SERVIZI SOCIALI, LA PROCURA: ARCHIVIATI SGAMBATO E VITALE

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on.Camilla SGAMBATO

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Dopo lo scandalo sugli appalti ai servizi sociali, arriva la precisazione della Procura della Repubblica che spiega come le posizioni dell’onorevole Camilla Sgambato e di Raffaele Vitale siano state archiviate.

Raffaele VITALE

“La presente nota fa riferimento alla notizia di stampa apparsa in questi giorni sui media in merito alla richiesta di archiviazione avanzata, in tempi brevi, da quest’Ufficio nei confronti della deputata Camilla Sgambato, parlamentare casertana del Pd (indagata per abuso di ufficio in concorso con l’ex responsabile provinciale del Pd di Caserta, Raffaele Vitale), nell’ambito del procedimento che ha riguardato un’articolata attività investigativa diretta da questo Ufficio in merito, tra l’altro, alle irregolarità riscontrate nella gestione del progetto di natura sociale denominato “Home Care Premium”, promosso dall’INPS e destinato agli ex dipendenti INPDAP.
Di fatti, a seguito di tale attività investigativa, su richiesta di quest’Ufficio, veniva emessa ordinanza di custodia cautelare da parte del Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di 7 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, peculato, falso in atto pubblico, in materia elettorale (art. 86 commi 1 e 2 del D.P.R, ‘570 de! I960), in materia di illecito trattamento dei dati personali (D.Lvo 196 del 2003) e truffa in danno di ente pubblico (arti. 416, 323, 353, 314, 479 in relazione ali’art. 476, 640 c.p.).

Contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti di natura cautelare, sono stati notificati avvisi di garanzia e conclusione delle indagini a carico di ulteriori 28 indagati, nonché eseguiti sequestri preventivi di beni e conti bancari riconducibili alle cooperative e alle compagini sociali aggiudicatane dei progetti illecitamente condizionati nonché di beni riconducibili ad alcuni degli indagati.
Nell’ambito del medesimo procedimento risultavano altresì iscritti la deputata Camilla Sgambato, parlamentare casertana del Pd in concorso con l’ex responsabile provinciale del Pd di Caserta, Raffaele Vitale, relativamente ad una condotta di una segnalazione in favore di un soggetto nel concorso per il reclutamento dei componenti dell’Ufficio di Piano di Santa Maria Capua Vetere.

Si precisa che, nella medesima richiesta cautelare, è stata fatta applicazione del principio enunciato dalla Corte di Cassazione con le sentenze nn. 32025 del 21/07/2014 e n. 5895 del 9.1.2013, in cui viene affrontato il tema della “raccomandazione”, con esclusione della sussistenza del reato di abuso di ufficio nei casi in cui tale raccomandazione avvenga al di fuori dell’esercizio delle funzioni pubbliche e con modalità tali da lasciare autonomia decisionale alla commissione esaminatrice.
Nella prospettiva segnata dalle due sentenze sopra richiamate, si deve rilevare, per l’importanza che assume, come all’epoca dello svolgimento della prova selettiva la Sgambato non rivestisse ancora la carica di parlamentare. Tale circostanza ha imposto necessariamente di verificare la posizione della Sgambato e del Vitale secondo i principi generali che disciplinano in genere il concorso nel reato, morale e/o materiale, tra l’altro con riferimento a una fattispecie di reato ascrivibile solo al Pubblico Ufficiale.
Pertanto, tenuto conto che la Sgambato non rivestiva la carica di parlamentare all’epoca dei fatti in questione, non è stato contestato l’abuso della qualità o della funzione di parlamentare, non avendo peraltro alcuna rilevanza, ai fini della configurazione del reato, la circostanza che la stessa avesse sicuramente un rilevante spessore politico, quale esponente del PD a livello locale.

La suindicata giurisprudenza della Corte Suprema ha orientato le conclusioni a cui è pervenuto l’Ufficio di Procura. Si ritiene di porre in evidenza come vi sia stata l’esigenza da parte di questa Procura di definire l’intero procedimento penale in termini brevi, in ragione della presenza di indagati sottoposti a misura cautelare. Tale esigenza ha imposto anche di definire, con richiesta di archiviazione, le posizioni degli indagati per i quali gli elementi acquisiti non consentivano la sostenibilità dibattimentale dell’accusa.
A seguito delle risultanze investigative che avevano imposto l’iscrizione nel registro degli indagati della Sgambato e del Vitale da parte della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, il Gip del locale Tribunale, condividendo la richiesta di quest’Ufficio, ha disposto l’archiviazione delle accuse nei confronti della medesima e dell’ex responsabile provinciale del Pd di Caserta, Raffaele Vitale”.