QUATTORDICI COMPONENTI DELL’ATO CONTRO VELARDI, IL DOCUMENTO

I componenti dell’Ato dicono ‘basta’ alle esternazioni dell’ex presidente Antonello Velardi, e sottoscrivono un documento che precisa quanto segue.

Noi sottoscritti componenti del Consiglio d’Ambito dell’ATO di Caserta Gabriele Cicala, Angelo Crescente, Domenico D’Angelo, Elpidio Del Prete, Nicola De Nuccio, Michele Falco, Michele Galluccio, Amalia Iannone, Carlo Marino, Salvatore Martiello, Antonio Mirra, Antonio Montoro, Luigi Munno, Giuseppe Seguino (e quindi 14 dei 15 presenti alla riunione del 28 agosto 2018) ci vediamo ancora una volta, nostro malgrado, ma a tutela del ruolo istituzionale e della comunità provinciale che ci onoriamo di rappresentare, a commentare e a precisare fuorvianti e offensive dichiarazioni
dell’ex Presidente Velardi, nonché le sue dimissioni.
In primis va doverosamente precisato che lo stesso si è dimesso un attimo dopo che il Consiglio democraticamente aveva individuato una figura tecnica diversa da quella per cui lui aveva espresso preferenza; a quel punto egli si è allontanato dicendo che chi non la pensava come lui non era classe dirigente seria, continuando le offese nel successivo ed immediato post su facebook nel quale ha parlato di spartizione.
Orbene, non si comprende come possa parlarsi di spartizione laddove l’unica nomina di competenza del Consiglio (considerato che per la nomina dei revisori avevamo già scelto di procedere con il sorteggio) è una nomina assolutamente tecnica (e non certamente politica come confusamente ed erroneamente ritenuto dall’ex Presidente) quale quella del Direttore Generale, scelta sulla quale, ricordiamo all’ex Presidente, il Consiglio si è confrontato costruttivamente per diversi mesi (prevalentemente in sua assenza per altri impegni) senza arrivare ad una scelta unitaria, anche e soprattutto per la totale mancanza di un’azione, quella sì certamente politica, di armonizzazione, insita nel suo ex ruolo.
Chi governa effettua necessariamente delle scelte: basilare e prioritario principio democratico è quello secondo il quale, in un contesto collegiale, si rispettano le scelte della maggioranza.
L’ex Presidente Velardi evidentemente ritiene che qualora la scelta fatta fosse stata di suo gradimento tutto procedeva nel verso giusto, mentre considerato che la scelta dell’organo collegiale è stata diversa da quella di suo gradimento allora è il frutto di spartizione, di cattiva gestione, di metodi da Medio Evo o, ancora di una classe dirigente mancante di visione sul futuro di questo territorio.
E’ chiaro come questa visione, la personale visione dell’ex Presidente Velardi, sia invece chiaramente al di fuori delle regole della democrazia, con il corollario che chi non si uniforma al suo pensiero sbaglia e si rende complice di non meglio precisate nefandezze.
Va inoltre aggiunto come altri 5 componenti del Consiglio d’Ambito, tra cui il Sindaco della Città Capoluogo, hanno votato allo stesso modo di Velardi, condividendo con lui la scelta tecnica di indicare un nome che andava a rappresentare un modello di funzionamento dell’Ente. Non è stata quindi una semplice uniformità di voto, ma anche una sintonia in riferimento alle strategie da mettere in atto per consentire all’Ente di crescere e di sviluppare appieno il proprio compito e di esercitare le proprie funzioni.

Tuttavia questi componenti del Consiglio, firmatari di questo documento, si sono adeguati, come è giusto e normale che sia, alla legge della democrazia, che prevede che venga eletto chi prende più voti.
Pertanto, non può essere accettato che Velardi si sottragga alle regole della democrazia.
Ancor più grave appare l’utilizzo da parte sua di toni offensivi e ingiuriosi nei confronti di altri rappresentanti istituzionali, tra cui i suoi colleghi Sindaci, “colpevoli” solo di aver operato una scelta diversa dalla sua.
Compito dei rappresentanti delle Istituzioni, che in questo caso fanno parte di un ente, è quello di non perdersi in polemiche personali, ma di garantire, chiunque ricopra le diverse cariche, il corretto funzionamento della struttura, assicurando sempre la massima collaborazione, nell’esclusivo interesse dei Cittadini e del Territorio.
La nostra idea, e per nostra si intende di tutti i partecipanti al Consiglio tranne l’ex Presidente, sulla sua gestione dell’Ato Caserta è stata già chiaramente rappresentata in altro documento di fine giugno che invitiamo tutti a rileggere.
In quel documento avremmo potuto, e forse dovuto alla luce delle sue farneticanti affermazioni dell’epoca, chiederne le dimissioni o sfiduciarlo in Consiglio: non l’abbiamo fatto nella speranza che l’ex Presidente potesse svoltare nella direzione di un confronto corretto e, soprattutto, nella direzione doverosa del rispetto delle istituzioni sedute al tavolo che presiedeva e che lo aveva eletto.
Purtroppo quella di martedì rappresenta la naturale e conseguenziale chiusura della presidenza Velardi, con dimissioni presentate un minuto dopo l’esito della decisione diversa da quella da lui desiderata, abbandonando il Consiglio (fra l’altro in corso in una sala del Comune di Marcianise) affermando di non avere il tempo neanche di ascoltare le repliche alle sue offensive affermazioni, in quanto aveva impegni importanti (“mi stanno aspettando i giostrai”).
Fra le molteplici affermazioni scomposte fatte dall’ex Presidente prima e dopo le dimissioni, si segnalano per gravità, da parte di tutto il Consiglio, quelle nei confronti del sindaco Mirra, il quale come tutti ha liberamente e legittimamente espresso una sua opinione sulla scelta tecnica che si andava ad effettuare, opinione che si può condividere o meno ma che certamente non può essere la motivazione di gratuite offese da parte di chi la pensa diversamente, come invece fatto assolutamente in modo inopportuno dall’ex Presidente Velardi.

Firmato

 Cicala, Angelo Crescente, Domenico D’Angelo, Elpidio Del Prete, Nicola De Nuccio, Michele Falco, Michele Galluccio, Amalia Iannone, Carlo Marino, Salvatore Martiello, Antonio Mirra, Antonio Montoro, Luigi Munno, Giuseppe Seguino.

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