“AIFVS” ALL’INAUGURAZIONE GIUDIZIARIA 2018

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PALLOTTI: “EDUCAZIONE STRADALE NELLE SCUOLE”

NAPOLI. Continuano ancora le attività dell’associazione italiana onlus “Familiari e vittime della strada” (AIFVS).

Le realtà associativa, con tutti i suoi referenti locali, ovvero Gioia Parboni per la sede succursale del Vomero, Pietrina Palladino per la sede di Policastro, Rosa di Bernardo per Pozzuoli e Maria Sequino per quella di Napoli, con la collaborazione dell’associazione ‘Mamme coraggio’ presieduta da Elena Ronzullo, è stata presente a Napoli in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2018.

A tal proposito Alberto Pallotti, presidente dell’AIFVS, ha dichiarato: “Dove abbiamo avuto la possibilità di far sentire la nostra voce, abbiamo esposto le esigenze di alcuni familiari di ‘vittime della strada’ affinché sia assicurata la sicurezza stradale.

Grazie alla legge dell’omicidio stradale, si è data speranza per ottenere una giustizia degna ed una maggiore sicurezza e tutela stradale. Ora le procure avranno un nuovo filone di procedimenti e dovranno necessariamente istituire delle nuove sezioni dedicate a tale incarico, generando così anche più posti di lavoro da occupare.

Chiediamo, per questo, una maggiore attenzione da parte del Governo e del Parlamento al fine di rinforzare gli scarni organici a disposizione nei nostri tribunali.

Dal punto di vista della sicurezza stradale questa legge sta funzionando, essendo soprattutto inserita all’interno di un percorso di civiltà e rispetto dell’esistenza umana e non sinonimo di un’assetata voglia di vendetta.

Per questo riteniamo assolutamente necessario che il Governo centrale e le varie istituzioni locali facciano, scrupolosamente, la loro parte, migliorando le infrastrutture stradali e predisponendo tutti gli strumenti messi a disposizione dalla legge per indurre gli utenti della strada a rispettarne le regole.

Pensiamo – propone Pallotti – inoltre, che debba essere concesso maggior spazio all’interno della scuola pubblica per ciò che concerne l’educazione stradale. Non bisogna considerarlo un argomento sporadico, semmai bisogna renderlo una vera e propria materia di studio come le altre, con insegnanti competenti nel campo e un apposito programma accademico”.