LA CORTE DEI CONTI PUNTA I RIFLETTORI SULLA MALA GESTIONE DELLA SANITÀ 

…E IL TRIBUNALE DI S. MARIA C.V. CONDANNA AL RISARCIMENTO L’ASL DI CASERTA                         

In attesa di poter leggere attentamente la relazione per l’anno 2018 e rifacendoci all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2017 della Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per la Regione Campania, leggiamo un passaggio dedicato all’attività giornalistica non di poco conto. Il Presidente, Michael Sciascia, così recita: “La Corte dei conti, lungi dall’isolarsi in una torre d’avorio, inseguendo teoremi astratti, continua ad analizzare attentamente, attraverso le sue funzioni, i fenomeni gestori che si sviluppano nel territorio, impegnandosi nel contrasto di ogni forma regressiva. In continuità si pone il ruolo essenziale dei mass media ed in particolare dei giornalisti, che svolgono il delicato compito di riportare con serietà e obiettività i dati risultanti da tanta attività, contribuendo alla suddetta funzione informativa e formativa nei confronti dell’opinione pubblica, anche nel difficile settore delle gestioni pubbliche; senza tener conto dell’azione di stimolo attraverso le serie inchieste giornalistiche, le quali possono costituire la necessaria base per l’azione del nostro Pubblico Ministero, che altrimenti troverebbe impedimenti legali al suo potere di iniziativa”.

NOTITIA CRIMINIS

NOTITIA CRIMINIS

Come a dire, articoli, inchieste ed interventi vari riportati dagli organi d’informazione, possono, qualora di un certo rilievo e fondatezza, diventare utile notitia criminis per l’autorità giudiziaria.

E quali sono gli argomenti cosiddetti “attenzionati” dall’incessante mole di lavoro della Corte dei Conti? Sempre dalla relazione 2017, verifichiamo che, falsificazioni di bilanci consuntivi, strutture accreditate, centri di riabilitazione, mobilità regionale ed extra regionale di pazienti, irregolarità in nomine, assunzioni, affidamenti di consulenze, un desolante e scoraggiante sistema in cui inefficienza e connivenza si mescolano in maniera inestricabile, o ancora di incentivi con agevolazioni per nuove tipologie di autoimpiego, in forma di microimpresa o di franchising, conseguiti mediante la rappresentazione di dati e programmi non veritieri e, comunque, mai intrapresi, l’inefficienza e la disorganizzazione palesatesi nella gestione infruttuosa e dannosa del patrimonio immobiliare dovuta a scarsa attenzione agli interessi dell’amministrazione (Il Cerusico 11.12.2017). Quanto all’utilizzo delle risorse umane, di particolare rilievo è stata la condanna per danno erariale, conseguenziale all’indebita liquidazione di compensi ai componenti di commissioni di gara. Ma anche nella gestione in sé del personale dipendente si sono dovuti rilevare anche nel 2016 cedimenti verso l’illegalità in relazione alla indebita corresponsione di incentivi a pioggia e compensi”…..
(Il Cerusico 5.2.2018). Tutto ciò, parzialmente riportato, ha cagionato “Un dato oggettivo che può indurre a riflettere sulle reali dimensioni dei fenomeni degenerativi accertati in tema di gestioni pubbliche in Campania è il valore delle condanne irrogate dalla Sezione durante l’anno giudiziario 2016, che ammonta nel complesso ad Euro 32.256.599,37”. E, proprio per dare un senso a quanto fin qui riportato, basta rifarsi a Il Mattino del 10 febbr. 2018, che così titola “Furbetti del cartellino, sospensione ingiusta, l’ASL di Caserta, deve risarcirli”. Sentenza del Giudice del Lavoro di S. Maria C.V.. Ora al di là dei tecnicismi giuridici, ci sarà pure un responsabile di questo ulteriore danno erariale!? Certo, è risaputo, i tempi biblici della Giustizia, sono quello che sono e gli amministratori, nell’attuare la loro mala gestione, confidano anche su questo. “Dal rapporto sull’efficienza della pubblica amministrazione in Europa, reso pubblico il 30 dicembre 2016 dalla C.G.I.A., risulta che la Campania si collocherebbe all’ultimo posto tra le regioni italiane ed europee, seguita solo da alcune turche e bulgare….. Il rapporto segnala in primo luogo la corruzione, vero cancro della nostra società, che va contrastata e sradicata senza indugio e senza sconti. Si tratta di un fenomeno complesso dalle molte facce che va affrontato in maniera articolata e differenziata con interventi mirati secondo le varie sue tipologie, similmente alle neoplasie degli organismi umani, ma che trova un sicuro e generale argine nella semplificazione e nella trasparenza amministrativa…..

IL MALE ASSOLUTO

Il fenomeno, quindi, della corruzione in Italia, e segnatamente nella Sanità, assume proporzioni preoccupanti, specie nel settore degli appalti e dei farmaci; e non solo !”

E non solo! Collaboratori assunti a contratto per progetti a cui non sono mai stati dedicati, né sottoposti a verifiche di produzione; decine e decine di assunzioni di figli, nipoti e “concubine”; sospetti scorrimenti di graduatorie; sospette proroghe di contratti di co.co.co./pro. sine die; progetti a cascata anche per lavori di routine e d’istituzione con ulteriori introiti stipendiali; sospetti annullamenti di avvisi pubblici per personale prima richiesto e poi sostituito con altre figure professionali (Del. n. 109 del 29.1. 2018); ancora scorrimenti di graduatorie, tra gli altri di ben 6 assistenti amministrativi (Del. n. 129 del 6.2.2018), proprio a ridosso delle elezioni; ben 50.000 Euro a un legale per chiudere contenziosi sempre alla vigilia delle elezioni (Cronache di Caserta 01.02.2018). Insomma, Il Cerusico, pur non essendo giornalista, dovrà rassegnarsi a trascorrere le proprie nottate a snocciolare, su queste pagine, le mille “trastole” messe quotidianamente in esercizio negli uffici della sanità locale. Un infinitesimale contributo volto a registrare quelle “notitie criminis” a cui guarda con attenzione anche la Corte dei Conti.

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