UN ULIVO IN SEGNO DI PACE ALL’INGRESSO DELLA CITTÀ

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di Carmine Eliseo

SAN PRISCO – Ci sono voluti quasi settant’anni e una donna, la neo assessore Sara Russo (nella foto), di Noi Valori, ha voluto fortemente un albero di ulivo all’ingresso della città di San Prisco, nella piazzetta dedicata ad un grande padre della Chiesa di Loreto, don Oreste Verazzo.

Nativo di Casal di Principe è stato l’artefice dei tanti successi elettorali della vecchia Democrazia Cristiana, ma negli anni 70 ed 80 ha trovato lavoro a tanti giovani, indipendentemente dallo loro idea politica, sistemandoli alla Olivetti, Italtel ,Gte, 3M, al Tabacchificio di Santa Maria Capua Vetere, all’Alfa Sud di Pomigliano d’Arco. Costoro, ogni anno, nel giorno della ricorrenza della sua dipartita da questa Terra celebrano una messa nella Chiesette di Loreto, accanto al Palazzo lasciato in eredità ai frati dove alloggiavano ed alloggiano ancora, don Ciro, parroco della Chiesa Santissima Immacolata Concezione della città del foro, insieme ad altri confratelli che celebrano messa anche in altri comuni della provincia di Caserta.

Una sfida, quella della giovane Sara Russo, che in questa realizzazione ha avuto dalla sua parte il primo cittadino dottor Domenico D’angelo ed il presidente del gruppo di Noi Valori, dottor Domenico Carrillo, e nel giro di un mese, hanno tolto un ferro vecchio ed hanno piantato un giovane albero di ulivo, acquistato con una modica cifra che è inferiore ai mille euro. Una idea geniale che nelle prossime ore sarà aggiunta ad un’altra decisione, assunta all’unanimità dalla giunta D’Angelo, quella di chiudere con un cancello in ferro la ex Cava Statuto, per evitare ai piromani di continuare ad appiccare il fuoco, tanto saranno scoperti, perché saranno installate anche delle telecamere nascoste. Tempi duri per coloro i quali decidono di appiccare il fuoco alle sterpaglie ed a qualche rifiuto nocivo, fermo restando che in questi ultimi giorni, il Movimento 5 Stelle della città di San Prisco ha ingigantito il piccolo focolaio acceso da qualcuno che voleva sollecitare la maggioranza solida del primo cittadino Domenico D’Angelo, vigile insieme al presidente del consiglio, Franco Monaco ed ai tre presidenti dei gruppi consiliari, Le ali con Ventriglia, Generazione Futura con Cinotti e Noi Valori con Carrillo.

E il Bene Comune? Un autorevole esponente della sinistra locale ha testualmente dichiarato: “I consiglieri di minoranza di Libera Mente corrono dietro ai cani randagi”.