MUSEO CAMPANO ANCORA A RISCHIO, IORIO: “SI ESCA DA QUESTA SITUAZIONE STAGNANTE”

CAPUA – Il Museo Campano di Capua sta vivendo da lunghissimo tempo una situazione ai limiti del paradosso. Uno dei più importanti luoghi di cultura dell’Italia meridionale rischia la chiusura da mesi; tanti cittadini hanno provato a muoversi, in tante persone hanno parlato, ma i risultati non sono arrivati. Pasquale Iorio, di ‘Le Piazze del Sapere’ ha inviato una lettera aperta in cui esprime la sua idea: “Dopo quasi due anni ancora non si hanno riscontri concreti in merito alla proposta lanciata dal sottosegretario Cesaro di costituire un tavolo tecnico e scientifico per elaborare e definire un adeguato progetto di rilancio, valorizzazione e sostenibilità del Museo Campano. Alla Provincia di Caserta – titolare del monumento bene comune – spetta il compito e dovere istituzionale di convocare l’incontro con invito formale ai vari enti competenti: Mibact, Regione Campania, la stessa Provincia e Comune di Capua, anche con il coinvolgimento dell’università e del mondo del terzo settore. Questa esigenza è stata avanzata e ribadita in più occasioni, proposta in modo solenne il 3 marzo 2016 in occasione del convegno sulle radici del futuro nella Sala Liani. E’ stata riproposta in sede di audizione della Commissione cultura Regionale (c’erano tutti/e gli attori interessati). In più occasioni pubbliche se ne è occupato lo stesso presidente De Luca. Inoltre è stata rilanciata in diversi summit in sede di Mibact. E da ultimo è stata confermata dal nuovo Presidente della provincia di Caserta a conclusione di un incontro nel mese di novembre con una delegazione della rete di associazioni, che da tempo si stanno battendo per il futuro e per la rinascita del prestigioso monumento, un vero scrigno di arte e di cultura, un pilastro fondamentale della memoria storica e della identità di Terra di Lavoro e della Campania. Nel frattempo lo stesso Sottosegretario Cesaro ha predisposto un progetto di valorizzazione contenuto in un apposito Protocollo, che da mesi è stato trasmesso agli enti territoriali di riferimento. Finora nessuno lo ha tirato fuori dai cassetti in cui è stato tenuto segreto. Ieri (19 dicembre, NDR) Jolanda Capriglione è ritornata sull’argomento in modo ironico con un richiamo ai riti woodoo, facendo riferimento anche ad una ipotetica intesa unitaria dei “giovani consiglieri regionali” eletti in Terra di Lavoro per presentare di nuovo un emendamento finalizzato a sbloccare le risorse già disponibili per poter finanziare e sostenere in modo adeguato le attività di promozione, manutenzione, restauro e catalogazione (a partire dalla digitalizzazione informatica dell’Archivio, della Biblioteca con annessa Emeroteca, di valore inestimabile) – che allo stato non sono accessibili agli studiosi ed ai visitatori per carenza di personale. Per questi motivi chiediamo al Presidente Provincia Magliocca ed alla dott.sa Romano (Direttrice Settore Cultura della Regione) di sbloccare una situazione che rimane precaria, stagnante, decidendo un atto di responsabilità e di dovere istituzionale con la convocazione del tavolo tecnico e scientifico presso la sede naturale (quella del Museo o della provincia di Caserta)”.

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