CORRUZIONE IN AUMENTO, NELLA SANITÀ PRIMEGGIA LA CAMPANIA

1^ PUNTATA – ASL DI CASERTA, LA IPOTIZZATA “CORRUZIONE DELL’ANTICORRUZIONE”

In materia, Il Cerusico, ha sempre avuto una sua personale visione e convinzione. Al di là delle pur validissime teorie e i mille sforzi messi in campo da più accademie, egli, parte da un assunto che ha una certa attinenza conseguenziale con la corruzione: la stronzaggine. Ovvero quella stronzaggine che è motore propulsivo dell’azione del potere e, quindi, di mobbing nella Pubblica Amministrazione. Andiamo a capire perché. Lo ha rilevato anche Harald Age, docente universitario, uno dei maggiori esperti in materia nel nostro Paese, specializzato in Psicologia del lavoro e dell’organizzazione: ad essere più colpito dai fenomeni di mobbing è il comparto pubblico piuttosto che quello privato, in particolare nei settori della scuola, della sanità e dell’amministrazione pubblica. Secondo dati ISPELS, una percentuale piuttosto elevata (che si aggira intorno al 71%) dei casi di mobbing si verificherebbe all’interno della Pubbliche Amministrazioni. Sempre l’ISPESL ha quantificato nel 62 per cento i casi di mobbing ai danni di persone con più di cinquanta anni e in una percentuale pari all’81 per cento del totale la presenza, tra i bersagli delle condotte ‘mobbizzanti’, di quadri e di impiegati. Da altre analisi svolte dall’Istituto citato risulterebbe che ad esercitare il mobbing sarebbero per ben il 57,3 per cento i superiori, persone cioè dotate di una certa autorità, del prestatore di lavoro. Chi non è con me, è contro di me, insomma. Come ha rilevato con linguaggio forse poco accademico ma certo assai eloquente il docente americano e professore di Scienza dell’ingegneria gestionale a Stanford Robert I. Sutton, “Il potere genera stronzaggine”. Sutton sostiene che “quando qualcuno si trova in una situazione di potere, diventa cieco di fronte al fatto che sta facendo lo stronzo”, e che “Gli stronzi creano una sorta di ‘vuoto di civiltà’ che risucchia ogni stilla di calore umano e di cortesia e li sostituisce con la freddezza e il disprezzo”. E continua: “un numero imponente di studi dimostra che quando qualcuno si trova in una posizione di potere comincia a straparlare, a prendersi quello che vuole, a ignorare le parole e le esigenze altrui, a non tenere in considerazione le possibili reazioni dei suoi subalterni, a comportarsi in maniera scortese e, in generale, a vedere ogni situazione o persona come uno strumento per soddisfare i propri bisogni.” Ecco qui, riassunto, il teorema principe del Cerusico sulla corruzione. Gli stronzi. Non un trattato di sociologia, ma una descrizione lombrosiana dell’uomo sterco: Il Parvenu.

Tanto per essere chiari!

A favorire gli abusi e i maltrattamenti sono spesso gli standard organizzativi scadenti degli enti pubblici, ma determinante in tal senso (sarebbe sufficiente, per averne contezza, leggere quotidianamente le cronache giudiziarie che vedono coinvolti negativamente uffici e dirigenti pubblici) è l’infimo livello di cultura della legalità da parte di molti responsabili della cosa pubblica. Questi ultimi sono spesso dotati di scarsa perizia e/o agiscono in accordo fraudolento tra loro o con i peggiori elementi della classe politica (Giovanni Graziano Manca). Partendo da qui, dunque, nello scorso mese di febbraio, il Flepar Inail, sindacato dei professionisti pubblici, nell’intento di fornire proposte migliorative per la pubblica amministrazione, nonostante l’ANAC, registra un incessante aumento della corruzione. “Prestazioni di lavoro non dipendente (CO.CO.PRO.), convenzioni, rapporti di collaborazioni (CO.CO.CO.), appalti, esternalizzazioni,…..non hanno certamente migliorato i servizi”. Anzi.  Fu proprio il Procuratore Generale di Napoli, Luigi Riello, all’inaugurazione anno giudiziario 2018 ad affermare lapidariamente che “….è molto complesso il rapporto camorra-politica-pubblica amministrazione, quest’ultima massicciamente ‘fidelizzata’ alla politica e questo è il vero cancro che impedisce quella ‘imparzialità’ della pubblica amministrazione. Ove la politica è infiltrata dalla criminalità organizzata, quest’ultima dunque penetra nella pubblica amministrazione”. E da chi è amministrata la cosa pubblica? Da quelli descritti da  Stanford Robert I. Sutton!!! Piano, piano, prende sempre più corpo il teorema de Il Cerusico.

