L’ASL CHIUDE IL SERVIZIO PSICHIATRICO (SPDC): DENUNCIA DEL NURSING UP

(f.n.) La gestione della Sanità in provincia di Caserta è decisamente originale…dopo essere stata, nel corso degli anni, coreografica, ridicola, divertente e persino “mafiosa”…oggi si presenta “avvilente” e rende faticoso persino al formulazione di un commento critico…Tra Asl ed Azienda Ospedaliera è in corso una gara senza ostacoli… a chi arriva prima a suonare il campanello dello “scuorno” e… a nessuno venga in mente di ergersi in tutto il proprio personale splendore ed azzardare, anche soltanto la prima sillaba di un folle discorso tipo: “Cosa sta dicendo?…” perché di fattarelli esilaranti se ne potrebbero raccontare parecchi, a cominciare dal “guardatore di quadri” nell’atrio dell’Ospedale al testimonial dell’Asl scelto tra i più “accaniti contro” in materia di vaccinazioni…Ultima performance in ordine di tempo, l’ordine di chiusura per lavori di adeguamento, dei Servizi psichiatrici SPDC, allocati nell’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano, emanato dal manager Mario De Biasio nei giorni scorsi. Immediata la reazione del Nursing up nella persona del responsabile provinciale Rosa Nuzzo che a nome delle RRSSAA ed RRSSUU, degli operatori ed utenti tutti, ha presentato una dettagliata denuncia al Prefetto di Caserta, alla Procura di Santa Maria Capua Vetere, al presidente della giunta regionale della Campania, al Tribunale del malato, al Ministro della Salute ed al Dipartimento per la Funzione Pubblica presso la presidenza del Consiglio. La chiusura immediata per “lavori urgenti ed improcrastinabili”, come riporta la denuncia, provoca nel territorio casertano e zone limitrofe una gravissima carenza di assistenza di cui, a quanto pare, nessuno ha tenuto conto…Intanto, in assenza di una corretta pianificazione degli interventi necessari, si è pensato di compensare la chiusura immediata con il trasferimento dei servizi agli Ospedali di Sessa e di Aversa. Tra l’altro, l’iter adottato dalla direzione dell’Asl, appare illegittimo in quanto non avallato da una più ampia consultazione tra le forze territoriali, istituzionali e sociali, comprese le OO.SS. Il risultato di una condotta arbitraria, unilaterale e soprattutto superficiale, si riversa negativamente su un vasto territorio che resta praticamente privo di assistenza. Il Nursing Up ed i sottoscrittori della denuncia, hanno chiesto un incontro ad horas, con tutte le forze istituzionali e sociali al fine di ottenere chiarimenti sulla condizione e lo stato della struttura e discutere quindi sulle possibili alternative ed eventuale strutturazione di un piano consono alle esigenze scaturenti dal territorio casertano. L’assenza di trasparenza registrata a margine della decisione di chiusura immediata del Servizio psichiatrico, richiede quindi una immediata consultazione tra le parti in causa, nell’interesse dell’utenza e degli operatori impegnati nel servizio. Rimane sullo sfondo il sospetto che come tutte le cose nel nostro Paese ciò che è provvisorio sia destinato a diventare definitivo…ma noi non escludiamo la buona fede…

Comments

  1. angela ha detto:

    cara Francesca forse Lei non sa che nel nuovo piano aziendale dell’azienda ospedaliera di Caserta è prevista l’ unità operativa di Psichiatria con ben 18 posti letto. Forse e dico forse questa chiusura di un reparto che era un vero e proprio ghetto servirà alla creazione di una struttura decente ed a misura di uomo più che ad una coercizione temporanea e inadeguata per una patologia molto complicata. Riconosco che non si doveva procedere in questo modo ma è stato fatto e adesso l’opinione pubblica dovrà fare pressione affinchè i lavori comincini presto e nel migliore dei modi possibile . A Voi il compito di vigilare e denunciare

    1. Caporedattore ha detto:

      Cara Angela, non posso che essere felice di quanto mi annuncia. Ben venga l’unità di Psichiatria con 18 posti letto ed aggiungo: finalmente! Se la chiusura del reparto-ghetto dovesse accelerare l’iter previsto, ben venga la chiusura ma…poiché, mi perdoni, non ho motivo di ritenere che la buona fede sia esattamente ciò che staziona a monte delle decisioni improvvise, (ché, se così fosse, userebbero le grancasse) continuo ad essere scettica. Comunque sia…la ringrazio soprattutto per l’attenzione che ci dedica e mi dichiaro in sintonia con lei nel vigilare e fare pressione affinché i lavori abbiano inizio e ciò che più conta, procedano velocemente. Siamo polemici è vero, siamo ironici, è vero, siamo dissacratori talvolta, è vero…ma la polemica non è mai fine a se stessa perché siamo profondamente consapevoli che il problema di “uno solo” debba assolutamente diventare il problema di tutti.
      Grazie
      Buon Natale
      Francesca Nardi

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