RADIO IMMAGINARIA: LA BELLEZZA DA ASCOLTARE

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di Francesco Capo

Sono il target più ambito dagli esperti di marketing e dai pubblicitari, che si aggirano su snapchat, instagram o facebook per studiarne il linguaggio, le abitudini e soprattutto rubarne i big data, con cui si fanno già e, ancor di più in futuro, si faranno spot personalizzati.

Il video di RadioImmaginaria realizzato da Fondazione Mario Diana Onlus in collaborazione con 012 factory (Video di Gianfranco Carozza)

Li chiamano ragazzi della generazione Z, millenials e chissà in quanti altri modi. E già volerli definire, racchiuderli in schemi, o, peggio ancora, in categorie merceologiche significa non coglierne la bellezza, che, quando è vera, è indefinibile!

Ho avuto il piacere di intervistarne alcuni che mi hanno colpito per la luce che avevano negli occhi e per l’entusiasmo contagioso che solo chi è bello dentro trasmette.

“Intervistare”: un parolone che non è piaciuto quando l’ho pronunciato. Una di loro, 16 anni, mi dice sorridente e con sincerità: “avevo l’ansia prima dell’intervista. Poi mi è piaciuta e mi sono divertita”. Mi suggerisce:  “non usare la parola intervista; è troppo impegnativa e ansiogena, meglio chiacchierata”. Sorrido, ha ragione e mi prendo un inaspettato insegnamento.

Allora, ho “chiacchierato” con i tipi immaginari di radio immaginaria, la stazione radiofonica presente in tutta Italia e formata da speaker e dj tra gli undici e i diciassette anni, in occasione dell’inaugurazione della sede casertana in viale Carlo III di Borbone presso i locali di 012 factory.

Il video di RadioImmaginaria realizzato da Fondazione Mario Diana Onlus in collaborazione con 012 factory (Video di Gianfranco Carozza)

La Fondazione Mario Diana Onlus ha deciso di supportare questo progetto, che entusiasma perché dà voce a questi ragazzi, consente loro di imparare una professione e di esprimere i loro talenti, e, ancor di più, soddisfa quella che ho avvertito essere un’esigenza di questa generazione: essere ascoltata.

Nonostante con maturità riconoscano l’importanza della politica, non la amano proprio perché decide su di loro senza parlare con loro.

Sentono che potranno trasformare le loro passioni in lavoro. Desiderano dare il loro contributo per migliorare la società ed hanno un atteggiamento di fiducia verso il futuro. Anche quando parliamo di amore e chiedo loro cos’è importante in una relazione, molti di loro mi rispondono: la fiducia e il dialogo.

Di sesso parlano solo con gli amici, l’argomento rimane ancora un tabù in famiglia e a scuola. Però avverto anche qui quella la loro voglia di parlarne. Una di loro mi fa i complimenti perché “finalmente qualcuno ha domandato loro qualcosa di diverso”.

Molti mi rispondono che le persone a cui si ispirano sono i loro genitori o loro familiari. E li capisco, perché sono nati in un mondo con poche persone carismatiche, privo di intellettuali coraggiosi e modelli di riferimento. Allora, i genitori che lavorano tutto il giorno per dar loro un futuro, che cercano di insegnare quanto hanno appreso nella vita e che li sostengono nei loro sogni (come una mamma che ha accompagnato all’inaugurazione il figlio e seguito orgogliosa e commossa la sua perfomance ) sono dei punti di riferimento.

Molti amano il rap: parlano di Liberato, il rapper che canta in napoletano dall’identità misteriosa. Altri l’indie rock e altri ancora amano ascoltare un pò di tutto.

Perché non ascoltarli questi ragazzi? Hanno sicuramente qualcosa da insegnarci.