CAB…E I NODI VENGONO AL PETTINE

di Pasquale Ferretti

“Io sono stato uno di quelli che non ha voluto partecipare ai commissariamenti. Quando mi è stato chiesto di indicare qualcuno, ho sempre declinato e ho detto: NO GRAZIE, perché faccio l’amministratore locale prima di fare politica da tanti anni e so leggere le carte, e quindi mi sono tenuto lontano dai commissariamenti”. Queste dichiarazioni sono stata rilasciate al nostro giornale circa sei mesi fa, a ridosso delle elezioni nazionali, dall’Onorevole Gennaro Oliviero. Erano giorni tormentati quelli, con l’auspicio di un repentino salto di livello, dalla Regione al Parlamento, liberando cosi quel posto in Consiglio Regionale che già fa gola ai rampolli DEM. La storia elettorale però, ha visto il crollo vertiginoso del PD, con la sanguinosa sconfitta che ha minato le certezze politiche sue e di tutto l’apparato del Partito Democratico Regionale.
Tornando alla dichiarazione, è lecito pensare, con il senno di poi, che l’Onorevole Oliviero abbia voluto discostarsi dal problema C.A.B. in modo volontario, per non mettere ulteriore carico pesante nella sua agenda politica. A guardare la storia recente dell’Ente di Via delle Terme, infatti, viene normale il netto rifiuto di “accollarsi” quell’insormontabile problema, soprattutto a ridosso di un importante, anzi vitale, appuntamento elettorale.
In quei giorni di marzo, l’aria era pesante attorno ai lavoratori del C.A.B. senza nessuna buona prospettiva, cosa poi confermata dalla gestione fallimentare della pessima stagione estiva. Oliviero cercò il contatto con i lavoratori, ma la sua azione di mediatore tra le parti (Regione Campania – contribuenti – lavoratori) non ha sortito gli effetti sperati; anzi ha fatto crescere, e non poco, l’ira di una parte dei lavoratori “non schierati” che hanno protestato in maniera energica e colorita nel corso della primavera/estate puntando il dito contro la politica “qualunquista” del politico Sessano. Il tempo si sa, è galantuomo, ha dato ragione ai lavoratori scettici e torto ai lavoratori schierati pro Oliviero – Marcigliano; inoltre, ai primi di agosto arriva la notizia della nomina e insediamento come neo Commissario Straordinario Regionale dell’Avvocato Ciro Foglia da Marcianise. Si tratta della quarta gestione Commissariale in poco più di sette anni. Ben cinque commissari in altrettanto tempo: un autentico sfoggio di idee e buone intenzioni da parte della Regione (e dei Consiglieri sponsor), con una vera e propria ecatombe di risultati. Vedi: gli operai licenziati, gli impiegati senza stipendio ed il territorio senza servizi. L’Avvocato Foglia, designato come tutti i suoi predecessori, con la solita frase: “…visto il curriculum…”, annovera nella sua carriera un’esperienza nel Consiglio Comunale di Marcianise, suo paese d’appartenenza; oltre alla pratica forense. Conoscenze un po’ limitate per gestire un Consorzio di Bonifica. Ma la cosa più curiosa è che è stato proprio Oliviero ad indicare il nome di Foglia per la successione di Testa e Maisto che erano a scadenza di mandato e che qualche risultato, se pur piccolo, lo avevano portato a casa…dei dipendenti. Una mossa che non ha lasciato indifferenti gli addetti ai lavori, e soprattutto i lavoratori stessi che si sono sentiti presi in giro in un modo pressoché clamoroso. Inoltre pare che Oliviero stesso abbia dato mandato di assegnare a Foglia anche il Consorzio Napoli-Volla anch’esso amministrato brillantemente dal Commissario Testa che è a fine mandato. Ma non solo, con la “pedina” Foglia, il Consigliere Oliviero, si assicurerebbe la cattura di tre piccioni con una fava. Infatti, oltre a controllare l’Aurunco e il Napoli-Volla, metterebbe le mani anche nel consiglio di amministrazione di Campania Bonifiche, potente e florida società di riscossione di tributi di alcuni consorzi campani. Questo gioco, inaspettato, a discapito dei lavoratori non conosce fine né soste. L’Onorevole con la sua politica delle false promesse (i fatti ci danno ragione), ha alimentato tensioni e spaccature all’interno del movimento dei lavoratori del C.A.B., opponendosi in modo ufficioso anche all’idea di accorpamento che provarono a mettere in atto i due ex commissari nel periodo dell’Ottobre scorso con l’ausilio del consigliere delegato all’agricoltura di De Luca, Giuseppe Alfieri; era ovvio per il politico sessano porre il veto, perché il buon fine dell’operazione avrebbe dato modo a Graziano, all’epoca suo rivale di partito, di mettere il cappello su questa annosa vicenda. Ora quindi, che le elezioni sono passate, Oliviero ha cercato di riprendere posizioni all’interno del partito indicando la via con la nomina di Foglia per arrivare alla prossima campagna elettorale per le regionali fresco e sornione lui, devastati i lavoratori ed il territorio. In questa storia, all’attivo, resta il disagio continuo che stanno subendo i lavoratori: Una stagione con soltanto diciotto giornate lavorative, nessun piano di salvataggio, nessuna boa a cui aggrapparsi. Anche Foglia, incontrando i lavoratori, come la scorsa gestione commissariale, ha ribadito che le assunzioni non ci saranno senza copertura finanziaria, nonostante una riunione avvenuta nella Sede di Sessa Aurunca, alla quale ha partecipato (a quale titolo sarebbe curioso scoprirlo): Ciro Marcigliano capogruppo Dem in consiglio Comunale nonché dipendente di SMA Campania distaccato presso l’Ufficio politico di Oliviero, insieme ad un “improvvisato sindacalista fai da te” (altro non è che un adepto di Oliviero), e nel corso della quale abbiano tentato di fare pressione sul “loro uomo” Foglia, affinché assumesse gli operai almeno per garantirgli il raggiungimento delle 51 giornate lavorative che gli avrebbero consentito di avere alcuni benefici contributivi e di disoccupazione INPS. Tentativo fallito. Foglia non si è mosso dalla sua decisione, che di certo non può permettere assunzioni “farlocche” e clientelari, senza una dovuta copertura finanziaria; abitudine molto diffusa all’epoca Barretta. Gli orizzonti oggi sono ancora meno nitidi. Ormai gli operai sono allo stremo delle forze perché combattere per quello che in una democrazia avanzata come la nostra può essere considerato un diritto inalienabile dell’uomo, il lavoro, ha reso impotenti e senza forze tutto il movimento dei lavoratori, che ormai (tranne per qualche fedelissimo talebano-integralista della fede del dio Oliviero e del suo profeta Marcigliano), ha preso coscienza della sciatteria politica con la quale da anni viene trattato un Ente di vitale importanza per il territorio e l’economia aurunca.

Il giudizio sulla politica locale e regionale non può che essere di insufficienza totale, visto che proprio la gestione politica del consorzio ha determinato lo sfacelo amministrativo ed economico che lo ha investito.

Intanto si attendono novità dalla Regione Campania, in senso generale, dove pare che circoli un disegno di legge in materia di riordino dei Consorzi di Bonifica. Atto che si è reso necessario da parte del Governatore De Luca, perché quasi tutti i dieci Consorzi di Bonifica Regionali non vivono condizioni di serenità finanziarie.

Non sentirsi da “soli” in questa melma forse, appare l’unico brandello di speranza per gli Uomini che stanno dietro le tute da operai; come si dice: mal comune mezzo gaudio!

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