IL GIOCO DELLE CANDIDATURE, TRA VETI, INFILTRATI, RACCOMANDATI E CERINI. TUTTO CIÒ CHE NON VORREMMO VEDERE DELLA POLITICA

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di Costantino Beltrami

Ci avviciniamo a grandi passi al rush finale per le candidature alle prossime Politiche, il 4 marzo incombe e ritorna ridondante, non perché ricorda il titolo di una famosa canzone di Lucio Dalla, ma perché sarà il giorno fortunato per alcuni dei tanti aspiranti onorevoli o senatori che in queste ore sgomitano per un posto al sole. Una vera e propria lotteria quella delle Politiche, dove alchimie e strategie sono all’ordine del giorno per individuare, nelle maglie di una legge elettorale più farlocca che mai, il miglior posizionamento per garantirsi la svolta. Mentre una volta la candidatura a rappresentare la Nazione era un privilegio e veniva vista come un traguardo raggiunto per l’impegno mostrato dal politico nel territorio che rappresentava, oggi, purtroppo, non è così! Già, perché una volta chi si candidava doveva avere dei consensi elettorali dimostrati, gli si riconosceva sicuramente una carriera pregna di ruoli ricoperti a vario livello nelle amministrazioni, o di incarichi politici nelle varie segreterie … insomma dovevi essere preparato politicamente e anche culturalmente. Adesso, ti puoi candidare attraverso il web, e tutto dipende dai followers che hai, una sorta di collocamento digitale per chi tiene famiglia. Assurdo ma è così, viene chiamata democrazia. E noi che credevamo che la democrazia fosse un’altra cosa, che stupido! Ma veniamo al territorio. Lasciamo perdere i Cinque Stelle che hanno già deciso chi siederà sugli scranni del Parlamento per il collegio elettorale Campania 2, piaccia o meno, ma sono quelli … che un nome e un cognome ce l’hanno pure, ma che speriamo non rimangano anonimi come i loro predecessori per quanto poco o nulla hanno espresso sul territorio nella passata legislatura. D’altronde, oggi loro vanno di moda, li votano e va bene così. Ma passiamo ai partiti “tradizionali” o quello che ne rimane. Il centrosinistra, rappresenta le forze di governo, anche perché il Premier Gentiloni è ancora in carica nell’atto di traghettare il Paese verso la composizione di un nuovo Parlamento, che si spera sarà guidato da chi avrà una sufficiente maggioranza politica, sennò sai che scocciatura per Gentiloni continuare a lavorare, su indicazione del Presidente della Repubblica, per un Governo tecnico. Rimanendo al collegio Campania 2, c’è ancora grossa incertezza sulle candidature, in particolar modo per quelle all’uninominale. Le pratiche Oliviero e Tresca sembrano già archiviate, il primo è costantemente in bilico tra Liberi e uguali e il PD, ma corre il rischio di rimanere fuori dai giochi e rassegnarsi ad una candidatura di servizio, mentre il secondo resosi conto che si palesava lo scenario che lui rimanesse con il cerino in mano, esperienza da lui già vissuta in occasione delle primarie per la candidatura a sindaco, ha pensato bene di gettare nell’agone elettorale il giovane Matteo Dionisi, che potrebbe anche accettare non nascondendo le sue velleità di una prossima candidatura a Sindaco del capoluogo, ma che se la potrebbe giocare però con Lucia Esposito, disponibile al sacrificio, a maggior ragione se questo garantisse ancora di più l’elezione di Stefano Graziano così da lasciarle il posto da consigliere regionale. Favorita la Picierno nella sua Teano, in attesa Camilla Sgambato e Rosaria Capacchione, ambedue Orlandiane, come anche l’Europarlamentare Nicola Caputo che in cuor suo anche lui ci vorrebbe provare, sempre con il rischio di dover lasciare le prime posizioni utili del proporzionale a qualche big imposto dall’alto, o addirittura non essere affatto candidati. I consiglieri regionali Zannini e Bosco, dopo schermaglie d’amore, hanno pensato bene di tirarsi fuori dalla competizione e garantire un sostegno esterno tramite la candidatura dei loro riferimenti, ma devono far presto, considerato che proprio un uomo di Bosco ha il fratello candidato nel Movimento 5 Stelle. Outsider papabili? Per il momento nemmeno l’ombra. Non c’è chiarezza nemmeno nelle liste cespuglio, che sono un’accozzaglia di micropartiti, che almeno dai dati dei sondaggi non raggiungono insieme la fatidica soglia del 3%, pochi i nomi di rilievo che emergono, ma che rischiano di avere l’ingrato compito di essere dei semplici ” portatori d’acqua”. Liberi e Uguali, invece, sembra essere il partito dei veti e degli indecisi. Clamoroso è il veto su Bassolino a Napoli, come potrebbe essere un’occasione persa non candidare una macchina da voti come Gennaro Oliviero, candidatura questa che potrebbe dare un vero e proprio colpo di grazia al Partito Democratico. Sembra confermata la candidatura di Gianni Cerchia al Senato, ma le novità sono Carlo Corvino nel collegio dell’Agro Aversano e un colpaccio all’uninominale su Caserta, si parla di un architetto molto impegnato nel sociale e che ama vestirsi di nero, “mumble mumble” vuoi veder che parlano di Raffaele Cutillo? Un buon lavoro quello di LeU, ma corre il rischio di naufragare se continuano a fare scelte sbagliate e non legate al territorio. Siamo arrivati al centrodestra, che sembra avere il vento in poppa, non solo per i sondaggi ma anche per questo sentimento di abbandono per una partita già considerata persa da parte degli avversari. Non dormono però sugli allori i candidati del centrodestra, certi che se sbagliassero la proposta elettorale potrebbero rischiare di mettere a serio rischio il vantaggio accumulato. Nel capoluogo è super gettonato al maggioritario, ma con un occhio al proporzionale, Gianpiero Zinzi, figlio d’arte e abituato allo stress pre-elettorale, furbo… non si espone e gioca come il gatto con il topo, valutando con attenzione quanto combinano gli avversari. Sicuramente scenderanno in campo i big nel proporzionale, e qui per Forza Italia inizia il valzer delle candidature, i nomi si sprecano, si fanno calcoli sullo scorrimento nei vari collegi, si spera, e ci sperano in tanti e in tante. Adele Vairo come la stessa Lucrezia Cicia e non ultimo l’ex sindaco Pio Del Gaudio che chiede riscatto dopo la brutta avventura. Nell’altro collegio Massimo Grimaldi tesse le reti, e qualora Oliviero non confermasse una sua candidatura avrebbe davanti a se un’autostrada. Anche Carmine Antropoli ha avanzato una sua candidatura, che dovrà incastrarsi però con le scelte romane. Fratelli d’Italia propone innanzitutto l’ex deputata Forza Italia Giovanna Pedrenga e l’inossidabile Jimmy Cangiano che dovrebbero trovare gli spazi giusti per garantirsi una poltrona. La Lega, invece, ha trovato nel suo coordinatore provinciale Valentino Grant un pilastro sul quale fondare una testa di ponte per la conquista di Terra di Lavoro, vedremo i nomi che metterà in campo, per il momento è top secret.