PROCESSO CASTIELLO, AIFVS AMMESSA COME PARTE CIVILE

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PALLOTTI: “CI SIAMO RIUSCITI MA NON È STATO SEMPLICE”

AVELLINO – Nella mattinata di lunedì 18 dicembre 2017, l’associazione A.I.F.V.S. (Associazione Familiari Vittime della Strada) è stata ammessa come parte civile al processo per la morte di Valerio Castiello.

Il giovane Valerio, 27 anni, viaggiava su una Fiat Punto proveniente da Napoli, dove Castiello si era recato in visita alla madre che si trovava in ospedale.  Sulla variante, imboccata in alternativa alla statale Appia, si era verificato un fatale incidente frontale con un’altra auto.

“Non è stata una passeggiata – afferma il presidente Alberto Pallotti -. Il difensore dell’imputato Boffa, l’avvocato Paniz, ha chiesto la nostra esclusione in quanto, a suo dire, non siamo portatori di interessi diffusi a tutela della cittadinanza. L’avvocato ha sollevato dubbi sulla legittimità della mia carica di legale rappresentante dell’A.I.F.V.S Onlus ed ha anche prodotto, al giudice dott. Argenio, copia di provvedimenti del tribunale di Roma che, a suo dire, sosterrebbero essere il presidente nazionale un altro soggetto.

Si tratta di provvedimenti datati – spiega il veronese -, presi in conseguenza a procedimenti cautelari, senza alcun valore perché non entrano nel merito. È legittimo domandarsi come l’avvocato Paniz possa essere in possesso di sentenze del tribunale di Roma che non lo riguardano minimamente. È inquietante e molto significativo il fatto che l’avvocato Paniz, pur di far estromettere l’associazione dal processo per la morte di Valerio Castiello, non abbia esitato a svolgere una notevole attività investigativa sulla nostra associazione. Sintomo che la nostra presenza fa talmente paura che gli avvocati addirittura indagano su possibili modi per farci estromettere dai procedimenti.

 Quello che più ci fa pensare, in effetti, è che il legale, nella sua indagine investigativa, non sia riuscito a trovare l’unico vero provvedimento che stabilisce chi sia il legale rappresentante AIFVS Onlus, ossia un lodo arbitrale – continua Pallotti -. In 108 pagine di provvedimento, il giudice arbitro, nominato dal tribunale di Roma, ha stabilito con assoluta certezza chi sia il presidente legittimo dell’Aifvs Onlus, ossia il sottoscritto Alberto Pallotti. Ovviamente, il nostro legale, dott. Matteo Tirozzi di Verona, ha esibito e prodotto il lodo in questione al giudice dott. Argenio, che ha ritenuto provata senza dubbio la mia legale rappresentanza, respinto le eccezioni dell’avvocato Paniz ed ammesso la costituzione della nostra associazione. La superficialità delle indagini si evince dal fatto che la mia legale rappresentanza è dimostrata dall’iscrizione del mio nominativo quale legale rappresentante dell’Aifvs all’agenzia delle entrate. Bastava una semplice visura per capire chi è titolato a rappresentarla.

L’avvocato Paniz ha chiesto nuovamente il patteggiamento per l’imputato Boffa, in quanto, a suo avviso,Valerio Castiello sarebbe salito in macchina con il Boffa, consapevole che quest’ultimo fosse ubriaco e, quindi, avrebbe un concorso di colpa nella propria morte. Il giudice, con grande coscienza, ha ovviamente respinto il patteggiamento e quindi si andrà a processo, che proseguirà il 26 marzo 2018, alle ore 12. Comunque, quella esposta dall’avvocato Paniz, è una tesi surreale, assolutamente offensiva e causa di nuove grandi sofferenze per la famiglia già messa a dura prova.

Io mi chiedo con che coraggio si possano sostenere determinate cose. Un conto è il diritto di difesa, un altro conto è offendere e mortificare consapevolmente chi ormai non può più difendersi. Vogliamo ricordare all’avvocato Paniz, e al suo difeso Boffa, che la macchina che stava guidando quest’ultimo è risultata senza la revisione, che con le gomme lisce non poteva circolare e che il Boffa aveva, probabilmente, assunto anche sostanze stupefacenti. Forse Valerio doveva controllare anche queste cose prima di salire in macchina con il Boffa? Senza contare che non esistono strumenti legislativi per far effettuare il test alcolemico al guidatore prima di salire in macchina, se non sei delle forze dell’ordine.

Dunque – ironizza -, non è un problema mettersi alla guida dopo essersi drogati ed aver bevuto, ma sono gli altri che dovrebbero fermarci. Se non lo fanno sono loro i colpevoli.

Cittadini, ascoltate bene le linee difensive degli imputati. Meglio se fate effettuare il test alcolemico, delle sostanze stupefacenti e controllate le revisioni, le gomme ed anche i gas di scarico dei veicoli sui quali salite perché, in caso di incidente, potreste essere responsabili, sempre secondo l’avvocato Paniz.

 Potrete quindi capire come sia importante la presenza della nostra associazione nei processi, per garantire che vengano difesi gli interessi pubblici, dei cittadini. I nostri rappresentati sul territorio – ricorda Pallotti – cercano di contrastare la strage stradale anche in questo modo. Biagio Ciaramella, Elena Ronzullo, nostri responsabili AIFVS della zona dell’agro aversano, sono sempre presenti per difendere le vittime. È grazie a persone come loro che abbiamo, forse, la speranza di fermare la strage stradale. Non dimentichiamoci che è dalla punizione giusta dei colpevoli che parte la nostra lotta per la sicurezza”.