LA LETTERA DI RAFFAELLA ZAGARIA CONTRO GLI ACCORDI PD-FI

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CASERTA – L’avvocato Raffaella Zagaria, componente dell’Assemblea Nazionale, capogruppo Pd 

alla Provincia di Caserta e consigliere comunale di Casapesenna, evidenzia ancora una volta l’inciucio fra Pd e Forza Italia con questo documento indirizzato ai Segretari di circolo Pd di Caserta: “L’approssimarsi delle elezioni Politiche impone una riflessione attenta sulla gestione del Partito Democratico in Provincia di Caserta e sui risultati della gestione commissariale. Va ricordato che il Senatore Franco Mirabelli è stato scelto come Commissario per superare le divisioni interne nate dalla scelta non condivisa di un accordo bipartisan sulla gestione del Consorzio Asi, va ricordato ancora che a distanza di quasi due anni dall’elezione di quel Cda nato da un accordo di una parte del Partito Democratico con Forza Italia, nonostante le battaglie della Senatrice Capacchione Rosaria e del suo gruppo, anche a livello Parlamentare, la gestione Pd-Fi continua ad andare avanti. Va precisato ancora, che in questi due anni l’accordo Pd-Fi si è sostanziato anche in altri enti ed amministrazioni Comunali, senza che il Commissario Provinciale si sia opposto. Sino a poche settimane fa nonostante richieste formali di chiarimento in seno all’amministrazione provinciale esistevano due gruppi politici del Pd, uno organico a Forza Italia, cosa facilmente dimostrabile dalle dichiarazioni dell’ex Presidente Sig. Silvio Lavornia apparse in numerosi organi di stampa, e uno di opposizione. Le risultanze di tali scelte hanno determinato uno stato di profonda confusione che ha portato il Partito Democratico a perdere importanti occasioni di affermare il suo ruolo di forza guida della Provincia di Caserta, in un comune di quasi trentamila abitanti come Mondragone, dove c’è un dirigente Nazionale del Pd, per sostenere l’accordo con Forza Italia il partitodecide di non presentare il simbolo; in un comune come Marcianise non si riesce a fare sintesi tra uno dei fondatori del Pd della provincia di Caserta come Dario Abbate e una delle più prestigiose figure civiche di area come Antonello Velardi (per fortuna almeno in questo caso il Partito ufficiale vince), a Santa Maria Capua Vetere si lascia che due fette importanti del Partito Democratico si scontrino tra loro mortificando una risorsa come Umberto Pappadia e privandosi nei fatti dell’apporto di Antonio Mirra, votatosi al civismo per l’incapacità di costruire un progetto chiaro della dirigenza Provinciale, nel comune di Maddaloni l’ostinazione a portare avanti una candidatura non condivisa dalla base del Partito ha portato alla sconfitta elettorale nonostante il 54% raccolto al primo turno e alla polverizzazione del circolo spaccatosi letteralmente in due dopo un frettoloso congresso; ad Aversa, secondo comune della Provincia di Caserta dopo la città capoluogo, il Pd perde anche per la scelta di escludere dalle primarie una parte del centrosinistra, scegliendo di individuare il candidato in una contesa con un ex dirigente del centrodestra. L’incapacità di tracciare una linea di condotta politica e di selezionare una classe dirigente ha portato nell’ultima tornata amministrativa allo scontro tra due dirigenti del Pd a Portico di Caserta, e, addirittura, a spaccottare il Partito nelle tre liste scese in campo a Piedimonte Matese (almeno qui avremmo vinto sicuramente). Non va infine neanche sottaciuto che ad oggi siamo l’unica provincia d’Italia a non aver aperto il tesseramento per l’anno 2017. Il vero e proprio capolavoro si è avuto con le elezioni provinciali dove, in primo luogo, il Partito Democratico presenta una lista di soli 11 candidati su 16; il risultato è che, alla luce di un consenso ponderato dell’80% appannaggio del partito democratico e del centrosinistra tutto, viene eletto un presidente di Forza Italia. Alla luce del mancato superamento delle criticità rispetto ai rapporti con il centrodestra, e considerata l’estrema litigiosità che il regime commissariale non è riuscito ad eliminare, acuendo in qualche caso gli scontri, si ritiene opportuno chiedere la convocazione entro la fine del mese di Dicembre del Congresso Provinciale per permettere alla Provincia di Caserta di recuperare una propria autonomia attraverso organismi democraticamente eletti per evitare che l’incapacità di governare i processi registratasi in questi due anni possa condizionare il buon esito delle elezioni politiche. In una provincia storicamente di centrodestra come dimostrato dai risultati di tutte le elezioni polituche degli ultimi due anni regalare ulteriori vantaggi potrebbe esporre il partito ad un clamoroso cappotto, correndo il rischio di ripetere proprio il tonfo delle provinciali, una leadership democraticamente eletta restituirebbe invece alla base quell’entusiasmo e quella voglia di partecipare proprio del Pd indispensabili per il successodelleprossime elezioni.”