OSPEDALE, COGLI LA PRIMA MELA E… GETTALA NEL CESTINO

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(f.n.) – “Se bene vuoi stare una mela al giorno devi mangiare”…ma quando in un Ospedale siamo alla frutta… almeno quella dovrebbe essere oltre che  “commestibile” bella a vedersi…Ma… quandopersino la mela “nun se po’ guardà” e persino il vassoietto monouso, arriva unto, bisunto e “sporchetto” e vorremmo superare la dimensione ultima della frutta… cosa facciamo?,…e prima di oltrepassare questo inizio settimana tragicomico e pensare al dramma autentico che si consuma in Rianimazione, vorremmo timidamente chiedere ai salvatori della patria ospedaliera: se ci fossero le loro sorelle, le loro mamme, un loro congiunto ad infettarsi con la conveniente “incuria” altrui o a ricevere il vassoietto lurido e la mela mezza marcia, all’ora del pasto ospedaliero, mentre,magarii destinatari di tale succulenta asettica portata, sono già afflitti per conto proprio…cosa farebbero?, …farebbero finta di niente o paradossalmente andrebbero a piedi a Pompei, affinché la direzione sanitaria continuasse nella sua intemerata missione fosse invece, colpito da una colica renale acuta chi si permette di denunciare? Sarebbe interessante capire… Poiché è assai improbabile che si vada in Ospedale a fare le vacanze… ed il manager di un’Aorn non è il mister in bermuda “rosa carico” del Club Mediterranée, che,  al massimo, deve preoccuparsi che il cocktail di gamberi sia fresco al punto giusto…riteniamo sia giusto e doveroso aiutarlo a darsi una mossa…Ognuno di noi può avere bisogno domani,  di essere ricoverato ed è giusto che sappia cosa c’è oltre il cancello…Oltre il cancello ed il vialetto in salita c’è il Pronto Soccorso…oltre il Pronto Soccorso si snoda il resto del mondo “oscuro”…ovvero tutto ciò che secondo la teoria gestionale della Sacra Trimurti, è semplicemente perfetto nella sua perfezione o facilmente perfettibile nella sua leggera imperfezione…ma soprattutto nonmenzionabile…Dell’Ospedale, infatti, non si deve parlare…altrimenti…Bene ..posto che “l’altrimenti” ha sempre un suo fascino di cui non riusciamo ad essere preda, noi intanto torniamo in Rianimazionee cerchiamo di “dare” due numeri che a “occhio e croce”, confermano le percentuali altissime di mortalità che pubblicammo qualche anno fa…Dall’inizio del 2018 su 220 ricoveri siamo a quota 90 decessi…per arresto cardiocircolatorio…e poiché tutti cessiamo di vivere per arresto cardiocircolatorio…riteniamo sia inutile commentare…ci limitiamo a registrare e ad attendere…Intanto, prendiamo atto che, dovendole finestre della Rianimazione, restare chiuse per ovvie ragioni, non ci sono le zanzariere…e poiché il caldo è davvero asfissiante (attendiamo che dalla Svezia arrivi una smentita), le finestre si devono necessariamente aprire…Ogni persona normale di media intelligenza potrebbe chiedere, candidamente e con l’occhio stralunato: “Ma…come?!?…in Rianimazione non c’è l’aria condizionata?” E noi che, secondo una scuola di pensiero filosofico-sindacale siamo, non soltanto brutti, sporchi e cattivi, ma soprattutto mossi da chissà quali “luridi” interessi che ci spingono a denunciare che, indipendentemente dal lavoro e dall’efficienza del personale medico sanitario,  la gestione della Rianimazione, a partire dalla direzione sanitaria per finire al primario,  è un sonoro e pericoloso fallimento, cosa rispondiamo?, NO…l’aria condizionata non funziona…la temperatura media in Rianimazione si aggira intorno ai 28° e lo stato di salute dei pazienti defedati e con febbre, è ad alto rischio…E’ appena il caso di ricordare a chi di dovere, che i germi ed i batteri con una temperatura simile si mettono in abito da sera e pasteggiano semisdraiati sulle agrippine come i compari di Nerone e se si considera che dalle finestre, che per sopravvivere, si devono obbligatoriamente aprire, entra praticamente tutto ciò che vola, proveniente dai giardini laterali…Ma…l’aria condizionata?, qual è il problema…la solerte direzione ha dato l’indicazione: chiamate il numero verde…chiamato circa un mese fa…non una ma molte volte…arrivati i tecnici della ditta incaricata…non una sola volta…e allora?…guardate… qua si devono spostare i malati…altrimenti… come lavoriamo??? Da quel momento e dopo la dichiarazione lapidaria…non s’è saputo più nulla… Ma…qual è il problema?…Il primario riposa le stanche membra altrove e la Direzione ha chiamato la ditta…Cosa volete mai da questa povera Direzione così bersagliata dai brutti, sporchi e cattivi?…. “La loro coscienza è a posto…hanno chiamato la Ditta…ora chissenefrega! Cogli la prima mela e mettila in frigo… se non la consumi comincerà a “bacarsi” e dopo un po’ saprà di marcio”…anche questa potrà diventare una citazione…Kiddard è complesso, citarlo a caso, caro Direttore Generale,  per apparire intellettuali rischia di apparire banale…ma approfondire il suo concetto di cambiamento può essere utile…E adesso vi comunichiamo che preferiremmo romperci al terza vertebra lombare anziché salutare…e che nulla potrà impedirci di parlare della Rianimazione dell’Ospedale di Caserta…