CAB…QUANDO UN SINDACO …IGNORA 

di Pasquale Ferretti

Recitava un detto: “nessuno nasce imparato”!

Poi, con il tempo, lo studio, le esperienze lavorative o amministrative – nel caso si trattasse di uomini politici –  si dovrebbe accrescere il bagaglio di conoscenze e competenze.

Oggi, abbiamo scoperto che non sempre è così, e a sostegno di questa nuova tesi, vi forniamo il resoconto di un confronto “epico”, da un lato il Commissario del Consorzio Aurunco di Bonifica e dall’altro il Sindaco della città di Sessa Aurunca; olivieriano il primo e olivieriano…pure il secondo; il primo armato di tutte le migliori intenzioni per risolvere l’annosa questione degli ingenti debiti che il Comune di Sessa Aurunca ha verso il Consorzio, armato della sua personale presunzione il secondo.

Veniamo ai fatti.

Una delegazione di uomini del Consorzio, capitanati appunto dal Commissario, avvocato Ciro Foglia, si reca in Comune per partecipare ad un tavolo di trattativa – carte alla mano – sulla ricomposizione bonaria della querelle contabile tra i due enti; il Consorzio come creditore ed il Comune come debitore – ricordiamo che il comune di Sessa Aurunca è uno dei contribuenti maggiori del consorzio aurunco, solo per l’ultimo avviso di pagamento relativo all’annualità 2017 deve pagare duecentodiecimila euro.

Ci viene riferito che si sono recati loro al Comune, dopo numerosi infruttuosi tentativi di invito presso il Consorzio e sette o otto telefonate senza risposta al telefono personale del sindaco; ma si sa, i consortili sono stoici ed indefessi per cui, armati di santa pazienza, se Maometto non va alla montagna è la montagna che si sposta…

Quivi giunti i prodi incontrano il Sindaco, avvocato Silvio Sasso, affiancato da un manipolo di solerti ed agguerriti funzionari, tra i quali il capo settore Marchegiano, pronti a far valere (a prescindere) le ragioni del Sindaco e disconoscere il debito.

Il confronto si apre e nonostante i dipendenti del Consorzio argomentino con la documentazione riguardante le annualità che il “contribuente Comune di Sessa” ha ignorato per anni, con l’aggiunta di un atto transattivo firmato nel 2015 dall’allora Commissario Barretta e dall’ex Sindaco Tommasino, il muro non si scalfisce e dall’altra parte della barricata si continua a sostenere che nulla è dovuto.

Per la cronaca, ci è stato spiegato, che la firma di una transazione vuol dire che implicitamente si riconosce un debito/credito; negli anni i sindaci e i commissari son cambiati, ma i dipendenti dall’una e dall’altra parte sono sempre gli stessi, per cui appare spontaneo pensare che qualcuno di essi abbia bisogno di una cura di fosforo.

Vani sono stati i tentativi di far comprendere, al signor Sindaco quali siano i criteri che portano alla compilazione di una richiesta di pagamento per i tributi consortili, che per altro sono abbastanza semplici: tutti i proprietari di terreni ricadenti nel comprensorio consortile sono tenuti a pagare e l’adesione ad un consorzio di bonifica, in Italia, è obbligatoria e non facoltativa – lo dice una legge dello Stato, ma di fronte allo statista Sasso, son dettagli.

Alle tonalità classiche della fascia tricolore si andava aggiungendo sempre più il tono del violaceo, dovuto all’irritamento che lentamente montava nell’animo del pure sempre pacato Sasso Silvio.

Il deflagrare completo si è avuto di lì a pochi istanti, quando improvvidamente, i prodi consortili hanno fatto cenno alla problematica degli scarichi fognari nei canali consortili.

Qui il Sindaco ha perso le staffe, e prima di abbandonare il consesso senza salutare, e dando ennesima prova di quanto sia inadatto alla politica ed al confronto tra persone civili, ha dato prova di tutta la sua ignoranza…sull’argomento.

Infatti, ha prima tentato di argomentare esclamando: sono novant’anni che si scarica nei canali e voi oggi mi venite a porre il problema, a me?

Per seguire con un tentativo infantile e infame di depistaggio, sul tipo: anche voi inquinate quando pompate a mare le acque dei canali…..!

Qui bisogna fermarsi un attimo e approfondire. I consorzi di Bonifica, in tutta Italia, per cui verosimilmente anche a Sessa, hanno il compito di accompagnare a mare l’acqua in eccesso che si trova in natura, generalmente acqua di sorgente oppure acqua che scende dalle montagne; il fatto che nei canali ci siano scarichi fognari domestici, piuttosto che reflui industriali – ma questa è un’altra storia che racconteremo a seguire – non crediamo sia una responsabilità che possa essere ascritta ai consorzi, a quello Aurunco nella fattispecie.

Il Sindaco “ignorante”, proprio perché ignora, non sa che tutto il comune da lui amministrato e del quale è legalmente responsabile non possiede un solo impianto di depurazione; a noi è stato spiegato questo.

Il Sindaco “ignorante”, proprio perché ignora, non sa che esiste una legge della Regione Campania (la citiamo dopo averla visionata, la legge 04/2003) che all’articolo 13 regola la disciplina degli scarichi nei canali di bonifica e dei relativi costi a carico di scarica. A questo punto quindi, non si parlerebbe più di 210.000 euro l’anno che il Comune deve al Consorzio, ma la somma cresce molto per il cosi detto collettamento a mare degli scarichi fognari (che dovrebbero essere depurati…. ma questo è un altro dettaglio che tratteremo in un’altra puntata in corso di approfondimento).

Qui, il cittadino comune e soprattutto colui che viene a passare le vacanze a Baia Domizia, dovrebbe incazzarsi e non poco e promuovere una class action contro il Comune di Sessa Aurunca che grazie alla sua costante attività inquinante contribuisce a svilire la propria zona turistica favorendo il deprezzamento delle case nella nota località marina; proprio nei mesi appena trascorsi, al centro di forti polemiche sulla qualità delle acque del mare.

Altro che chiacchiere, altro che “Giraborgo”, altro che ordinanze sulle magliette e i prendisole, altro che street food (occasionalmente sui lidi dei parenti), altro che tappetini di prato finto, altro che sagre della mozzarella a dispetto dei cugini cellolesi… altro che Sessa Aurunca città di cultura, si raccoglie solo ignoranza!

La cultura a Sessa non può essere promossa da Radio Marte Stereo, con tutto il rispetto per radiofonici!

Torniamo all’ira funesta del primo cittadino, avevamo detto di “depistaggi” e “così fan tutti”, per arrivare alle comiche finali. Un primo cittadino attento alle problematiche del proprio territorio ed al benessere dei propri cittadini, siano i contribuenti del Consorzio o i dipendenti dello stesso, che ricordiamo non prendono stipendi regolari da oltre quattro anni, ma soprattutto un politico “scafato” avrebbe aperto tutti i cassetti comunali per contribuire a trovare una soluzione ma anche un palliativo…..

Il Sindaco Sasso invece, si alza di scatto e mentre lascia la stanza esclama: “siete un ente fallito, strafallito, vi è rimasto solo il timbro”!

Comments

  1. Pierfranco alvino ha detto:

    Ho una villetta a baia dal 1968. Si parla che il tributo riguarda i terreni coltivati etc. Io ho un giardino con casa. Il tributo è dovuto lo stesso?

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