INTERVISTA A “GNUT&SOLLO”, OSPITE IL COLLETTIVO QUADRATUMLAB

0

di Dalia Coronato

Che cos’è “L’ammore o vero”? Lo hanno spiegato a noi Claudio Domestico e Alessio Sollo raccontandosi attraverso la musica. Abbiamo incontrato i cantautori partenopei al Manhattan lounge bar di Vitulazio in provincia di Caserta.

Gnut&Sollo sono una strana quanto affiatata coppia. Il primo Indie e l’altro punk. Si rivelano senza filtri, uniti dalla voglia di ricercare l’intima confidenza con il pubblico che li ascolta. In dialetto napoletano, sono riusciti  ad immortalare tutti narrando favole musicali per adulti. Il loro modo di essere genuino e dedito all’arte della musica li ha resi semplicemente autentici. Sul palco scherzavano, si scambiavano sorrisi con gli spettatori attoniti, alternando poesie con aneddoti personali. Mentre Sollo imitava Elvis, Domestico lo incoraggiava con la chitarra. Alla domanda “cosa meritano i giovani?” hanno risposto: “sincerità e purezza d’animo”.

Risulta difficile conoscere persone che riescono ad apprezzare la bellezza e contemporaneamente essere anche capaci di diffonderla, ma non è diventato poi così impossibile incontrando Carlo Latino, Marianna Grillo, Maria Russo, Imma Di Lillo e Antonio Cioppa, del collettivo Quadratumlab. I giovani under 35 hanno fondato un laboratorio artistico ponendosi come obiettivo la contaminazione dell’arte a 360 gradi coinvolgendo altri 9 artisti casertani. Le opere di fotografia, disegno, pittura, scrittura – rigorasamente esposte su meteriali da loro riciclati- sono state allestite con l’intento di rappresentare un unico filo conduttore: “R_esistenza” inteso come “la capacità di fermare e affermare l’individualità sistematicamente corrotta da forze esterne, come la concezione di omologazione culturale che il collettivo si  impegna ad abbattere e ad ammutolire, facendo germogliare la soggettività estetica suggerita dal percorso di un unico filo conduttore Verde di Arianna, per poter trovare la libertà e l’onestà concettuale nella manifestazione della nostra visione della realtà”.