SULLE ORME DEI CAPOLAVORI DI LUIGI VANVITELLI IL GIOVANE: UNA DUE GIORNI TRA LORETO E ANCONA

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di Domenico Petrillo

Una nutrita schiera di soci e simpatizzanti dell’Associazione Culturale Luigi Vanvitelli e dell’Associazione Arma Aeronautica Sezione di Caserta, hanno partecipato ad una “escursione culturale in terra marchigiana” per apprezzare dal vivo, alcune opere del giovane Vanvitelli prim’ancora che compisse il più grande miracolo con la costruzione della maestosa opera della Reggia di Caserta.  L’escursione culturale, organizzata nei minimi particolari da presidente dell’associazione Aldo Maria Pagella, ci ha prima condotto a Loreto per la visita del campanile vanvitelliano della Santa Casa. Posto sul lato sinistro della Basilica, il campanile è alto mt. 75,60 ed ospita un carillon di nove campane che intonano le note delle “Litanie lauretane”. Nella cella campanaria ottagonale è collocata la campana maggiore, denominata affettuosamente “Loreta”; ha un diametro di 184 centimetri, un peso di 74 quintali e mezzo e risulta essere la più grande delle Marche.  Dopo la visita alla Basilica, e ascoltata la Santa Messa, si è proseguito il viaggio giungendo ad Ancona in serata. Va precisato che il Presidente Pagella, già da tempo, aveva preso contatti con il Comune di Ancona per l’effettuazione di un vero e proprio “Gemellaggio” tra le due città a cui,  il Maestro Vanvitelli, aveva prestato la propria attenzione esprimendo l’Arte nella sua massima eccezione. La seppur sobria ma interessante cerimonia, ha avuto luogo nella Sala Conferenze del Museo Tattile Statale Omero di Ancona (che è forse l’unico “museo tattile” al mondo), alla presenza del Presidente Aldo Grassini, dell’’Assessore alla Cultura Paolo Marasca, della Direttrice delle guide comunali Annalisa Trasatti, del Presidente l’Associazione Luigi Vanvitelli di Caserta Aldo Maria Pagella promotore dell’evento e del Presidente l’Associazione Arma Aeronautica casertana Elia Rubino. Va evidenziato che il Museo Omero, così chiamato in onore del grande poeta  Omero, cieco dalla nascita e  autore dell’Iliade e dell’Odissea,  è nato su imput del Presidente Prof. Grassini, anch’egli cieco, grazie allo sponsor dell’Unione Italiana Ciechi con il meritevole intento di  permettere, ai meno fortunati, di  apprezzare l’arte mediante una fruizione delle opere non attraverso la vista ma mediante il “ TATTO”; tale “ SENSO”, è divenuto un nuovo  approccio che è riuscito ad abbattere le barriere sensoriali consentendo di apprezzare emotivamente capolavori artistici di ogni fattura.  A conclusione del gemellaggio, il presidente Aldo Maria Pagella ha omaggiato le autorità comunali convenute con una litografia rappresentante le varie opere prodotte dal Vanvitelli nelle varie città in cui ha concretizzato la propria genialità di architetto e restauratore; l’assessore  Paolo Marasca ha ricambiato porgendo al presidente Pagella un CD contenente la nascita, la storia antica, moderna e contemporanea della città di Ancona fondata, circa 2400 anni A.C., da una sparuta parte di  siracusani già ex coloni greci di origine dorica, mentre il Presidente dell’Ass. Arma Aernonautica Elia Rubino e suo Vice Domenico Petrillo hanno omaggiato i rappresentanti anconetani di alcuni testi del  “Codice delle Leggi” voluto da Ferdinando IV di Borbone per regolamentare la Real Colonia di San Leucio.  Dopo la cerimonia di gemellaggio e la visita alle opere contenute nel Museo Omero, si è passati al Lazzaretto o Mole

Edicola marmorea del 1739, ospitante la venerata immagine seicentesca della “Regina di tutti i Santi” donata da un mercante veneziano alla città, come ex-voto per uno scampato naufragio al largo della città

Vanvitelliana, fortificazione edificata su un’isola artificiale per salvaguardare la salute pubblica ed ospitare merci e persone in quarantena che arrivavano al porto da altre zone. Va ricordato che Il Vanvitelli per la suddetta costruzione propose una nuova forma urbana, un nuovo rapporto con il mare e, servendosi della tecnica ingegneristica e idraulica a lui così congeniale, creò altresì un’architettura illuminatamente aperta, con una forma geometrica, ricca di valori simbolici come il numero cinque che può indicare il potere dell’uomo di modificare la realtà circostante. Il Lazzaretto, a pianta stellare a cinque punte, possiede anch’esso una forma esoterica basata sul numero cinque come pure il bellissimo tempietto dedicato a San Rocco, concepito come una cappella all’aperto dove si celebravano le messe per gli ammalati del Lazzaretto. Sotto la costruzione si trova una cisterna con volta a cupola in mattoni sempre progettata dall’architetto Vanvitelli per la raccolta dell’acqua piovana. A seguire, en passant, si è apprezzato la maestosità dell’Arco di Traiano fatto costruire per ringraziare l’imperatore per aver fatto ampliare il porto cittadino a proprie spese.  Per chiudere in bellezza la giornata, la guida, storica dell’arte dottoressa Trasatti, ci ha condotto a visitare le due ultime opere realizzate dal Vanvitelli anconetano; la Chiesa del Gesù e l’Edicola marmorea del Duomo di Ancona dedicato a San Ciriaco.

Particolarmente, per la Chiesa del Gesù, i Gesuiti affidarono a Luigi Vanvitelli il progetto per la ristrutturazione della facciata e quello del convento annesso. L’architetto, considerata anche la posizione preminente che dominava la vista sul porto, vi si dedicò con passione realizzando un piacevole capolavoro armonicamente inserito nel contesto urbano circostante. Infatti nella facciata curvilinea spicca l’altro pronao tuscanico in cui i marmi bianchi creano un gradevole contrasto cromatico con il rosso pallido dei mattoni della facciata. Al giovane Vanvitelli si deve anche la ristrutturazione dell’interno monumentale con pianta a croce latina a una sola navata sovrastata da cupola e ampi cappelle laterali.

   Il Duomo di Ancona

Per quanto concerne il Duomo di Ancona dedicato a San Ciriaco, l’escursione culturale è poi terminata con l’ammirazione della magnifica Edicola marmorea realizzata nel 1739, ospitante la venerata immagine seicentesca della “Regina di tutti i Santi” donata da un mercante veneziano alla città, come ex-voto per uno scampato naufragio al largo della città.  Tutti i partecipanti rappresentati per la maggior parte da professionisti e insegnanti, sebbene già a conoscenza di molte opere realizzate dal Vanvitelli a cui si è molto legati poiché progettista e costruttore dell’imperiosa Reggia di Caserta, sono rimasti altamente soddisfatti anche per le esaustive informazioni fornite dalla bravissima guida. Prima dei saluti di un presto arrivederci per una prossima gita culturale sulla ricerca dei tesori vanvitelliani, un forte plauso è stato tributato al maggiore organizzatore che senza dubbio è stato il carissimo Aldo Maria Pagella Presidente dell’Associazione. Non sono inoltre mancate alcune note di colore offerte dalle molte signore presenti che, durante il non breve viaggio, hanno deliziato tutti con una serie di rilassanti melodie che ci hanno riportato indietro negli anni rendendo così il tragitto psicologicamente più corto e alquanto rilassante e gioioso.