GESTIVA IL MERCATO DELLE AMBULANZE CON L’AUSILIO DEI CASALESI

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AVERSA – Esistono regimi di monopolio in ogni economia, e i mezzi illeciti per esercitare questo monopolio esistono sempre; anche nel mercato delle ambulanze. Sono così finiti in manette Luigi Belfiore, aversano del 1956 e titolare della ditta di trasporti ‘Croce Aversana’, e il casalese Augusto Bianco, per concorso in estorsione aggravata del metodo mafioso. Belfiore faceva capire ai suoi concorrenti che aveva ‘amicizie’ nell’ospedale di Aversa e attraverso l’intercessione del Bianco, facente parte dei Casalesi, riusciva a esercitare la sua attività in situazione di monopolio, gestendo così in singolo le ambulanze da consegnare all’ospedale ed escludendo i concorrenti che erano in grado di fare soltanto determinati trasporti solo previa autorizzazione del Belfiore, e dunque dell’associazione mafiosa. L’indagine, condotta dalla Squadra Mobile di Caserta e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, ha permesso di svelare l’interesse del clan dei Casalesi nell’imposizione delle autoambulanze presso i nosocomi per il trasporto dei degenti. I suddetti Bianco e Belfiore sono stati deferiti, unitamente ad altre quattro persone, all’Autorità Giudiziaria per illecita concorrenza ed estorsione, reati aggravati dall’aver agito con metodologia mafiosa. I soggetti sono ritenuti contigui al clan dei Casalesi-fazione Schiavone. I due arrestati sono stati condotto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.