INTERDITTIVA ANTIMAFIA ALLA DHI, LA RISPOSTA DELLA SOCIETA’: NESSUN RUOLO PER DI NARDI E SCIALDONE

0

CASERTA – Altri problemi per la DHI, azienda che si occupa della raccolta rifiuti in diverse città della provincia come Santa Maria Capua Vetere, San Nicola la Strada, Cesa, Frignano, Carinaro, Camigliano, Pontelatone, Roccaromana, Teverola, Bellona, Lusciano e San Tammaro. Dopo che, nel marzo 2016, venne arrestato l’amministratore delegato Alberto Di Nardi, poi dimessosi dalla sua carica dodici mesi dopo e diventato collaboratore di giustizia nell’ambito dell’operazione ‘Assopigliatutto’ coinvolgendo il presidente della provincia di Caserta, Angelo Di Costanzo, il sindaco di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello e di San Felice a Cancello, Pasquale De Lucia, è stata notificata questa mattina una interdittiva antimafia ai danni della società. La risposta della DHI non si è fatta attendere, a firma del legale Alessandro Di Nardi: “Apprendiamo con stupore della mancata iscrizione nella White list dell’impresa. Sorprendono le motivazioni legate ad alcune dichiarazioni, per altro significamente datate, del collaboratore di giustizia, Benito Natale per le quali la DHI SpA ha già provveduto in passato a presentare querela di parte per calunnia. Iniziativa accompagnata da una formale istanza di sollecito inviata al Procuratore Generale presso la Corte d’appello di Napoli affinché  vengano garantiti tempi rapidi per il confronto dibattimentale tra le tesi espresse dal signor Natale e la realtà totalmente differenti dalle stesse”. Altra accusa rivolta alla società è la posizione di Antonio Scialdone, anche lui divenuto collaboratore di giustizia: “(…) ci preme sottolineare, che dal 2014 il suddetto non ha più avuto alcun rapporto con la DHI  SpA mentre ha collaborato, dopo questo periodo, con definizione formale di consulenze con una azienda regolarmente iscritta nella White list in tempi successivi all’esercizio dell’attività professionale sumenzionata . Ribadiamo ancora una volta che il Dott Alberto di Nardi diversamente da quanto viene esplicitato in maniera del tutto erronea nel dispositivo della Prefettura non ricopre alcuna carica ne nella DHI spa, ne all’interno di altre società controllanti e controllate, ne che meno nella Alexos SpA. Per questi motivi riteniamo che al più presto, già in sede di ricorso amministrativo, per il quale già abbiamo dato mandato immediato ai nostri legali, questo provvedimento possa essere annullato in considerazione dei presupposti erronei che lo informano”.