LA COLTURA DELLO ZAFFERANO NEL CASERTANO, SUCCESSO PER L’INCONTRO TRA STUDENTI DEL BUONARROTI E IMPRENDITORI

di Giovanna Longobardi

CASERTA – Si è svolto nel pomeriggio di ieri, lunedì 26 marzo, presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Caserta, l’incontro formativo dal titolo “La coltura dello zafferano nel casertano: caratteristiche botaniche, proprietà terapeutiche e gastronomiche”, che ha coinvolto gli allievi dell’ITS “Michelangelo Buonarroti” di Caserta guidato dalla dirigente scolastica dr.ssa Vittoria De Lucia. Al tavolo dei relatori sono intervenuti in occasione del convegno figure professionali quali medici, agronomi, coltivatori diretti e insegnanti per circoscrivere ed approfondire la conoscenza dello zafferano dalle sue diversità naturalistiche ai vantaggi che ne derivano dall’uso. Il convegno, coordinato dalla prof.ssa Donata Tella, è stato aperto dai saluti della dirigente Vittoria De Lucia che non ha mancato di ringraziare il dott. Tommaso De Simone per la sua ospitalità e tutti gli allievi che, attraverso la loro forte partecipazione alle attività denominate Alternanza Scuola Lavoro, hanno sottolineato il loro interesse per la trattazione. La dr.ssa De Lucia ha, inoltre, chiarito che l’evento si è inserisce nel percorso di  vasta argomentazione “Prevenzione consapevole e stili di vita” e che per la giornata di studio il protagonista assoluto era lo zafferano, pianta presentata dai relatori nelle sue molteplici sfaccettature. I lavori del seminario sono stati inaugurati dal dr. Antonio Croce, presidente dell’Associazione Produttori di Zafferano Terra di Lavoro, seguito da: prof. Augusto Parente, docente dell’Università della Campania L. Vanvitelli di Caserta; dr. Oreste Insero, componente del comitato scientifico che fa capo all’associazione dei produttori di zafferano in Terra di Lavoro; dr.ssa Annalisa Figurato, biologa nutrizionista; dr. Leandro La Manna e dr.ssa Agnese Rinaldi, funzionari Regione Campania; signor Angelo Frattini e sua moglie Isabella, imprenditori e coltivatori diretti di zafferano nell’alto casertano. L’evento, oltre ad un apporto conoscitivo circa le proprietà della pianta di zafferano, che si manifesta in natura in diverse tipologie di fiori e stimi, ha puntato anche sullo sviluppo crescente di un’imprenditoria che sta sperimentando dal 2017 un fiorente  riscontro sul mercato italiano. In particolare, il dr. Antonio Croce, si è soffermato sull’importanza di una nuova e nascente rete associativa composta da circa 20 piccole realtà imprenditoriali casertane legate alla coltura dello zafferano, definito da sempre l’oro rosso. Nel suo intervento Antonio Croce, partendo da un’indagine storica, che ha evidenziato una antica presenza della pianta già nella tradizione agricola campana, chiarisce che è necessario diffondere la pratica del saper coltivare, ma anche del sapere trasformare ampliando il know-how delle nuove forze giovanili che vogliono immettersi nel mondo del lavoro sfruttando le risorse naturali della nostra Campania Felix. Lo zafferano, infatti, conosciuto per lo più per l’uso che se ne fa in cucina, è meno noto per le basi molecolari dell’attività antitumorale, per le proprietà organolettiche e per gli apporti in campo farmaceutico. La poco conoscenza diffusa, come è venuta fuori dal confronto, spesso genera un deficit applicativo costringendo di conseguenza ad una chiusura commerciale la nostra regione e correndo il rischio di risultare un fanalino di coda nella produzione nazionale di zafferano, sia per l’import che per l’export.  Durante il meeting gli studenti del Buonarroti, classi IV  e V di indirizzo Biotecnologico e Agrario, coordinati dalla prof.ssa Donata Tella e seguiti dai professori Giuseppina D’Andrea, Anna Di Chiacchio, Bruno Licciardi, Carolina Di Gaetano, Pierina Marotta e Mauro Russo, hanno avvalorato il motivo dell’incontro illustrando ai relatori dei lavori generati nell’ambito delle loro attività didattiche. Interessante è stata la testimonianza in sede dei coltivatori diretti di zafferano, come il signor Angelo Frattini che da diverso tempo nella zona di Capriati al Volturno, ha inserito una consistente coltura di zafferano e di fiori di lavanda ammettendo che possono coesistere le biodiversità. Il signor Frattiini ha regalato, inoltre, spunti molteplici anche in relazione alla tradizione gastronomica casertana e all’impiego delle spezie, non a caso sua moglie Isabella è una delle promotrici della famosissima ricetta della “frittata pasquale” fatta da 100 uova, una curiosità che lega sempre più il passato alle future innovazioni.

Fotografia di Gianfranco Carozza

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