Siccome Il Cerusico ha comunque ben presente il fatto che, da noi, vale sempre che “fatta la legge, trovato l’inganno”, gli piacerebbe avere un contraddittorio diretto con il Giudice Cantone. Gli piacerebbe, insomma, che gli venissero chiariti (senza italica ipocrisia) alcuni esempi di contraddizioni sui principi dell’anticorruzione. Ovvero quella corruzione dell’anticorruzione” che si basa puntualmente sui si, ma, però, siccome………E comiciamo dal  Codice di Comportamento dei Dipendenti Pubblici (DPR 62/2013) dove, all’Art.6 – Comunicazione degli interessi finanziari e conflitti d’interesse, comma b) se tali rapporti siano intercorsi o intercorrano con soggetti che abbiano interessi in attività o decisioni inerenti all’ufficio, limitatamente alle pratiche a lui affidate. 1) Il dipendente si astiene dal prendere decisioni o svolgere attività inerenti alle sue mansioni in situazioni di conflitto, anche potenziale, di interessi con interessi personali, del coniuge, di conviventi, di parenti, di affini entro il secondo grado..… Art.7 – Obbligo di astensione. Il dipendente si astiene dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti, affini entro il secondo grado, del coniuge o di conviventi. Art.13 – Disposizioni particolari per i dirigenti comma 4 Il dirigente cura, altresì, che le risorse assegnate al suo ufficio siano utilizzate per finalità esclusivamente istituzionali e, in nessun caso, per esigenze personali. Ora, interpretando la lingua italiana fin qui usata, presso l’Asl di Caserta, siamo proprio sicuri che non esistono Dirigenti che nel proprio esercizio non confliggono con interessi personali, del coniuge, di conviventi, di parenti, di affini entro il secondo grado..… SIAMO PROPRIO SICURI??? Art. 6 Il dirigente assegna l’istruttoria delle pratiche sulla base di un’equa ripartizione del carico di lavoro, tenendo conto delle capacità, delle attitudini e della professionalità del personale a sua disposizione. Il dirigente affida gli incarichi aggiuntivi in base alla professionalità e, per quanto possibile, secondo criteri di rotazione. Anche qui, siamo proprio sicuri che presso l’Asl di Caserta tutti gli stipendiati sono utilizzati in base alla professionalità per la quale sono lautamente pagati? SIAMO PROPRIO SICURI??? Art.15 – Vigilanza, monitoraggio e attività formative. 1 – Ai sensi dell’articolo 54, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, vigilano sull’applicazione del presente Codice e dei codici di comportamento adottati dalle singole amministrazioni, i dirigenti responsabili di ciascuna struttura, le strutture di controllo interno e gli uffici etici e di disciplina. Siamo proprio sicuri che all’Asl di Caserta, tutte queste strutture vigilano eticamente e legalmente? SIAMO PROPRIO SICURI??? Art.16 – Responsabilità conseguente alla violazione dei doveri del codice. 1 – La violazione degli obblighi previsti dal presente Codice integra comportamenti contrari ai doveri d’ufficio. Ferme restando le ipotesi in cui la violazione delle disposizioni contenute nel presente Codice, nonché dei doveri e degli obblighi previsti dal piano di prevenzione della corruzione, dà luogo anche a responsabilità penale, civile, amministrativa o contabile del pubblico dipendente, essa é fonte di responsabilità disciplinare accertata all’esito del procedimento disciplinare, nel rispetto dei principi di gradualità e proporzionalità delle sanzioni.

Per ora, Il Cerusico, si ferma qui rimandandovi alla 2^ puntata ed ad una susseguente e più esplicita lettera aperta al Giudice Raffaele Cantone.

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