RINNOVO CONTRATTO, NURSING UP E NURSIND NON FIRMANO: “E’ LA MORTE DELLA SANITÀ”

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Rosa Nuzzo

ROMA“Eravamo in 5000 in Piazza SS Apostoli a Roma – ha detto Rosa Nuzzo, responsabile provinciale del sindacato di categoria Nursing up a margine dello sciopero generale organizzato dai sindacati di categoria degli Infermieri – ma purtroppo i sindacati confederati Cgil, Cisl e Uil che rappresentano il 50% più 1 d’accordo con i politici, hanno firmato un contratto vergognoso”.

Sono circa 150-200.000 gli infermieri che oggi hanno aderito allo sciopero nazionale proclamato dai sindacati Nursind e Nursing up” – ha dichiarato il presidente nazionale del Nursing-up Antonio De Palma, sottolineando che “in moltissimi ospedali si registra il blocco delle sale operatorie, con oltre 65.000 procedure assistenziali saltate ed interventi chirurgici sospesi ad esclusione delle urgenze”.  “Oggi – ha affermato De Palma – ha incrociato le braccia circa l’80% degli infermieri italiani. Si registra il blocco della maggioranza delle attività sanitarie, fatti salvi i servizi garantiti secondo quanto prevedono i contingenti minimi e le urgenze”. L’adesione allo sciopero, ha rilevato, “è andata oltre le aspettative, con un’adesione altissima sul totale dei circa 280mila infermieri del Servizio sanitario nazionale”.

Intanto, come si legge nel sito “Salute e benessere” è proseguita per tutta la notte scorsa all’Aran la trattativa per il rinnovo del contratto del comparto Sanità, che interessa circa 500mila dipendenti di cui gli infermieri rappresentano la componente maggiore con circa 280mila infermieri attivi nel Servizio sanitario nazionale. “Ai sindacati confederali che hanno tanta fretta di chiudere questo contratto al ribasso – ha affermato dalla piazza il presidente del sindacato Nursing-up Antonio De Palma – diciamo che questo contratto è un passo verso il baratro e contro i lavoratori. Se firmeranno, saranno complici della morte della Sanità. Noi a questo scempio per fini elettorali non presteremo il fianco”. I responsabili sindacali hanno quindi letto alcuni articoli della Costituzione, tra i quali l’articolo 36 sul diritto dei lavoratori ad una retribuzione “proporzionata”: “Quella che ci vogliono dare – hanno affermato i leader di Nursin-up e Nursind – non lo è”. “Questa nottata estenuante – ha inoltre affermato De Palma – ci ha visto discutere punto per punto un contratto irricevibile per le già precarie condizioni di lavoro degli infermieri e che non firmeremo perché non valorizza in maniera nemmeno minimamente accettabile la categoria che rappresento e le professioni sanitarie non mediche. Abbiamo avuto l’impressione che l’ordine di scuderia fosse chiaro fin dall’inizio della contrattazione: l’Aran – ha concluso – doveva chiudere a tutti i costi”. 
«Anche solo le modalità di trattativa – sottolinea Andrea Bottega, segretario nazionale Nursind – hanno denotato una totale mancanza di rispetto. Il testo è da rispedire al mittente, soprattutto sul capitolo dell’orario Ue. Dopo nove anni di attesa, non c’è una cifra sugli aspetti retributivi. Hanno tolto il valore dell’incarico organizzativo, ci sono solo puntini. La flessibilità è unidirezionale: su precariato, straordinari e deroghe sull’orario di lavoro europeo. Una generale riduzione dei diritti da parte datoriale. Periodi di prova infiniti e ingiustificati in un contesto dove prevalgono contratti precari. La categoria è mortificata anche sul sistema degli incarichi che non consentono una vera crescita professionale. C’è solo arroganza. In questo modo non si permette all’infermiere di offrire un’assistenza sicura e di qualità al paziente».