De Filippo: “I veri manovratori sono al di fuori del Consiglio comunale”

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di Francesco Capo

MADDALONI – L’anatra zoppa non è riuscita nemmeno a fare il primo passo. Il sindaco Andrea De Filippo è caduto. Sostenuto da una coalizione di centrodestra ed eletto a sorpresa nel ballottaggio del 26 giugno scorso contro il favorito candidato di centrosinistra Giuseppe Razzano, il cui schieramento aveva ottenuto la maggioranza dei voti al primo turno, De Filippo si era ritrovato primo cittadino senza avere la maggioranza in consiglio comunale. Nella serata di ieri (giovedì 26 luglio), durante la prima seduta consiliare, tredici consiglieri di centrosinistra hanno lasciato l’aula e si sono recati dal notaio per rassegnare le loro dimissioni. Dura la reazione dell’ormai ex sindaco De Filippo: “È un atto di assoluta e totale irresponsabilità che consegna questa città ad un ulteriore anno di immobilismo amminitrativo, orchestrato da persone che non hanno a cuore Maddaloni e che negli anni hanno condotto la città al baratro”.

“Con Giuseppe Razzano del Pd, senza entrare nelle spartizioni delle poltrone, avevo concordato una road map che potesse dare un governo alla città, sia pur provvisorio o sperimentale”. “Credo, però, che Razzano centri relativamente, i veri artefici di questa manovra vanno cercati al di fuori del consiglio, tra personaggi che hanno fatto e disfatto le ultime amministrazioni, condizionandole pesantemente e facendo che questa città diventasse terra di nessuno”. “Nei prossimi giorni – ha affermato De Filippo – farò anche i nomi”.

Il motivo che ha portato a questa caduta sembra essere stato la presentazione di un ricorso al T.A.R., da parte dei candidati a consiglieri comunali dello schieramento di centro destra non eletti, contro quelli eletti dello schieramento di centrosinistra, a cui la commissione elettorale del comune di Maddaloni aveva attribuito il premio di maggioranza.

“Sorrido a sentire questa motivazione: é incredibile che venga imputata a me la responsabilità politica del ricorso al Tar! I candidati non eletti hanno ritenuto di essere stati lesi nei loro diritti e si sono rivolti alla giustizia amministrativa, io, né tantomeno altri, avrei  potuto impedire loro di rinunciare a far valere un diritto riconosciuto dal nostro Stato”. Inoltre, ha proseguito De Filippo, “se il centrosinistra riteneva che la decisione della commissione elettorale del Comune fosse ineccepibile, non doveva avere alcun preoccupazione per il ricorso al T.A.R. . Sarebbe invece gravissimo se la decisione di dimettersi fosse stata presa proprio per il timore che i giudici potessero invece dare ragione ai candidati non eletti, perché significherebbe che alcuni occupavano abusivamente le loro sedie in consiglio”.

“Nel comune di Lecce –  ha affermato De Flippo – il risultato è stato identico a quello di Maddaloni e la commissione elettorale ha attribuito il premio di maggioranza allo schieramento che sosteneva il sindaco che ha vinto poi al ballottaggio. Alla luce di questo, non credo che si possa gridare allo scandalo se qualcuno ha fatto ricorso alla giustizia amministrativa”.

Dal Partito democratico, il senatore e commissario provinciale del partito,  Franco Mirabelli (nella foto), ha commentato che “la decisione è stata presa dalla coalizione di Maddaloni che aveva sostenuto Razzano e ottenuto la maggioranza al primo turno. C’è stata una scelta di far valere il risultato elettorale del primo turno, ribadendo la centralità della coalizione. La colazione si riorganizzerà per la prossima tornata elettorale”. Nel frattempo a Maddaloni arriverà sicuramente un commissario, in attesa delle nuove elezioni.

Secondo Luigi Bove, candidato a sindaco con una lista civica e consigliere comunale di opposizione, “a perdere è la città di Maddaloni. Mi sono speso in tutti modi per garantire la governabilità e per portare avanti un’assunzione di responsabilità. Ho cercato anche di far incontrare De filippo e Razzano. A De Filippo ho dato più volte la disponibilità sui programmi e sui contenuti. Se si è giunti a questo punto la responsabilità è da ascrivere ad entrambi. “De filippo, all’indomani del ballottaggio, pur consapevole di non avere una maggioranza, ha comunque presentato una memoria alla commissione elettorale per cercare di sovvertire il dato dei consigliere comunali e, personalmente, avrei evitato che il ricorso al T.A.R. fosse presentato, ha proseguito Bove. Dall’altro lato il centrosinistra si è irrigidito sulle sue posizioni e sulla necessità di una giunta tutta tecnica”.