CANDIDATURE & PRONOSTICI ALLA VIGILIA DI CARNEVALE

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di Francesca Nardi

Nel day after, la ricerca della logica che ha guidato le scelte elettorali dei manovratori conduce ad un unico risultato: siamo alla vigilia del Carnevale…strano che a nessuno sia venuto in mente. Tutti lì a stupirsi delle sostituzioni nel centrodestra all’ultimo minuto, ignorando che quel buontempone di Carlo Sarro aveva lanciato anticipazioni   sui ludi carnascialeschi, già quindici giorni fa, sussurrando sornione: ci saranno delle sorprese… e sicuramente sapeva quello che diceva, visto che le sorprese le aveva organizzate lui.

“Il tempo è galantuomo” ha detto Luigi Cesaro, un altro capolista di Fi, nel silenzio tombale dell’intelligenza, che si era già opportunamente ritirata nelle retrovie del pensiero… E sul fatto che il tempo sia galantuomo non vi sono dubbi…i dubbi insistono sul “tempo” che impiega il “tempo” ad essere galantuomo…I giochi per adesso sono fatti, le “berlusconrenziadi”, vivacizzate dalle ragazze pon pon, si sono concluse esattamente come erano iniziate: questo a me, questo a te e se avanza un po’ di gelato, lo diamo a quei quattro scemi che hanno battuto i marciapiedi in nome e per conto nostro.  Inutile sottolineare con la matita blu, che il caro Silvio dovrebbe smettere di rovinarsi il cuoio capelluto con le tinture e starsene a casa e che il simpatico Matteo dovrebbe infine decidersi ad andare dal logopedista, perché levarsi la zeppola dalla bocca non significa perdere i quarti di nobiltà, ma evitare di sputacchiare…ed alla sua età dopo tutte quelle contraddizioni, dare nell’occhio anche per l’ammutinamento della lingua, fa un certo effetto, o no? Ma come diceva quel vecchio saggio…è inutile tentare di sradicare difetti di intelligenza o vizi capitali, o abitudini malsane, presenti nei manovratori, quando l’ignoranza oceanica circostante, interrotta soltanto dal rumore dei “coppini” posizionati sotto la grondaia del potere, continua a legittimare le decisioni di un gruppo di riciclati all’infinito, che non hanno neppure la decenza di mantenere gli impegni con i compagni di cordata, ma gestiscono la dignità e l’immagine degli altri secondo  le circonvoluzioni “uterine” del loro pensiero…