OSPEDALE CITTADINO…UOC OSTETRICIA E GINECOLOGIA ALLE CORDE

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DUE INFERMIERI PER 36 LETTI E TRE BARELLE OCCUPATI

di Francesca Nardi

In attesa di diventare il “primo modello organizzativo sanitario in Italia” come annunciato dal commissario De Luca …siamo qui, ancora una volta, ad interrogarci sulle reali intenzioni del commissario straordinario della Sanità campana e dei suoi 46 tra dirigenti e funzionari, riguardo al futuro della Sanità casertana ma soprattutto riguardo al destino di coloro che potrebbero incorrere, nella necessità di un ricovero al Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, Azienda ospedaliera di “rilievo nazionale”. Dopo essersi sbattuti il petto per mesi, soloni, esperti, intellettuali e non, tutti ovviamente specialisti del giorno dopo, all’insegna della nomenklatura di tendenza “ospedale della camorra”, proprio perché il “rilievo nazionale” avesse senso mediatico compiuto, la situazione sanitaria ed organizzativa interna al nosocomio cittadino, anziché migliorare, come tutti ci saremmo aspettati, sembra stia addirittura precipitando. Le criticità maggiori si riscontrano ancora una volta all’UOC di Ostetricia e Ginecologia…I 36 posti letto del reparto nella giornata di ieri risultavano essere tutti occupati, con l’aggiunta di tre barelle occupate da pazienti del Blocco Parto. Risulta quindi, allo stato, impensabile effettuare altri ricoveri ma è appena il caso di sottolineare che soltanto due unità infermieristiche, devono far fronte all’assistenza a diciotto degenti, all’assistenza nel Blocco parto alla sala travaglio e al pronto soccorso ostetrico-ginecologico che tra l’altro è ubicato all’esterno del reparto stesso. L’inqualificabile, invivibile dimensione di cui sopra, è arcinota da tempo e da uguale tempo, ignorata; risale infatti al 4 ottobre scorso, una nota inviata dalla segreteria provinciale del sindacato Nursing up, al Direttore generale ed al Direttore sanitario, in cui si denunciavano le notevoli criticità organizzative assistenziali, presenti nella unità operativa di Ostetricia e Sala parto. In quella occasione si chiedeva l’intervento urgente del direttore generale, poiché la direzione sanitaria, non soltanto risultava, de facto, inadeguata a risolvere il problema e di conseguenza disattenta nei confronti delle reali esigenze del malato, ma si adoperava invece, nell’annientamento dei diritti dei lavoratori. Dal 4 ottobre nulla è cambiato se non la lievitazione dei problemi che sta arrivando al punto di non ritorno…Qualora pungesse vaghezza alla direzione sanitaria, di pubblicare una fantasiosa lettera di encomio orchestrata per l’occasione, suggeriamo di evitare i riferimenti alla Ginecologia e Ostericia … altrimenti ci costringerebbe a commentare almeno per una settimana …intanto sarebbe opportuno che la direzione sanitaria tenesse nel giusto conto, le ragioni dei lavoratori e mostrasse un reale concreto ma soprattutto consapevole, senso responsabilità, nei confronti dell’utenza che, caro direttore o direttrice sanitario o sanitaria, se fosse possibile ed agevole farlo e non fosse un vostro preciso dovere adempiere a certi compiti,  andrebbe naturalmente ed ovviamente… altrove…