SCUOLA E BULLISMO: VIDEO- INTERVISTA A CAMILLA SGAMBATO, ADELE VAIRO E ALFREDO GRADO

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Il video dell’ intervista

CASERTA. Lo si è definito sin dal primo momento un confronto tra rappresentanti del mondo della scuola, seppur due dei tre relatori intervenuti, siano candidate “avversarie” alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo. Alla vigilia di una tornata elettorale che non ci ha riservato fin qui nulla di edificante, hanno accettato di incontrarsi l’on. Camilla Sgambato, candidata del Partito Democratico alla Camera dei Deputati nel collegio plurinominale Caserta, e la dirigente scolastica Adele Vairo, candidata di Forza Italia alla Camera dei Deputati nel collegio plurinominale Caserta, che in compagnia del criminologo, professore Alfredo Grado, hanno attivato un dialogo proficuo sulla sussistenza dei fenomeni di bullismo all’interno degli istituti scolastici.

Si è partiti chiedendo: “Il bullismo esattamente che cos’è?”.
Per Camilla Sgambato, docente avviata poi alla vita politica, il bullismo “è un’emergenza che non va affrontata solo nella scuola o nella famiglia, ma in sinergia con tutte le altre agenzie educative”. L’onorevole Sgambato afferma che le radici del fenomeno non affondano esclusivamente in una difficile convivenza scolastica, ma più in generale è la diretta conseguenza di uno sfilacciamento di valori del tessuto comunitario e ammette che “l’allargamento della forbice tra chi ha troppo e chi resta indietro crea un inasprimento delle relazioni umane ed è per questo che il fenomeno ha assunto delle proporzioni drammatiche”. L’onorevole Sgambato fa riferimento a ciò che è successo qualche giorno fa tra le mura della scuola di sua sorella, Pina Sgambato, a S. Maria a Vico – un istituto considerato un’eccellenza del nostro territorio – scena di un episodio isolato che lei stessa reputa spaventoso. Quello che ne è venuto fuori, peró, e che non si può tacere, è la grande solidarietà all’insegnante: una buona parte dei coetanei del ragazzo, autore del gesto incriminato, è risultata immune a questo tipo di violenza.
Anche la dirigente Adele Vairo non nasconde la sua preoccupazione: “Ogni giorno ci sentiamo chiamati in causa…e ogni giorno nel dibattito aperto tra dirigenti scolastici, corpo insegnante e operatori del mondo della scuola, si rafforza l’idea che si tratti di una Generazione Debole”. Si usa oramai definirla così. Da un’analisi sociologica tra passato e presente, si intuisce che questa generazione doveva essere pronta ad uscire fuori da sè, ma come la dirigente Vairo sottolinea, si infrange invece contro se stessa. “Quello che ieri era un’offesa oggi è ipoteticamente una tragedia”. In altri termini, secondo Adele Vairo, siamo assistendo alla dissoluzione del patto educativo sacro tra scuola e famiglia ed è importante capire che non vige una gerarchia tra l’impianto emotivo della famiglia e l’impianto educativo della scuola; entrambi devono coesistere nel processo di crescita di un individuo. Sappiamo in fondo che molti ragazzi oggi non sopportano la sconfitta, pertanto devono essere abituati a capirne profondamente il senso.
Il dialogo tra le parti ha poi toccato anche i temi riguardanti il Web, uso declinato in cyber bullismo, che sfugge spesso al nostro controllo. Sul web, afferma Adele Vairo, esistono frontiere sommerse in cui questi ragazzi si alimentano. A tal proposito interviene il professore Alfredo Grado che incide chirurgicamente il fenomeno del bullismo dichiarando che oggi è arrivato il momento di capire di cosa si parla prima di trovare le soluzioni. Il fenomeno coinvolge i ragazzi, la famiglia, i docenti. Questi ultimi, peró, ammettiamo una volta per tutte che ricoprono ruoli extra, al di là della stretta competenza…si chiede, infatti, troppo insistentemente al corpo docente di svolgere compiti da assistenti sociali, psicologi o consulenti.
Il Leit motiv del confronto ruota intorno all’idea che il modello di famiglia di oggi è ben diverso da quello che si presentava nei decenni passati e in questa disamina i genitori “moderni” purtroppo sono portati a denotare la scuola come il centro di esperienze fuorvianti da incriminare. Per questo – dichiara il prof. Grado – nella mia esortazione credo che sia importante creare un percorso che valga sia per la scuola ma anche per la famiglia.
La provincia di Caserta purtroppo è divenuto un luogo in cui in nell’ambiente scolastico si respirano dei disagi profondi e si tende a medicalizzare le esperienze emotive o i sussulti dei ragazzi senza fare un distinguo tra ciò che è fisiologico e ciò che può essere sintomatico di un disagio.
Il Prof. Grado invita anche a non sottovalutare il meccanismo di emulazione come primo strumento educativo e invita i genitori a dedicare la loro presenza ai figli ricordando la necessità di rispettare i ruoli