PETIZIONE: LIBERATE I SEI ITALIANI ANCORA DETENUTI NELLE CARCERI TEDESCHE DOPO IL G20 DI AMBURGO!

Firmiamo la petizione di Salvatore Rubino diretta ad Angelino Alfano,                                               Angela Merkel, Paolo Gentiloni, Sergio Mattarella

 

AMBURGO – Francesca, Alessandro, Orazio, Emiliano, Riccardo, Maria e Fabio sono stati arrestati durante la manifestazione contro il G20 ad Amburgo. A loro non è permesso di uscire, come agli altri arrestati, nemmeno su cauzione.

“Chiediamo l’immediata liberazione dei sei ragazzi italiani detenuti in Germania, arrestati solo perché parlavano italiano. I ragazzi sono andati ad Amburgo per manifestare pacificamente contro gli abusi e lo strapotere dei 20 Stati che decidono le sorti del mondo. I sei ragazzi: Alessandro Rapisarda, Orazio Sciuto, Emiliano Puleo, Riccardo Lupano, Maria Rocco e Fabio Vetorel sono stati arrestati dopo che la manifestazione era già finita senza nessuna valida motivazione. I ragazzi giovanissimi si trovano in cella da 23 giorni e hanno potuto vedere i propri cari solo una volta, ieri. Lo stato tedesco sta trattenendo i giovani italiani nonostante le famiglie abbiano già provveduto a versare una cauzione. Uno stato democratico come la Germania non può trattenere senza alcuna prova certa sei giovani ragazzi per così tanto tempo, privandoli della loro libertà e senza nessuna assistenza da parte del governo italiano. I ragazzi sconfortati e senza il supporto di un interprete, si sentono abbandonati. Nonostante le tre interrogazioni parlamentari, ancora nessuno si è attivato seriamente per risolvere la questione. Questi ragazzi, provati anche emotivamente, rischiano di passare tutto il mese di agosto nelle carceri tedesche senza aver commesso nessun reato. Tutto ciò sembra assurdo, tenendo conto che stiamo parlando del più importante stato dell’Unione Europea; in Italia in casi del genere il fermo si sarebbe prolungato per non più di 48 ore: Chiediamo una partecipazione massiccia affinché tutti i ragazzi tornino a casa dalle loro famiglie”.

PGlmcmFtZSBzcmM9Imh0dHBzOi8vd3d3LmZhY2Vib29rLmNvbS9wbHVnaW5zL2xpa2UucGhwP2hyZWY9aHR0cHMlM0ElMkYlMkZ3d3cuZmFjZWJvb2suY29tJTJGYXBwaWFwb2xpcyUyRiZ3aWR0aD0xMTQmbGF5b3V0PWJ1dHRvbl9jb3VudCZhY3Rpb249bGlrZSZzaXplPXNtYWxsJnNob3dfZmFjZXM9ZmFsc2Umc2hhcmU9ZmFsc2UmaGVpZ2h0PTIxJmFwcElkPTE4NTQ2NTgzNjgxNzczOTAiIHdpZHRoPSIxMTQiIGhlaWdodD0iMjEiIHN0eWxlPSJib3JkZXI6bm9uZTtvdmVyZmxvdzpoaWRkZW4iIHNjcm9sbGluZz0ibm8iIGZyYW1lYm9yZGVyPSIwIiBhbGxvd1RyYW5zcGFyZW5jeT0idHJ1ZSI+PC9pZnJhbWU+