CARO CARLO TI SCRIVO…

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Alessandro Barbieri* 

Così mi distraggo un po’.

Lucio Dalla ha iniziato una sua splendida canzone in questo modo (l’anno che verrà) anche se io, concedendomi una licenza, ho sostituito il sostantivo amico con il nome di battesimo dell’attuale sindaco di Caserta.

Scrivo a lui perché mi rivolgo esplicitamente a tutti quei casertani che si sono sentiti offesi (ma non penso sorpresi) dalle ingenerose espressioni della guida turistica della Fetrinelli.

Caro Carlo ma sei veramente sorpreso ?

Dalla necessaria deindustralizzazione degli anni ottanta alla demilitarizzazione degli anni novanta della Nostra città, non abbiamo ancora capito cosa siamo diventati.

I quartieri che ospitavano gli operai delle grandi fabbriche, le caserme in cui alloggiavano le migliaia di militari delle varie armi, si sono svuotati con progressione algebrica.

Nel frattempo è nata la “frazionata” Seconda Università degli Studi di Napoli solo recentemente ridenominata Vanvitelli, e non sono andati via (ma solo perché non possono essere delocalizzati) i nostri tesori museali.

Molti si sarebbero aspettati che Caserta divenisse una città a misura di studente universitario prima e di turista poi.

Ad oggi non mi sembra che sia successo nulla.

Da anni Caserta non ha deciso cosa essere, cosa intende diventare.

Questo stato di lunga sospensione si percepisce in maniera netta: lo nota non solo il cittadino ma anche chi si trova ad attraversarla per caso.

Allora anziché prendersela con Feltrinelli e con chi ha scritto cosa gli avesse trasmesso la Nostra città – anche per il mezzo di cronache sempre e solo grondanti di sangue – non sarebbe opportuno iniziare a dirsi la verità ?

Se vogliamo essere una comunità con delle peculiarità occorrerà fare delle scelte, anche coraggiose.

Magari concentrandosi sulle nostre risorse turistiche e culturali.

SI inizi dando una rinnovata tutela ai siti turistici (basti pensare alla Piazza Vescovado di Casertavecchia vero e proprio parcheggio) e strumenti che facciano diventare attraente agli studenti universitari la Nostra città.

In fondo Giambattista Vico scrisse: “paion traversie, eppure sono opportunità”.

E’ il momento, caro Carlo di cogliere quest’opportunità!

*avvocato penalista