SFALCI E POTATURE: MA NON ERANO NEL CAPITOLATO DELLA DITTA ATTUALE?

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SAN PRISCO – Circa un milione di euro di fatture per lo smaltimento di falci e potature che fino a metà del 2016 venivano smaltiti nei rifiuti dalla ditta che ancora oggi smaltisce umido, secco, carta e plastica e che tra qualche mese sarà sostituita dalla nuova ditta che si è aggiudicata la gara, ma tutto è nelle mani dell’Osservatorio guidato dal magistrato Cantone. Ma come mai fino ad oggi, nonostante le denunce e gli episodi anomali accaduti, la minoranza del Bene Comune oggi Liberamente Insieme, non ha interrogato l’attuale amministrazione guidata dal sindaco d’Angelo? L’autorità giudiziaria aveva iniziato l’indagine, già nel 2014, quando fu messo un container su una proprietà privata per raccogliere rifiuti e poi fu subito rimosso. Ma chi autorizzò quell’obbrobrio? Da alcuni mesi, a cadenza quindicinale, la giunta D’angelo è costretta a mettere degli appositi annunci per invitare la cittadinanza a mettere fuori le proprie abitazioni falci e potature. Ma non si poteva richiamare l’attuale ditta al rispetto del capitolato d’appalto? Di chi le responsabilità? Dei dirigenti dell’attuale azienda, che attualmente è in regime di stretta sorveglianza da parte dell’Autorità Giudiziaria, per motivazioni abbastanza note? Chi aveva il controllo da parte delle autorità comunali a visionare il peso di falci e potature? Da indiscrezioni abbiamo appreso che dopo una prima indagine, il tutto è rimasto fermo perché probabilmente non si è ancora riuscito a individuare i responsabili, mentre la vecchia ditta, pare abbia effettuato le opportune indagini ed all’epoca qualche provvedimento disciplinare è stato preso nei confronti di qualche capetto, che a secondo del clima, fa il bello ed il cattivo tempo, mettendo in alcune occasioni, a dura prova i suoi diretti subalterni. Oramai siamo all’approvazione del bilancio che verrà portato la prossima settimana in consiglio comunale, ma il popolo vuole sapere, perché abbiamo dovuto pagare i rifiuti solidi, il 23% in più nell’anno corrente, mentre il primo cittadino annuncia che nell’anno 2019 vi sarà probabilmente una diminuzione del 2 o 3%, mentre il 20% è volato via e quindi trovasi nelle casse comunali. La maggioranza deve sapere che sull’ambiente la Magistratura, giustamente, non fa sconti a nessuno, sindaci, assessori, ditte di prelievo rifiuti, pesature degli stessi e responsabili, sia comunali che privati.

Tacco di Ghino