MOPASS: I PRECARI DELLA SANITA’ CAMPANA PROMETTONO UN INVERNO “BOLLENTE”

Si susseguono ormai con una certa regolarità le dichiarazioni del Presidente On. De Luca riguardo la II fase del processo di stabilizzazione. Il Presidente, non perde occasione, infatti per ribadire che è sua ferma volontà non “lasciare a casa” nessun precario del SSR, fondamentale al mantenimento dei LEA nel decennio buio della Sanità Campana. A queste dichiarazioni, però, attualmente non ha fatto seguito alcun “atto ufficiale” che desse veramente il via al processo. Al contrario, da parte delle Istituzioni c’è un continuo richiamo a normative e procedure ormai obsolete che lasciano non pochi dubbi in chi ormai è stanco di aspettare ed in chi si occupa da un punto di vista giuridico della questione.  Ciò soprattutto alla luce della pubblicazione il giorno 23/11/2017 della Circolare n° 3/2017 esplicativa del Decreto n° 75 del 25/05/2017 che ha apportato sostanziali novità alla normativa che regola il processo di stabilizzazione, svincolando l’attuazione del processo stesso dal fabbisogno e dalle piante organiche, e fissando le modalità di stabilizzazione non solo per il Comparto ma anche per la Dirigenza del SSN. Ciò sarà reso ancora più forte dall’approvazione di un emendamento alla Legge di Stabilità che avverrà con quasi certezza in questi giorni.

Il MoPASS esprime tutto il proprio disappunto dinanzi a tale deludente comportamento delle Istituzioni e soprattutto dinanzi a questo “inspiegabile” mancato riferimento alla nuova e fondamentale normativa in materia di stabilizzazione. Tutto ciò mentre in altre Regioni si procede in modo determinato e continuo all’avvio, ed in taluni casi come nel Lazio, alla conclusione delle procedure. In Molise il 7 dicembre 2017 è stato siglato un fondamentale accordo Regione/Sindacati in cui è previsto che “si proceda a partire dal gennaio 2018 con le stabilizzazioni nel rispetto del decreto legislativo Madia che prevede la stabilizzazione automatica per coloro i quali hanno i requisiti”. Ci si chiede, dunque, perché, se esiste una normativa, forte e precisa, anche sulle modalità di stabilizzazione per Dirigenza e comparto, se per applicarla non si deve più aspettare determinazione ed approvazione del fabbisogno, se nel resto d’Italia si è provveduto e si continua a provvedere in tal senso, in Campania si continua, invece, solo con promesse e, tra le altre cose, promesse di processi/modalità non più corretti?  Viene da sé il ragionevole dubbio che in Campania, al di là di proclami e promesse, non ci sarebbe la “volontà” ad avviare le procedure, visto che l’unica discriminante che dà la Legge è la “possibilità” di applicarla. La Legge, infatti, non è risaputamente “vincolante”, quindi la volontà ad applicarla è fondamentale. Ovviamente i lavoratori precari “non ci stanno” e metteranno in atto ogni tipo di iniziativa atta a vedere riconosciuta la loro dignità personale e professionale. Era stato annunciato a settembre un “autunno caldo” e così è stato grazie alle continue iniziative e pressioni del MoPASS, ed anche grazie all’intervento dell’Intersindacale Regionale che è scesa finalmente in campo in modo deciso. A questo punto della storia ci sarà un “inverno bollente” perché non si può arrivare al primo trimestre del 2018 senza una chiara e definitiva soluzione del problema precariato, e continuare semplicemente ad “avere fede” così come è stato risposto dal Presidente De Luca ad una precaria sessantenne del Santobono.

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