PERCHÉ È IMPORTANTE OGGI L’ARCHIVIO PAOLO BROCCOLI

di Francesco Capo

LA VIDEO INTERVISTA A PAOLA BROCCOLI

Luigi Tenco lo aveva cantato in “Ciao amore ciao” e Pasolini ne aveva scritto, soprattutto in “Lettere Luterane“, come una perdita di purezza e una mutazione antropologica del popolo italiano. Il passaggio dalla società agricola a quella industriale avvenuto negli anni cinquanta è una delle fasi storiche più importanti del paese, utili a capire la drammatica situazione dell’Italia di oggi.

Paolo Broccoli, esponente del partito comunista italiano, sindacalista della CGIL, eletto parlamentare nel 1976 e membro della Commissione industria e commercio, ha raccolto in un imponente archivio  migliaia di documenti che testimoniano come avvenne questa fase di industrializzazione e modernizzazione in provincia di Caserta.

A partire dal 1957 numerose industrie pubbliche e private si insediarono a Caserta. Con le politiche keynesiane di investimento pubblico, la Cassa per il Mezzogiorno e il ministero delle Partecipazioni statali, la provincia di Terra di Lavoro si guadagnò in breve tempo l’appellativo di Brianza del Sud. Questo percorso che portò ricchezza si interruppe nella metà degli anni settanta, quando, con l’applicazione delle teorie economiche del neoliberismo, Caserta fu abbandonata a sè stessa e conobbe una successiva deindustrializzazione.

L’ultimo volume dei Quaderni di Scienze Religiose,  dal titolo “Fondo archivistico Paolo Broccoli – il processo di modernizzazione della provincia di Caserta”, edito da Saletta dell’Uva e scritto dai ricercatori Emanuele Blosio ed Eliana Riva, racconta che cosa contiene archivio Broccoli e ripercorre alcune tappe cruciali di queste fasi storiche. A presentarlo presso la Biblioteca diocesana di Caserta sono stati: Giovanni Cerchia,  professore di storia contemporanea, Paola Broccoli, ricercatrice universitaria, Pasquale Iorio de Le piazze del sapere e don Nicola Lombardi, direttore dell’Istituto di Scienze religiose.

L’archivio dell’onorevole Broccoli è conservato dal 2013 presso l’archivio di Stato di Caserta e la presentazione del volume è stata l’occasione per denunciare ancora una volta la scandolosa situazione in cui versa questo bene pubblico. Quando piove, la sede che lo ospita si allaga e i documenti  sono esposti agli scoli fognari.

Il problema dell’archivio di Stato di Caserta non è solo un tema culturale o di salvaguardia di un bene pubblico”, ha detto il professore Cerchia. “Si tratta di un problema democratico: gli archivi di Stato sono una banca della memoria e hanno una funzione di centralità straordinaria nella storia democratica di un Paese. Non a caso i nazisti della divisione Göring,  con un atto d’estremo sfregio contro gli italiani, bruciarono i documenti dell’Archivio di Stato di Napoli, cancellando così importantissime tracce di storia del Mezzogiorno italiano” ha raccontato Cerchia.

All’incontro ha partecipato anche Orsolina Foniciello, funzionaria dell’Archivio di Stato di Caserta, che sta lavorando alla catalogazione dell’Archivio Broccoli. La Foniciello ha manifestato la sua preoccupazione per l’ulteriore tempo che potrebbe perdersi nella risoluzione del problema: “è quasi certo che Dario Franceschini, che già conosce la situazione dell’Archivio di Stato, non sarà più ministro”, ha detto la Foniciello.

Il consiglio comunale di Caserta, nella seduta che dovrebbe tenersi il 21 marzo prossimo, discuterà dell’Archivio di Stato, dopo le richieste di convocazioni dell’assise cittadina avanzate dal Comitato Pro Archivio di Stato. Ad annunciarlo sono stati Pasquale Iorio e Paola Broccoli, che è una delle promotrici del Comitato.

In chiusura è intervenuto anche il Vescovo emerito Raffaele Nogaro, legato da un rapporto di stima e amicizia all’onorevole Paolo Broccoli. “Il comunismo ha fallito perché ha perso la sua anima: reagire contro gli abusi di chi ci governa. Nella fase storica che viviamo oggi, la disobbedienza civile dovrebbe essere fondamentale”, ha detto il Vescovo. “Godo nel vedere che l’Istituto di scienze religiose è in grado di fare pubblicazioni di questo alto valore”.

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