CENTO, MILLE, UN MILIONE DI BUGIE…

di Alfredo Grado

Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità“. Questa era una delle freddure di Joseph Goebbels, le cui  tecniche di propaganda consentirono al Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori l’ascesa al potere in Germania, nel 1933. In Italia Benito Mussolini, da acuto giornalista quale fu, capì subito l’importanza fondamentale della propaganda, in particolare attraverso la stampa, per affermare il suo potere. Il sistema totalitario del nuovo capo di governo fu caratterizzato da una grande capacità comunicativa attraverso la quale fu stabilito un controllo totale sull’informazione e sulla cultura, tanto che la propaganda fascista conquistò subito un grande numero di consensi senza mascherare il suo volto dichiaratamente autoritario.

A distanza di quasi un secolo, la manipolazione della coscienza di massa trova ancora attualità, pur se in un “regime” diverso, quello che Colin Crouch definisce post-democratico. Senza voler entrare in merito alla lunga e complessa disquisizione circa il superamento della democrazia e la consequenziale cessione del potere governativo alle élite privilegiate, la premessa mi è sembrata opportuna per aprire una finestra su quanto sta accadendo nel Paese Italia. Ma non solo. Ciò che perplime ancor più non sono tanto gli accadimenti che si succedono costantemente, ma soprattutto i “non-accadimenti”.

Il lettore desideroso di compiere un piccolo esercizio potrà riempire di senso il concetto di “non-accadimento”, per poi notare che tutto rimanderà sempre e solo ad una pratica, quella dell’occultamento della corretta informazione. Il che, da un certo punto di vista, significa “strumentalizzare” o, se preferiamo, “propagandare”. Insomma, detto più semplicemente, è possibile stravolgere un monologo del 1977 riproposto nel corso di un festival della musica, centrato su di un incontro casuale tra un giovane ed uno sconosciuto solitario, per far sapere all’Italia intera che anche un immigrato ha gli stessi nostri diritti?  Oppure, saltando di pala in frasca, è giustificabile la domanda che qualcuno si è posto circa l’omicidio della giovane Pamela: “Macerata è quel che siamo diventati”?  Mi chiedo fino a che punto siano plausibili certe pratiche magiche o religiose, meglio conosciute come riti Vodoo, associate all’omicidio della diciottenne romana di cui sopra. Come se l’asportazione di parti di un cadavere fosse di pertinenza solo nigeriana. Anche nell’esoterismo occidentale tali pratiche sono diffuse. Basterebbe leggere qualche libro di magia cerimoniale, come quelli di Edward White o Alexander Crowley, due degli occultisti più influenti dell’epoca moderna. Cosi come può apparire poco chiaro il motivo per il quale si attribuisce ad un giovane di 28 anni, responsabile non pentito del ferimento di sei immigrati incontrati lungo una strada, l’appartenenza ad una fazione di estrema destra anziché inquadrarlo in uno dei disturbi annoverati nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali.

Insomma, un bel pastrocchio questo Paese. Confusionario, paradossale, istigatore di sospetti da un lato e garantista dall’altro, complici i media. In essi esiste una sorta di sistema di controllo che è affidato a “filtri”, i quali hanno il potere di censurare, tagliare ed escludere dal nostro orizzonte cognitivo fette della realtà e opinioni scomode. Tali filtri impediscono che idee antitetiche entrino nel circuito e nel mercato delle libere idee. Chi detiene e influenza i mass media, in definitiva, ha l’interesse e la capacità di influenzare il suo pubblico.

Il meccanismo attraverso cui si attua questo livellamento, è costituito dalla “fissazione delle priorità”: esiste un certo numero di mezzi di informazione che determinano una sorta di struttura prioritaria delle notizie, alla quale i media minori devono più o meno adattarsi a causa della scarsità delle risorse a disposizione. Le fonti primarie che fissano le priorità, sono grandi società a redditività molto alta, e nella grande maggioranza sono collegate a gruppi economici ancora più grandi. L’obiettivo è quello che Chomsky definisce come la “fabbrica del consenso“, ossia un sistema di propaganda estremamente efficace per il controllo e la manipolazione dell’opinione pubblica.

Procedendo in questo senso e tenendo in considerazione quanto accennato pocanzi, possiamo immaginare perché sia più funzionale dichiarare che “il corpo straziato di Pamela è stato nascosto in due valige riposte ai margini di una strada” anziché rilevare ed evidenziare che le valigie lasciate in bella vista potrebbero indicare la volontà, da parte degli autori, di far ritrovare il cadavere. Oppure, potremmo chiederci perché è stato dato poco risalto ad altrettanti casi di cronaca avvenuti lo scorso 20 gennaio, come il delitto di Fabrizio Vitali, responsabile della uccisione di una nigeriana, o quello compiuto qualche giorno prima ai danni di un’altra nigeriana, Miracle Francis. Senza considerare il ritrovamento di tre donne smembrate trovate in sacchi della spazzatura in Nord Italia, qualche tempo fa. Appena un accenno sui TG e caso chiuso. E giusto per restare tra i confini di un territorio martoriato, che dire del caso Romina del Gaudio, trovata qualche anno fa priva di vita in un bosco della provincia di Caserta ed il cui carnefice non è mai stato trovato?  Anche in quel periodo, se la memoria non mi tradisce, ci fu una escalation di omicidi avvenuti ai danni di donne provenienti dalla Nigeria e Costa d’Avorio, ma nessuno se ne è mai occupato.

Intelligenti pauca…

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