EMILIO FORTE: SENZA IL CAB BAIA DOMITIA NON ESISTEREBBE

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SESSA AURUNCA – Il delegato sindacale della CGIL Emilio FORTE, dipendente del Consorzio Aurunco di Bonifica, impegnato nella battaglia per i lavoratori del CAB, affida ad un post le sue considerazioni.

  “Leggo oramai da giorni che ci sono giornate di mare pessimo a Baia e altre di mare caraibico, lidi da colera e altri da bacio accademico. Spesso nei commenti si tira in ballo il Consorzio Aurunco di Bonifica quale responsabile.
Ci lavoro al consorzio e per la conoscenza di tutti è un ente pubblico e come tale Non può fallire, anche se la politica regionale e locale ce la sta mettendo tutta per riuscire nell’impresa.
Alcuni dicono che è una settimana che il consorzio “pompa” di notte e a causa di ciò il mare è sporco, inducendo nell’equivoco anche qualche sprovveduto amministratore locale che dovrebbe avere un altra ALTA conoscenza delle funzioni del consorzio sul territorio che amministra.
Sorpresa…il Consorzio Aurunco Di Bonifica di Sessa Aurunca è da circa settant’anni che regolarmente solleva le acque di pantano e le recapita a mare……stupore in sala!
Perchè?
Perché se non lo facesse:
a) Baia Domizia non esisterebbe;
b) il cosidetto Pantano sarebbe sempre allagato perché si tratta di una zona che mediamente è un metro sotto il livello del mare ed ha una falda freatica molto superficiale che fa sorgere acqua continuamente…anche in periodi di forte siccità.
Restiamo comunque a disposizione di qualunque “politico” ordini di fermare il prosciugamento meccanico, sempre che si prenda la responsabilità di far allagare il pantano, che visti i risultati di totale abusivismo abitativo in cui versa non sarebbe un cattivo servizio.
Detto ciò, battute (amare) a parte, vorrei anche far presente che le acque che solleva il consorzio dovrebbero essere acque di falda, ovvero acque pulite. Nessuno però si interroga sul perché l’acqua che il Consorzio recapita a mare è inquinata dagli scarichi fognari. Perché nessuno si chiede come mai in una zona sottoposta alla legge Galasso, a totale inedificabilità, oggi ci sono oltre 5000 (cinquemila) alloggi senza alcun servizio di urbanizzazione. Perché nessuno si chiede come mai oltre il 65% di questi alloggi ha ottenuto la concessione in sanatoria dal comune di Cellole (per la cronaca, sbaglio o in area vincolata non era possibile concedere il condono?). Allora piuttosto che puntare il dito verso il consorzio, e a volte anche contro i suoi dipendenti che tra l’altro vivono una condizione di disagio lavorativo che dura da oltre sette anni, che in questa storia è parte lesa si dovrebbe puntare verso chi si è arricchito in questa storia: notai, tecnici, avvocati, comuni, Enel, imprese edili; ma anche: sindaci, consiglieri regionali e comunali che hanno.costruito carriere politiche con i voti degli abusivi del pantano ecc ecc.
Per chiunque volesse ulteriori chiarimenti, siamo a Sessa Aurunca via delle Terme 8, tutti i giorni dalle ore 8:30 alle 15:00, ben lieti di mostrare carte, denunce, fotografie e altro prodotto nell’ultimo secolo”.