ASL, DAL 1° APRILE 140 STRUTTURE ALLO SBANDO, SI PREVEDONO RIPERCUSSIONI PENALI SULLA DIRIGENZA

0
Amedeo BLASOTTI, Arcangelo CORRERA, Mario DE BIASIO

 (f.n.) – Ne avevamo parlato qualche giorno fa…riflettendo su quello che sembrava a tutti gli effetti uns aggio di incapacità gestionale e sperando in un ripensamento…macché. Ricordiamo che,  con delibera n. 290 del 9 marzo 2018, in attuazione del nuovo Atto Aziendale, sono abolite ex abrupto tutte le Unità Operative Complesse, Semplici e Dipartimentali non previste, con la cessazione di tutti gli incarichi e conseguente interruzione dell’erogazione delle relative competenze economiche. Profetizzammo un inevitabile pandemonio di ordine assistenziale ed amministrativo. La delibera è stata notificata, dapprima erga omnes, quindi il decadimento dell’incarico è stato notificato ad ogni dirigente, riducendo de facto l’attuale assetto funzionale che si basa sulla presenza di circa 280 responsabili di strutture semplici e semplici dipartimentali, a circa 140. Il provvedimento imposto dal recepimento di disposizioni normative, avrebbe dovuto prevedere una pianificazione quantomeno più intelligente e costruttiva, evitando di creare interruzioni dei servizi assistenziali e sospensioni di funzioni e responsabilità ed anche salvaguardando per quanto possibile, la carriera e la professionalità acquisita. “Armiamoci e partite”, sembra essere stato il grido di battaglia dei caporali di giornata dell’Asl…nessuna meraviglia… L’interruzione delle funzioni e del trattamento economico relativo, improvviso e senza ricollocazione, era prevedibile che avrebbe determinato danni ulteriori, come ricorsi ai Tribunali competenti e ulteriori aggravi di spese per l’Ente. E puntualmente pare si sia verificato! Infatti le organizzazioni sindacali non hanno perso tempo…  L’ANAAO ASSOMED, aveva chiesto la revoca immediata della delibera che, così dettata, “comporterebbe una ingiustificata sospensione di attività che non sarebbero riportate nel nuovo assetto organizzativo/strutturale dell’Asl di Caserta, a tuttoggi operose e che concorrono alla realizzazione dei LEA e a dare assistenza e sicurezza ai pazienti…”.  Il sindacato aveva messo in guardia sul prevedibile enorme disservizio in danno dei cittadini. Le OO.SS. FVM SIVEMP e FVM FIALS avevano inoltre dichiarato che: “Nell’atto di cui trattasi infatti, nel revocare “ad nutum” i vecchi incarichi prima dell’attribuzione di quelli nuovi così come quelli risultanti dal nuovo documento organizzatorio, non si tiene conto ma anzi si viola in modo palese tutta la normativa vigente in materia di salvaguardia del trattamento economico in godimento e del diritto all’esercizio di mansioni equivalenti ed equipollenti ancorché su incarico diverso. Non va sottaciuta inoltre la non trascurabile circostanza per la quale, l’assenza di figure professionali fornite di responsabilità di ogni ordine e grado, potrà comportare notevoli disagi per l’utenza nell’approccio alle strutture territoriali del servizio sanitario e confusione operativa ai vari livelli funzionali ed istituzionali”. Ieri inoltre si è tenuta una riunione tra le OO.SS. ed i vertici aziendali rappresentati da un solitario Direttore Amministrativo, Amedeo Blasotti. Il manager Mario De Biasio e il direttore sanitario Arcangelo Correra, si davano strategicamente “alla macchia”. Tipico delle grandi occasioni in cui si rischia la faccia…  In breve, come da verbale, letto, confermato e sottoscritto, le OO.SS. hanno dichiarato che, in mancanza di revoca immediata delle disposizione e della delibera, vi sarebbero state conseguenze di ordine penale… per i prevedibili disservizi per interruzione di pubblico servizio. Ma procediamo con ordine… in primis, ai sensi del Regolamento speciale di cui al Decreto n. 67/2001 la Dirigenza avrebbe dovuto preventivamente concordare con le OO.SS. l’iter procedurale preventivo che prevede un Avviso Pubblico interno, il quale, attraverso Concorso per Titoli, dovrebbe reperire le figure professionali da “sostituire”. Tutto ciò, ovviamente, non è stato fatto, incorrendo quindi nell’Art. 347 c.p.. A seguire, come conseguenza della mancanza di titolarità dell’incarico, i Dirigenti esautorati ex abrupto, non assolvendo più alle proprie incombenze professionali incorrerebbero nel reato di cui all’Art. 331 c.p., interruzione di pubblico servizio. Un reato indotto e promosso, in questo caso, dalla Dirigenza, la quale a sua volta rischierebbe alla luce del 2° comma medesimo Articolo addirittura la reclusione dai 3 ai 7 anni. Alla luce di tanto, le OO.SS. e la Dirigenza, si sono aggiornate al giorno 4 aprile con carattere di urgenza. La domanda sorge spontanea…noi ci chiediamo: dal primo aprile al quattro come la mettiamo?… E pensare che, questi signori, si fregiano del titolo di manager aziendali. Di quale azienda scusate?,  non è dato sapere….sicuramente non di un condominio…troppo sofisticato il sistema…hasta la vista!