RESISTENZA DEMOCRATICA: L’”APPRODO DEL PESCATORE”…DA ABBATTERE

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MONDRAGONE – Con l’ordinanza n. 25 dell’11 maggio 2018, l’Amministrazione Comunale a guida Pacifico ha disposto la rimozione di alcune parti dell’“approdo dei pescatori”. La stessa ditta incaricata della realizzazione di questa opera inutile e dannosa, costruita sulla spiaggia del lungomare sud di Mondragone per volere della scorsa Giunta Comunale guidata dall’ex Sindaco Schiappa, dovrà quindi provvedere a rimuoverne pali e tettoie.
L’evoluzione dei fatti successivi alla scellerata scelta amministrativa di mettere in piedi l’eco-mostro certifica la fondatezza delle perplessità evidenziate sin da subito da Mondragone Città Possibile e poi da Resistenza Democratica tramite un’azione politica di ferrea opposizione in tutte le forme possibili, finalizzata ad impedirne la realizzazione attraverso una innumerevole serie di denunce e di note.
Credevamo allora, e crediamo ancor più fermamente oggi, che l’approdo sia un’opera deleteria per l’ambiente e per l’ecosistema, che non costituisce in alcun modo un incremento reale per il turismo e l’economia della nostra Città.
Per tutelare un territorio quotidianamente martoriato come il nostro, una politica credibile dovrebbe dotarsi di sistemi immunitari capaci di neutralizzare sul nascere quelli che poi diventeranno veri e propri scempi ambientali. Con l’ordinanza n.25 si è persa un’altra grande occasione per porre rimedio ad un danno (non prodotto da quest’amministrazione, è giusto ricordarlo) che per molti versi è ormai irreversibile.
La “soluzione” di lasciare la grande platea in cemento armato dov’è attualmente e ricoprirla di sabbia, è un’opzione ai limiti della comicità. Sarebbe un po’ come mettere la polvere (in questo caso la sabbia) sotto al tappeto. Ancor più se si considera che, per installare questo inutile manufatto, le colate di cemento hanno sostituito il secolare patrimonio dunale.
Chiediamo dunque a questa inerte Amministrazione se, oltre a preoccuparsi dei vari posizionamenti di poltrona cui abbiamo assistito in questo primo anno di vita, vi è l’intenzione di predisporre un piano concreto di recupero ambientale che parta dalla zona costiera, fino ad arrivare alle zone di montagna sottoposte a numerosi vincoli ambientali (vedi Colombrello).
Chiediamo una politica costruita sulla progettualità, che sia capace di chiudere con gli spot elettorali vuoti e demagogici.
Siamo consapevoli di essere in solitudine nella nostra azione di opposizione a questa giunta. Una solitudine ancora più evidente e soffocante quando le nostre azioni sono tese a denunciare i disastri ambientali che da venti lunghi anni opprimono Mondragone, in un contesto di pericolosa omertà politica.