolversi al primo soffio di vento…nessuno chiederà mai conto della sua scomparsa perché non interessa a nessuno…questa è la nostra società che marcisce ai bordi di una civiltà che si sciorina sui palchi in difesa dei minori,. Vergogna e poi ancora vergogna! Michele era stato allontanato dalla casa famiglia in cui viveva assieme ai suoi tre fratelli minori ed era stato affidato alla casa alloggio “Ismaele” di Crispano, da un’assistente sociale di Santa Maria Capua Vetere…casa famiglia?, un eufemismo…Non si può chiamare casa famiglia, un luogo al cui interno vivono otto extracomunitari adulti e due minori…e tre operatori di sesso femminile per sopperire alle esigenze di tutti ma soprattutto alla cura di due minori. Michele non riesce a digerire il cibo che lo obbligano a mangiare ma nessuno se ne cura… Michele riceve attenzioni da un paio di extracomunitari ospiti della casa-alloggio, ma una delle operatrici minimizza…Michele è sempre mezzo addormentato perché di sera e di mattina gli somministrano tranquillanti…Michele si lamenta, perché un extracomunitario lo accarezza, ma l’operatrice lo esorta a non farci caso…Michele una notte… si trova un extracomunitario nel letto e urla… ma l’operatrice insiste: lascia perdere…non farci caso…Michele parla con suo padre al telefono e l’operatrice gli fa saltare il cellulare di mano…Michele salta sulla bicicletta e scappa….questa la sintesi dell’ultimo pezzo di storia di un minorenne, affidato ad una operatrice che dovrebbe tutelarlo e lo esorta a non badare alle carezze di un adulto …Non esprimiamo giudizi perché non ci compete e soprattutto perché non siamo sicuri di contenere il giudizio nei limiti della buona creanza. I genitori di Michele hanno avuto problemi in passato ed hanno perduto la patria potestà…oggi le cose sono cambiate. Gli errori sono stati riparati ed entrambi, Bruna e Mario stanno continuando a pagare prezzi altissimi, altissimi… se si considera che non hanno mai smesso di amare i loro figli. Ci si chiede dove abbia inizio in questa storia, la logica, in quale punto si interrompa e dove inizi il paradosso…Ma soprattutto ci si chiede e si chiede ai diretti interessati alla tutela dei minori e a quelli che si sbracciano infilando teorie d’avanguardia, come i corallini di un bracciale: pensate di essere stati conseguenziali e soprattutto responsabili?