NASCE A CASERTA IL NUOVO COORDINAMENTO PROVINCIALE DEL PSI E CHIUDE LA SEZIONE DEL PSI DI SAN PRISCO

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di Carmine Eliseo

CASERTA/SAN PRISCO – Tutti nominati e non eletti, da Marco Riccio a Francesco Brancaccio, col il bene placido della Direzione Nazionale, e con la presenza del dilettante allo sbaraglio, il vice ministro alla Infrastrutture Nencini, che ha deciso di far salire sul suo carro, gli ex Margherita, i peggiori ex PD della provincia di Caserta. Se costoro sono socialisti, bene hanno fatto i compagni della sezione di San Prisco a scegliere nel 2017 Socialisti in Movimento, che hanno subito lo stesso schiaffo dalla Direzione Nazionale del PSI, che li ha messi alla porta al Congresso di Salerno, congresso ripetuto a Roma, per un ricorso vinto dal compagno Felice Besostri. Roberto Biscardini, Aldo Potenza, Gerardo Labellarte, Bobo Craxi , Angelo Sollazzo non erano compagni da espellere preferendo ben altri personaggi provenienti, per lo meno in Campania ed a Caserta da altre aggregazioni politiche. I Brancaccio ad Orta di Atella hanno la loro storia, quella della militanza nel PD, e purtroppo per vicende giudiziarie, l’ex sindaco fu lasciato solo ed abbandonato dallo stesso PD, mentre parenti ed amici trovarono allocazione nel PSI, per cercare un posto al sole, che Nencini alla prima occasione ha concesso. Da 17 dicembre giorno della inaugurazione della sezione del PSI a San Prisco, sono iniziate le diatribe, perché il neo coordinatore provinciale voleva proporre un suo fedelissimo. Purtroppo questo ex Pidiessino  aveva  sottovalutato la esperienza politica nel Psi di alcuni compagni, che avevano fatto la gavetta dal 1975, e che certamente non potevano permettere ad un neo socialista di dettare legge a San Prisco. Con la elezione a segretario di Carmine Cestrone, cinque presunti compagni abbandonarono la sezione, e la frattura con Caserta divenne definitiva. Dopo quest’ultima nomina, la Sezione del PSI della città di San Prisco, oltre alla mancanza di democrazia interna, notano un accentramento dei poteri di partito nelle mani delle stesse persone, quando in provincia di Caserta vi son tre sezioni su 104 comuni..

Dopo quest’ultima “PAGLIACCIATA”, il gruppo dirigente della Sezione PSI di San Prisco preannuncia la chiusura dal 1 dicembre. Troppe le provocazioni subite come quella dell’allora commissario Maria Luisa  Chirico per la elezione dei delegati al Congresso Nazionale di Aprile 2017. Senza parlare del tesseramento 2016, ove ad oggi non sono state consegnate alla sezione di San Prisco le 52 tessere, pagate regolarmente nelle mani del neo coordinatore provinciale.

Il segretario della sezione, ing. Carmine Cestrone, interpretando il pensiero dei compagni dichiara testualmente: “Abbiamo deciso di chiudere la sezione PSI intitolata a SANDRO PERTINI e PIETRO LAGNESE, ma  nell’immediato  apriremo una nuova sede che sarà inaugurata dal gruppo dirigente nazionale dei Socialisti in Movimento, con Aldo Potenza, Angelo Sollazzo e il presidente Roberto Biscardini”. Un altro compagno della sezione, figura storica del socialismo a San Prisco, lancia un messaggio al gruppo dirigente nazionale del vice ministro Nencini: “Sei diventato la ruota di scorta di Renzi e Lotti. Con questa linea politica il PSI scomparirà e poi bisognerà ancora ricostruire”.NASCE A CASERTA IL NUOVO COORDINAMENTO PROVINCIALE DEL PSI E CHIUDE LA SEZIONE DEL PSI DI SAN PRISCO