LA SANITÀ CASERTANA SI REGGE GRAZIE ALLA POMPA DI BENZINA CON IL VOSTRO PIENO CONTRIBUITE A PAGARE GLI STIPENDI DEI FIGLI E NIPOTI DEI DIPENDENTI DELL’ASL DI CASERTA. FILANTROPIA

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Quando Il Cerusico va a fare rifornimento di combustibile, non si capacita del poco chilometraggio che riesce a fare con 20 Euro di benzina. Solo 13 litri!? E, informandosi, come suo solito, viene a sapere che a incidere negativamente sul prezzo alla pompa della benzina, per una componente fiscale che ormai, in alcuni casi, supera il 60%, sono anche le accise regionali, imposte dagli enti locali per far fronte ai più diversi fabbisogni (dalla sanità campana alle alluvioni in Liguria e Toscana). Accise, gli viene fatto notare, sulle quali si paga anche l’Iva, con una sorta di assurda tassa sulla tassa. E, infatti, al Rendiconto della Gestione Regione Campania, alla Tipologia 102, troviamo: Tributi destinati al finanziamento della sanità:  Imposta regionale sulle attività produttive, IRAP -Sanità;  Imposta regionale sulle attività produttive, IRAP-Sanità derivante da manovra fiscale regionale; Compartecipazione IVA-Sanità; Addizionale IRPEF-Sanità;  Addizionale IRPEF-Sanità derivante da manovra fiscale regionale;  Accisa sulla benzina per autotrazione–Sanità; Altri tributi destinati al finanziamento della spesa sanitaria. Ovvero su ogni litro di benzina viene caricata una Accisa ordinaria 0,02582,  una Addizionale regionale  0,70420 ed una Accisa + Iva 0,88330. Ecco perché il rapporto tra il pagato ed il dovuto in termini di litri di benzina non trova corrispondenza!!!

       L’Asl di Caserta fa il pieno

Inoltre, a tutto questo, già dal 2012 e mai abolito, ci fu l’aumento del bollo auto. Si tratta di un aumento del 10% della tassa regionale. Le risorse accumulate, 140 milioni insieme alla tassa sulle concessioni demaniali sugli specchi d’acqua e i risparmi previsti per il personale, 60 milioni vanno a finanziare un fondo per l’occupazione, politiche sociali e l’assistenza ad anziani e disabili. Una stangata per i cittadini campani già vessati dal caro assicurazioni. Tra le voci di dettaglio di una polizza auto o moto, infatti, è presente anche il Contributo Servizio Sanitario Nazionale (SSN), un importo di circa 40 Euro da versare obbligatoriamente allo Stato a copertura delle spese mediche per i feriti e le vittime della strada e non deducibile! Tutto ciò servirà a qualcosa, si chiede Il Cerusico. Qualcuno lo guarda laconicamente e, commiserevolmente, lo aggiorna. In questi ultimi anni abbiamo assistito ad un crescente ed irrefrenabile grido di allarme da ogni dove. Già nel 2015 dopo la leader della Cisl Campania, toccò alla Cgil sparare nuove bordate sull’amministrazione regionale. «Vogliamo denunciare un’insopportabile contraddizione: la sanità campana ha le tasse fra le più alte del Paese e una qualità tra le più basse. Questa situazione non mette i cittadini nella condizione di poter usufruire davvero di un servizio garantito dalla Costituzione».  Il quadro tracciato dalla Cgil punto per punto e area per area: «Aumento ai limiti massimi delle aliquote Irpef e Irap; accise sui carburanti; ticket sanitari più alti d’Italia». «Riduzione di posti letto nell’ospedalità e di prestazioni nella medicina territoriale (-2.300 nel 2014); ingolfamento dei Pronto soccorso e aumento dei tempi di attesa ormai a livelli insostenibili (Cardarelli: oltre 90.000 accessi nel 2013 e nel 2014)». Ed ancora, «spesi 269 milioni di euro per prestazioni sanitarie effettuate fuori regione» (67 milioni solo per l’Asl di Caserta, Bilancio Consuntivo 2016). «Ricorrenti gli episodi di malaffare e di infiltrazioni malavitose, su tutte la vicenda dell’azienda ospedaliera di Caserta». La costruzione e ultimazione del Policlinico di Caserta prevista per il 2008 «è rinviata a data da destinarsi. Sono stati chiusi i presidi ospedalieri di Capua, San Felice, Teano e Roccaromana. Progressivamente svuotati i presidi di Maddaloni e Santa Maria Capua Vetere». La provincia di Terra di Lavoro «detiene il record per numero di cittadini che si rivolgono a strutture di altre regioni per prestazioni di bassa-media e alta complessità».

     Qualità percepita?

A conferma delle vessazioni sul cittadino campano e, quindi, casertano, la Cgia di Mestre già nel 2015 rilevò che “Al Sud si pagano più tasse: tramonta un altro luogo comune”.  Al secondo posto della graduatoria troviamo la Campania dove le tasse che gravano su una famiglia media pesano enormemente. Lo studio, entrando nel merito del differenziale, spiega che “A gravare sulle tasche dei cittadini del Sud pesano, in particolar modo, l’addizionale regionale Irpef e la Tari”. La motivazione? Si ritrova nel fatto che le regioni del Sud presentano un forte disavanzo sanitario, che le obbliga ad applicare aliquote massime per fronteggiare il deficit. E, come se non bastasse, dal CI.PE 2016 si evince che le Tasse locali diventano sempre più care lungo lo Stivale. E la sorpresa più negativa riguarda la Campania. È qui che abita la pressione maggiore. Il prelievo fiscale sulla famiglia media è stato di 2.416 euro nel 2015 (con un aumento dello 0,3 per cento rispetto all’anno precedente). Il Cerusico, adesso ha tutto ben chiaro. Ora tutto si giustifica. Con il pieno di benzina dei casertani si riescono comodamente a pagare gli stipendi di tutti quei CO.CO.CO. e CO.CO.PRO. dei figli, nipoti e concubine dei dirigenti e funzionari dell’ASL. Con il pieno di benzina, si riescono a pagare gli oltre 2 milioni annui di fitti passivi ed ad ingrassare i proprietari degli immobili. Con il pieno di benzina, il cittadino casertano, potrà continuare a curarsi fuori regione e, grazie all’istituto della compensazione, l’Asl potrà continuare a pagare annualmente i circa 70 milioni di Euro per i famigerati tassi di fuga. Con il pieno di benzina, si possono continuare a foraggiare con milioni di Euro gli svariati Progetti dedicati, come quello della Terra dei Fuochi, attraverso i quali nutrire dirigenti e funzionari che vi partecipano, oltre all’assunzione di CO,CO.PRO. figli, parenti vari e programmatori-informatici segretari. Con il pieno di benzina ci si può permettere il lusso di lasciare abbandonato il Day Hospital di Francolise e destinarlo a dimora per gli extracomunitari. Il Cerusico, a questo punto, risollevato e tranquillizzato, si sente quasi un filantropo, ovvero, colui che svolge o sostiene un’attività benefica (per lo più di notevoli proporzioni), alla luce di un umanitarismo vagamente religioso o filosofico. Il tutto semplicemente recandosi alla pompa di benzina!