DON BIAGIO SAIANO, CADONO LE ACCUSE DI MOLESTIE. LA MINORE CONFESSA “NON MI HA BACIATO” – IL GIP ARCHIVIA IL CASO

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di Giovanna Longobardi

TUORO – Dichiara di essersi sentito sempre sereno durante il corso delle indagini

Don Biagio SAIANO

e di aver riposto sempre grande fiducia nella magistratura. Esordisce così don Biagio Saiano, parroco della chiesa di S. Stefano Protomartire e guida spirituale della comunità dei fedeli di Tuoro (Ce), che è stato protagonista di una vicenda incresciosa conclusasi soltanto pochi giorni fa, quando il Gip, dott.ssa Ivana Salvatore ha disposto l’archiviazione del caso.

Era il 18 gennaio 2016 quando venne coinvolto in un procedimento penale a suo carico a seguito di una denuncia in cui si evinceva che il parroco avesse tentato delle avance nei confronti di una minorenne, all’epoca dei fatti poco più che tredicenne. Ad innescare il procedimento penale (come dimostrano in calce gli atti) le accuse del padre della ragazzina che avrebbe riportato agli inquirenti alcune dichiarazioni, affermando che tra don Biagio e sua figlia ci fosse una presunta relazione, più che amicale, e che lo stesso sacerdote avrebbe baciato la giovane.

Abbiamo raggiunto a telefono don Biagio Saiano e raccolto la sua testimonianza ora che la Procura della Repubblica, a seguito delle indagini e di intercettazioni telefoniche, ha ritenuto opportuno archiviare definitivamente il caso per insussistenza dei fatti. “Senza indugiare in valutazioni di carattere giuridico vorrei solo segnalare che in nessuno dei provvedimenti giudiziari che mi hanno visto coinvolto si fa riferimento ad un presunto bacio” – commenta così con tono pacato l’esito della vicenda giudiziaria e confessa – “ho atteso l’arrivo di questo momento certo che chi fa del bene non può che ricevere del bene. E’ stato un tempo lungo, ma la mia fede e la vicinanza che mi ha saputo dimostrare tutta la comunità mi hanno dato la forza per proseguire nel ministero sacerdotale”.

Determinanti per la conclusione delle indagini preliminari sono state le dichiarazioni della stessa ragazzina, presunta vittima di attenzioni, e di suo fratello che avrebbero ammesso l’inesistenza di una relazione e l’infondatezza delle motivazioni che avrebbero permessi di montare il caso, scagionando così  decisamente l’indagato. In questo arco di tempo, gli inquirenti inoltre hanno potuto evidenziare che le accuse mosse dal querelante sono prevenute a seguito di una serie di discussioni già maturate con l’indagato… ma questa sembrerebbe ben altra faccenda priva di alcuno interesse per le autorità giudiziarie.

Intanto, entusiasta per gli esiti di questa infelice storia anche il vescovo di Caserta Mons. Giovanni D’Alise, che non ha mai perso occasione di infondere paternalisticamente parole di coraggio nei confronti di don Biagio Saiano. Un sostegno fondamentale per alleviare la ferita inferta da chi ha attentato la missione sacerdotale che il prelato ha sempre portato avanti in comunione con tutti i suoi fedeli e in totale trasparenza.

Sono state svolte delle indagini, sentiti tutti i testimoni e raccolte delle deposizioni. Immaginiamo che non deve essere stato facile sentirsi “colpevole” di un atto mai commesso in un tempo storico come il nostro in cui imperversa la sfiducia nel prossimo. Ma Don Biagio Saiano per la chiesa, per la magistratura e per tutta la sua comunità non si è macchiato di nessun reato a sfondo sessuale ed è doveroso ribadirlo. “E’ nella natura del nostro ministero” chiosa per noi il sacerdote “riuscire a sostenere con profonda umiltà una qualsivoglia onta; io ho atteso speranzoso che la giustizia facesse il suo corso affrontando a testa alta anche la gogna mediatica”.

Su uno sfondo fatto di certezze, emerge però una riflessione. Il pensiero è rivolto alla giovane adolescente che si è trovata, senza volerlo e magari senza prevederlo, al centro di una vicenda giudiziaria. Ora che è finita in un bel niente di fatto, troverà ancora la forza di affidare le sue sognanti confidenze ai “grandi”?

Verba volant, recitavano i latini, e stavolta sembra che  le parole siano volate davvero oltre.

DI SEGUITO L’ORDINANZA DI ARCHIVIAZIONE: