“SOCIALISTI IN MOVIMENTO” RESTANO FUORI DALLA LISTA DI “SINISTRA UNITA”

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NON CI SONO LE CONDIZIONI PER PARTECIPARE ALL’ASSEMBLEA INDETTA DA MDP E SINISTRA ITALIANA

SAN PRISCO –  La risposta ai tanti gufi del PSI di Nencini, da Cinquepalle a Del Bue, è giunta in tempo, per dar modo a Sinistra Italiana e Possibile e a Mdp di Scotto e Bersani di poter indire l’assemblea del 3 dicembre e continuare il dialogo per la costruzione di una Lista di Sinistra Unita. Alla presenza dei coordinatori Regionali si è svolta ieri l’Assemblea nazionale dei Socialisti in Movimento, organizzazione politica, presieduta da Roberto Biscardini, con l’apporto di Angelo Sollazzo e Aldo Potenza, che ha sempre mirato ad una nuova sinistra italiana ispirata ai contenuti ed ai valori del socialismo, forti della battaglia del NO al Referendum, in opposizione alle politiche di Renzi e del suo Governo, ma soprattutto contro le politiche economiche , sociali ed istituzionali perseguite dai diversi governi nel corso della Seconda Repubblica, oltre al proseguimento dell’obbiettivo in difesa della Costituzione. I Socialisti in Movimento hanno partecipato fino ad oggi, a livello nazionale e locale alla costruzione di un nuovo progetto che ritenevano significativo solo se costruito in modo aperto verso tutti quei soggetti politici che intendevano farne parte, come più volte è stato ribadito anche nella ultima assemblea nazionale del 7 ottobre a Roma, dove hanno partecipato anche Anna Falcone, i Pettirossi di Rosa Fioravante, Speranza e Sinistra Italiana di Fratoianni. Su questa strada intendevamo continuare alla costruzione di una piattaforma politica, rinnovata nei contenuti e nei soggetti che ne facevano parte, con un obbiettivo: “In primis gli interessi dei cittadini e del Paese, oltre a dare un contributo per un risorgimento europeo della sinistra”.

Purtroppo ci siamo resi conto che al momento non ci sono le condizioni, come Socialisti in Movimento, di partecipare all’Assemblea indetta per il 3 dicembre da Mdp e Sinistra Italiana. Al di là delle buone intenzioni, dopo molti mesi persi su obbiettivi errati, questa iniziativa se non ricondotta nell’ambito di un progetto largo ed unitario possa pregiudicare l’interesse comune e il futuro della Sinistra. In questo modo il rischio è quello di favorire la nascita di nuove divisioni nelle quali, volenti o nolenti, tutti saremmo coinvolti. In gioco non vi può essere la presentazione di una lista che riesca ad unire partiti e gruppi parlamentari, ma la difficoltà è garantire agli uscenti i posti che già occupano in Parlamento. Questa operazione è molto difficile, perché rimarrebbero fuori una ventina tra deputati e senatori che oggi sono alla sinistra del PD, mentre prioritaria è la riorganizzazione di una sinistra che serve a cambiare il Paese. Quest’ultimo è l’impegno prioritario che i Socialisti in Movimento hanno sempre professato per evitare che una grande opportunità politica vada incontro ad un’altra sconfitta storica, come quella che sicuramente il Cavaliere, insieme a Salvini ed alla Meloni, infliggeranno a Renzi ed ai suoi seguaci, tra i quali il segretario del PSI, Riccardo Nencini, insieme alla ricerca di un posto al sole, in qualche stazione ferroviaria del Sud Italia, perché il Nord ha già capito come votare.

Tacco di Ghino