QUESTIONE ASI, IL SINDACO VELARDI ABBANDONA IN FRETTA L’INCONTRO CON GLI IMPRENDITORI

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MARCIANISE (G. L.) – Clima rovente in quel di Marcianise per questo mercoledì  4 luglio e di certo non a causa dell’ultima ondata di caldo estivo. Un finale di fuoco che non poteva prevedere, né tantomeno immaginare, il sindaco Antonello Velardi, che dopo aver dominato quasi 2 ore di incontro, si è trovato solo a fronteggiare le rimostranze di alcuni imprenditori casertani,  rei – secondo i toni della discussione – di aver avanzato  dubbi sulla propria adesione alla progettualità embrionale messa in campo proprio dal primo cittadino della conurbazione dell’area di Caserta sud. Una proposta, avallata da Gianluigi Traettino di Confindustria, recepita quasi come una forma di contratto aleatorio con gli imprenditori della zona industriale di Marcianise, che si è rivelata  in effetti come contraltare alla gestione consortile dell’ASI di Caserta, guidato dalla presidente Raffaela Pignetti.

A pochi giorni dall’azione di recesso del protocollo d’intesa  ASI – Comuni – Confindustria, dopo che quest’ultima alla presenza dell’autorità prefettizia si era resa già disponibile a continuare il rapporto di gestione con il Consorzio ASI, monta la polemica che vede coinvolto in prima persona anche il sindaco di Marcianise Antonello Velardi.

La vicenda, ufficializzata e rimbalzata su tutti gli organi di stampa locali, già dalle prime battute non è servita a chiarire i motivi di questo allontanamento repentino…ancor più che l’ASI (Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale) nella sua natura di Ente Pubblico Economico e nel quadro delle previsioni di programmazione socio-economica triennale, nel giro di un anno è riuscita a chiudere il bilancio in attivo e posto in essere diverse azioni volte a favorire lo sviluppo infrastrutturale dell’area industriale.

Un incontro, quello di questa mattina, che si è tenuto nel Palazzo ex Monte dei Pegni di Marcianise e indetto su iniziativa del sindaco Velardi, che a dispetto anche degli altri Comuni rientranti nel Consorzio, si è rivestito del ruolo di deus ex machina non solo per sviscerare le problematiche sostanziali legate all’economia imprenditoriale del territorio casertano, ma ha cercato di rilanciare sul tavolo delle nuove regole del gioco, nella fattispecie un consorzio di secondo livello “ una struttura – ha precisato il Sindaco – staccata dall’ASI in grado di poter offrire, gestire ed organizzare i servizi alle imprese insediate nel territorio, che devono essere soci di questo consorzio” sottolineando di averne tutte le capacità.  Con un’iperbole dialogica, forte anche dell’assenza dell’ASI nella figura della presidente Pignetti, che aveva chiesto il rinvio della seduta in quanto già invitata a raggiungere il Palazzo della Regione Campania per discutere del ‘Piano di Sviluppo Strategico della ZES (Zona Economica Speciale), Antonello Velardi ha offerto la sua chiave di lettura rispondendo proprio alla presidente ASI che nei giorni scorsi aveva evidenziato l’importanza di recuperare le quote di adesione da aziende insolute. Ha definito la questione un alibi, aggiungendo che “anche la camorra è un alibi per non fare leggi”.  Non meno ostentato ma più centrato l’intervento del presidente Traettino che per Confindustria ha ribadito che recedere dal protocollo stipulato con l’ASI è una questione morale legata al decoro delle aree: “abbiamo assunto la decisione di lanciare un messaggio esplicito verso l’esterno se noi vogliamo che in questo territorio si continui ad investire, e siamo lieti che la città di Marcianise abbia colto il grido d’allarme per ridare dignità alle nostre aree”. Una dignità che risiede sic et simpliciter nella manutenzione ordinaria delle zone industriali. Pochi e vani tentativi di confronto con il pubblico di imprenditori, i primi ovviamente ad essere investiti da queste decisioni, che giustamente hanno preteso di esprimere una loro opinione…ma nello scambio a corrente alternata di vedute, i toni si sono accessi non appena Velardi, in preda alla più forte delle presunzioni e rimpolpando la vena giugulare, ha scandito a chiare lettere che stava perdendo tempo e che lui – e non gli altri [ndr.] – non può permettersi di perdere tempo. Quindi la soluzione, al grido chi non è con me è contro di me, sembrava quella di accettare a scatola chiusa una proposta di industria proiettata verso la modernità senza conoscerne e né dover conoscerne al momento i presupposti. In piena tempesta, accerchiato da chi lo ha messo spalle al muro anche solo per difendere la propria posizione, il sindaco ha risposto alzandosi e andando via in fretta… portando con sé i suoi desideri d’indipendenza… chissà. Resta il fatto che almeno per lui il  4 luglio non sarà una data memorabile.