APPLAUSI PER LA SCRITTRICE NINA MISELLI CHE CON “IO DONNA” INVITA A NON TACERE DINANZI ALLA VIOLENZA

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di Giovanna Longobardi
CASAGIOVE – Intenso, diretto e di forte impatto emotivo. È nato così l’incontro con la scrittrice casertana, ma di adozione emiliana, Nina Miselli alla presentazione del suo ultimo libro “Io, Donna”, presso il Centro Hecate di Casagiove. Siamo stati accolti da un’atmosfera intima in cui i pensieri hanno trovato la forza di tramutarsi in parole senza alcuna difficoltà dinanzi ad una platea coinvolta e partecipe.
“C’è sempre qualcosa legato alla donna nei miei libri” ci confessa la Miselli, che con tono pacato ci consente di entrare nel mondo della sua scrittura; una passione che la anima dall’età di 8 anni, quando a fargli da mentore era il professor Gambella, e che coltiva interrottamente riuscendo anche a vincere nel tempo diversi premi letterari.
Facendo una panoramica sulla sua produzione bibliografica, fatta anche di prose e poesie, le chiediamo come mai ha scelto di affrontare il delicato tema della violenza alle donne. Nina Miselli ci chiarisce che in qualità di docente si sente molto legata ai suoi allievi e il suo impegno l’ha portata ad essere investita in prima persona dalle storie di alcuni di essi. Si è accorta di piccoli segnali accompagnati poi da grandi e pesanti rivelazioni, che le sono state esternate per alleggerire quel peso che un adolescente soffocando nel silenzio non ha ancora la forza di portarsi dentro. Da qui è stata concepita l’idea che attraverso la scrittura si potessero dissacrare alcune consuetudini ideologiche tipiche di una microsocietà in cui vige ancora il senso di “dominio” sulla donna. Le storie che lei racconta ricalcano sempre qualcosa o qualcuno che è un richiamo alla realtà. I suoi uomini dannati sono come quelli che si ritrovano nei fatti di cronaca nera, mentre le sue donne sono le stesse che hanno ceduto per amore ad una violenza assolutamente inaccettabile.
Nina Miselli con “Io, Donna” però pone l’accento su una violenza che lei stessa definisce subdola…ossia quella mentale, in cui la donna spesso si ritrova a provare un profondo senso di colpa. “Si sentivano la causa di quella violenza” ribadisce l’autrice “ma la verità è che non è così. È una violenza che loro subiscono ogni giorno, come un veleno che man mano si insinua dentro, e che inizialmente non riescono a vedere e ad accettare. Queste donne hanno bisogno di aiuto e talvolta non sanno nemmeno chiederlo”. A differenza del precedente lavoro dal titolo “Promoter”, il libro “Io Donna”, però, è stato concepito con una forza maggiore, in quanto non porta solo la firma di Nina Miselli, ma di diversi autori ed autrici italiane. Ognuno con la propria indole ha provato a delineare il senso di solitudine, di frustrazione e di umiliazione che si nasconde dentro le vittime di violenza. Insieme alla giornalista Simona D’Albora, alla presidentessa dell’Ass. Generazione Migrante Samira Lofti Khan, alla docente Marilina Pugliese e con l’accoglienza della professoressa  Adele Grassito, l’incontro si è riscoperto come un buon punto di partenza per tessere una rete di donne che continuino a confrontarsi, raccontarsi e a non tacere!
Il tutto immortalato dagli scatti della fotoreporter Mina Fiore e accompagnati dalla voce suadente e dalla musica della fisarmonicista Daniela Esposito.
Si ricorda inoltre che la scrittrice Nina Miselli, oltre ad essere autrice sigla il suo impegno sociale portando avanti il progetto di creare nel suo paese di origine Piedimonte Matese, una fondazione legata alla memoria di suo padre, il grande Bruno Miselli. Infatti, la famiglia Miselli con il patrocinio morale del Comune di Piedimonte, ogni anno dedica un premio  letterario aperto anche a sezioni quali Giornalismo, Poesia, Sport e Cinema e TV. Grande successo ha avuto la kermesse nella sua ultima edizione di sabato 20 gennaio presso la Biblioteca comunale.