ARCHIVIO DI STATO, CONTINUA LA FARSA…

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di Francesca Nardi

Un’altra novità, innescata come un ordigno ad orologeria, nel pensiero collettivo, sincopa la storia costellata di misteri dell’Archivio di Stato…Questa mattina l’architetto Fabiani, funzionario della Direzione generale degli Archivi di Roma, avrebbe effettuato un sopralluogo all’interno della Reggia, nei locali lasciati dall’ ex Aeronautica Militare nel gennaio 2017  e destinati a  sala di lettura… Locali, peraltro chiusi dal 12 gennaio u.s. perché risultati non essere a norma…Il sopralluogo, secondo i beneinformati, dovrebbe essere funzionale ad un progetto di adeguamento provvisorio della sala lettura, per il quale sarebbero stati stanziati circa 1milione e 400mila euro… in attesa dei lavori definitivi per i quali, ricordiamo, a chi si fosse messo in ascolto soltanto adesso, erano stati stanziati 2milioni e 600mila euro, che dovrebbero essere tuttora parcheggiati  a Napoli, presso la segreteria regionale del Mibact che funge da stazione appaltante. C’è qualcosa che non torna o almeno non tornerebbe se non fossimo in campagna elettorale, ma forse nella consapevolezza che questo mortorio circostante è una campagna elettorale, tornano tutti i conti…

 “L’Archivio di Stato è una priorità – aveva detto nel giugno del 2016, con la sua voce mielata Antimo Cesaro, sottosegretario ai Beni Culturali, aggiungendo al tono mielato un sospiro flautato – e quello di Caserta è il più bello d’Italia”. Il tutto appariva come l’anticamera dorata dell’evento-trasferimento del patrimonio cartaceo dal costoso “quartino” di Via dei Bersaglieri alle sale che l’Aeronautica militare, avrebbe lasciato qualche mese dopo,  esattamente nel gennaio 2017…Nell’aprile 2017 finalmente si trasferiscono quattro carte, un calamaio d’epoca e le gomme a forma di coniglietto per cancellare i fiorellini disegnati con la matita, per ingannare il tempo…Nel silenzio generale si consumava il trattamento indecente ed irrispettoso nei confronti di coloro che lavoravano all’Archivio, privi di telefono, di internet e dipendenti in tutto e per tutto dalla cortesia degli ospitanti. Intanto, sempre nel silenzio generale, aumentava il disagio di chi doveva consultare i testi conservati nell’Archivio e non aveva alcuna possibilità di farlo, perché gran parte degli stessi era ed è ancora, nella sede di Via dei Bersaglieri…regolarmente chiusa. Qualche mese fa, un probabile preludio alla campagna elettorale, l’annuncio di una conferenza stampa nei locali dell’Emiciclo …locali che secondo il piano Soragni avrebbero dovuto, in un primo momento, ospitare l’Archivio, giunse a sconquassare i nostri già precari equilibri, mettendoci a pensare…Ma…doveva trascorrere anche quel momento, che si rivelò tutto sommato, essere simile a tanti altri momenti con i quali condivideva l’allegro denominatore: l’inconcludenza. Nel mondo circostante: l’inossidabile silenzio… Il 12 gennaio 2018 la direttrice dell’Archivio di Stato dottoressa Luigi a Grillo annuncia la chiusura della sala lettura …aggiungendo che… “nessun altro spazio è stato indicato per il possibile utilizzo neanche provvisorio”…Oggi la scena si arricchisce del sopralluogo di Fabiani…e sollecita una riflessione:…ma scusate…quando avete salutato l’Aeronautica Militare ed avete stanziato 2 milioni e 600mila euro…non vi è venuto in mente che avreste dovuto mettere a norma i locali?, se la memoria non ci tradisce proprio adesso, dovrebbe esserci un altro architetto da quelle parti che si chiama Belardelli o no?, e come mai non si è portato a  compimento alcun progetto dal gennaio 2017 ad oggi, se oggi e soltanto oggi, incidentalmente, ma proprio incidentalmente, in campagna elettorale, qualcuno si è svegliato e ha deciso che si dovevano realizzare lavori per mettere a norma le sale e si dovevano stanziare all’uopo 1 milione  400mila euro? La domanda sorge spontanea: E’ davvero così visibile il nostro anello al naso?